Fotografia del grigio Nord Italia secondo il "New York Times"

Reportage della testata americana. Anche gli Usa si scandalizzano per l'inquinamento. Milano ha superato in 80 dei primi giorni dell'anno le soglie di Pm10

Milano - L’Italia settentrionale, scrive oggi il New York Times in una corrispondenza da Milano, "è famosa per il cibo, la moda e la Fiat. Ma oggi può aspirare alla celebrità anche in un altro, meno gradito settore: le città del nord hanno il più pesante inquinamento atmosferico d’Europa". Considerando i primi 130 giorni dell’anno, scrive il giornale, Milano ha superato per 80 giorni i limiti massimi di concentrazione di particelle inquinanti stabiliti dall’Ue e dall’Oms. Lo scorso anno le cose erano andate altrettanto male: nei primi tre mesi Milano aveva fatto segnalare una contaminazione atmosferica oltre il massimo consentito in 64 giorni e ancora peggio aveva fatto Torino, con 77 giorni, mentre a Bologna e Venezia i giorni "no" erano stati rispettivamente 51 e 49.

Malattie respiratorie "Le particelle inquinanti - scrive il NYT - sono state associate a malattie cardiache e problemi respiratori come asma e mancato sviluppo delle capacità polmonari nei bambini. Mentre le altre grandi aree di inquinamento in Europa come la Germania e la Polonia già dal 1990 hanno ridotto le emissioni, quelle in Italia sono aumentate. Quest’anno la Commissione europea ha giudicato inadeguato il programma italiano per ridurre l’inquinamento, tanto che il paese rischia di dover pagare miliardi di euro in multe se le cose non cambiano". In seguito a ciò, aggiunge il giornale, "nello scorso novembre un gruppo di genitori e di scienziati si sono coalizzati, applicando ad alcuni teenager dei monitor per misurare la quantità delle particelle. Senza sorprese i risultati si sono rivelati spesso molto allarmanti: nella stanza di uno dei ragazzi la macchina ha fatto rilevare in una rilevazione 200 microgrammi di particelle per metro cubo, e 127 microgrammi mediamente nelle 24 ore, quantità ritenute molto elevate". L’Organizzazione mondiale della sanità, ricorda il NYT, ritiene che il limite sia di 10 microgrammi per metro cubo e gli Usa lo hanno fissato in 15, mentre l’Ue, anche per le pressioni politiche che in tutta Europa vengono dalle industrie, sta pensando di elevare il limite a 25 microgrammi.