Fumetti sognando il Risorgimento

Museo del Fumetto, capitolo secondo. A poco più di un mese dall’inaugurazione della mostra temporanea «Editori coraggiosi», il neonato Wow Spazio Fumetto di viale Campania presenta al pubblico la sua seconda creazione, questa volta dedicata all’Unità nazionale. Si intitolerà «Fumetti d’Italia - L’Unità d’Italia raccontata dai fumetti» e aprirà i battenti domani, alle 17, alla presenza di grandi maestri come Sergio Toppi, Ivo Milazzo, Francesco Artibani e Carlo Ambrosini.La mostra, che resterà aperta fino al 26 giugno, racconta la nascita del Paese attraverso i grandi illustratori italiani e le storie più famose della Disney, da «Paperibaldi e lo sbarco dei 2000» con i disegni di Sandro Dossi, a «Topolino e l'Italia ri-unita» di Marco Bosco e Paolo Mottura. Cuore dell’esposizione, però, sono le tavole originali di quattro maestri del disegno, Carlo Ambrosini, Ivo Milazzo, Pasquale Frisenda e Sergio Toppi, realizzate per i due volumi «150 storie d’Italia» pubblicati da Il Giornalino e presentati al Museo del Fumetto di Lucca. «Il progetto segna una nuova tappa del gemellaggio tra Lucca e Milano - spiega Luigi Bona, direttore del museo –. Non era fisicamente possibile esporre le opere di tutti gli autori, così abbiamo scelto le tavole di Toppi, che tracciano il percorso precedente il 1861, e quelle di Ambrosini che lo suggellano con l'annessione di Roma nel 1870». Di nuovo rispetto al museo di Lucca, ci saranno gli omaggi a Garibaldi firmati da Gandolin e Yorik, la mitica Storia d'Italia a Fumetti di Enzo Biagi - con le tavole originali di Alarico Gattìa e Carlo Ambrosini che illustrano le imprese dei grandi protagonisti della patria, da Garibaldi a Cavour - e alcune «chicche» per collezionisti, come la Storia d'Italia di Cesare Balbo del 1846, o I primi vagiti della libertà italiana in Piemonte di Francesco Predari del 1861. Completano il percorso le versioni disneyane del nostro Risorgimento, la serie Cuore Garibaldino dell’Intrepido, le guerre d’indipendenza raccontate dal Corriere dei Piccoli e le tempere originali delle figurine di Flash, pubblicate negli anni ’60 per festeggiare i cent’anni dell’Italia unita. La mostra è solo il primo passo di un progetto ben più ampio, che nelle intenzioni del direttore Luigi Bona (presidente della Fondazione Fossati, vincitrice del bando promosso dal Comune), e in linea con tutti i grandi musei europei, dovrebbe comprendere la collezione permanente, con gli oltre 500mila titoli che già fanno parte dell’immenso archivio della Fondazione, la realizzazione di una grande biblioteca per la consultazione, sei postazioni multimediali per accedere all’archivio in formato digitale, laboratori per le scuole e una caffetteria con connessione internet wifi. Nei fatti, il museo ospita per ora soltanto qualche scaffale per la consultazione, più un open-space al primo piano per le mostre temporanee. «Per realizzare tutto questo occorrono fondi - ha spiegato Bona -. Mentre finora non abbiamo ricevuto alcun sostegno da parte delle istituzioni. Regione e Provincia non sembrano interessate al progetto; e il Comune, al quale tra l’altro dall’anno prossimo dovremo pagare l’affitto, si è limitato a coprire i costi per il vernissage e poco altro. Per questo – continua Bona – ci appelliamo ai privati: gli unici che fino a questo momento ci hanno sostenuto». E con ottimi risultati, a sentire il direttore. Lo scorso sabato, per la «Notte dei musei», oltre 600 persone hanno visitato lo spazio, e ogni weekend «si calcolano in media 800 presenze». Non pochi per un museo realizzato appena in tre mesi e aperto da uno, con tante speranze ma ben poche certezze.