Franceschini: "Orrido se nomine Rai decise a casa del premier"

Il leader Pd attacca l’incontro svoltosi ieri a Palazzo Grazioli: "Gli assetti della tv
vanno decisi dal cda in
autonomia". Gentiloni: "Belpietro al Tg1? E' un pesce d'aprile". Di Pietro: "Trappola per i bamboccioni del Pd"

Roma -A tutto campo. Dal piano casa alle nomine Rai. Il segretario del Pd si scaglia contro le ultime decisioni prese dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Trovo orrido che le nomine della Rai siano decise a casa del presidente del consiglio", ha commentato duramente il leader democratico a cui ha fatto eco l'ex ministro Gentiloni: "Belpietro al Tg1? E' un pesce d'aprile".

L'attacco sulla Rai "Faccio fatica a commentare indiscrezioni, però, se fossero vere, troverei orrido che le nomine della Rai siano decise a casa del presidente del consiglio, proprietario di tre reti concorrenti, con un incontro tra esponenti politici, persone con ruoli in Rai e alla presenza del premier". Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così l’incontro svoltosi ieri a Palazzo Grazioli che avrebbe affrontato tra gli altri temi anche le future nomine a viale Mazzini. "Gli assetti futuri della Rai - sostiene il leader del Pd - vanno decisi dal consiglio di amministrazione nella sua autonomia e su scelte basate sulla competenza, sulla professionalità e sul pluralismo delle idee".

Gentiloni: "Belpietro al Tg1 è un pesce d'aprile" Il proprietario di Mediaset (e presidente del Consiglio) ha riunito a casa sua i partiti della maggioranza e alcuni consiglieri della Rai per decidere il nome del prossimo direttore del principale telegiornale della televisione pubblica. Il predestinato sarebbe un dipendente del proprietario di Mediaset (e presidente del Consiglio)", ha scritto oggi il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni sul suo blog. Il riferimento, contenuto in un post intitolato èesce d’aprile, è riferito alle indiscrezioni sul possibile approdo di Maurizio Belpietro, attuale direttore di Panorama, alla guida del tg della rete ammiraglia.

Di Pietro al Pd: "Trappola per bamboccioni" "Glielo avevo detto a Franceschini e ai ’bamboccionì del Pd di non cadere nel trabocchetto delle nomine Rai proposte dal Pdl - ha commentato il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro - glielo avevamo detto noi dell’Idv, che non bisognava partecipare alla spartizione del consiglio di amministrazione della Rai, perchè tanto non avrebbero avuto alcuna libertà e autonomia nella scelta dei nominativi di chi deve poi scegliere i direttori e i dirigenti della Rai. Ora che la frittata è fatta, le lamentele del segretario del Pd appaiono solo lamentele al vento, perchè è stato proprio il Pd a dare a Berlusconi il coltello dalla parte del manico. Ed anche le pietre sanno che se all’assassino della libertà dell’informazione e della democrazia gli si dà il coltello, questi non ci pensa due volte a farle fuori".

La marcia indietro sul piano casa "Grazie all’impegno e all’azione dell’opposizione, delle regioni a prescindere dal colore politico e dei comuni, il governo ha fatto una totale marcia indietro - ha commentato Franceschini - il piano casa di Berlusconi non c’è più e il premier che aveva annunciato l’invio a tutti i capi di governo europei ora farebbe meglio a fare un giro di telefonate dicendo che il piano casa non c’è più e gli restituiscano la bozza". Il segretario ha spiegato che il Pd non era contrario a ogni misura per far ripartire l’edilizia che si può riattivare senza il rischio di devastazione delle città e dei centri storici. E infatti nell’accordo attuale, ha evidenziato il leader dei democratici, "non c’è più la possibilità di deroga a piani regolatori e a regolamenti edilizi, sono esclusi dall’allargamento i centri storici e i condomini, non c’è più il cambio di destinazione d’uso e sono rispettate le competenze di comuni e regioni". Il decreto legge, ha poi aggiunto Franceschini, "è riferito solo alla semplificazione burocratica sulle norme nazionali e tutto questo è frutto del lavoro dell’ opposizione e degli Enti locali che hanno difeso le loro competenze in base alla Costituzione". Franceschini però resta convinto che per rilanciare l’edilizia non ci siano solo le misure del governo ma, "come abbiamo proposto noi, l’allentamento del patto di stabilità interno che sbloccherebbe 18,5 miliardi per i comuni".