Gabetti: «Fermezza sulla Fiat»

Ieri il presidente dell’Ifil ha ricordato Agnelli. Pronto il piano di rilancio «rivisto» dai sindacati

Pierluigi Bonora

da Milano

«Assicurare in qualsiasi momento la fermezza e il rigore su tutte le attività del gruppo»: con queste parole Gianluigi Gabetti, presidente di Ifi e Ifil, nonché custode della cassaforte della famiglia Agnelli, ieri ha ribadito il suo impegno personale a garantire la continuità in casa Fiat.
È la promessa che Gabetti ha fatto a Umberto Agnelli, l’ex presidente della Fiat che ieri è stato ricordato a un anno dalla morte. Alla celebrazione, svoltasi al santuario della Consolata di Torino, erano presenti i familiari di Agnelli, i top manager del Lingotto e molti cittadini. «Il ricordo di papà è sempre vivo, soprattutto nei suoi valori: quelli della disciplina, del senso del dovere, del raggiungere gli obiettivi prefissati. Valori di estrema serietà», ha detto Andrea Agnelli, il figlio di Umberto che da un anno siede nel consiglio di amministrazione del Lingotto.
Intanto si avvicina la data dell’assemblea Fiat, slittata al 23 giugno. In prossimità dell’appuntamento i sindacati metalmeccanici stanno ultimando il «contropiano» di rilancio dell’Auto. Il 7 giugno Fiom, Fim, Uilm e Fismic si riuniranno per mettere a punto il documento, pronti a discuterlo con l’amministratore delegato Sergio Marchionne. «La nostra intenzione - spiega al Giornale Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim - è incontrare Marchionne prima del 23 giugno». Il «contropiano» ruoterà su vari punti: le alleanze («non si vede l’ombra di accordi», osserva Vitali); nuovi investimenti e un programma dettagliato dei modelli dal 2006 in poi; la costituzione, sul modello tedesco, di un consiglio di sorveglianza aperto anche a dipendenti ed enti locali; una mappa dei siti con le rispettive produzioni future. «Il gruppo - aggiunge in proposito Vitali - non può basare il suo futuro sui Diesel ma deve pensare a soluzioni ecologiche alternative, come fanno gli altri costruttori che, sul tema, hanno avviato importanti joint venture». Ma i sindacati chiedono anche risposte in tempi rapidi alla holding Ifil su come intende sostenere la Fiat una volta scattato il convertendo a settembre. Anche Ifil, intanto, si prepara all’assemblea in programma il 27 giugno. All’ordine del giorno, oltre al bilancio 2004, c’è il rinnovo del cda. All’orizzonte, comunque, non ci sarebbero sostanziali cambiamenti. Piazza Affari pesante, infine, per Fiat. Ieri il titolo ha perso l’1,68% a 5,49 euro.

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