Gay pride: patrocinio no, finanziamenti forse

Ora Palazzo Marino aspetta l’elenco degli eventi collaterali

Si spacca in due la giunta di Palazzo Marino. Così come la delibera della «discordia» che vorrebbe assegnare il patrocinio del Comune al Gay pride. Non passa la prima parte, quella per «mettere un timbro ufficiale» come dice l’assessore Tiziana Maiolo grande sponsor dell’iniziativa, sulla «variopinta» manifestazione del 4 giugno. Via libera, invece, alla parte due con la promessa di valutare patrocinio e finanziamenti per tutte le altre iniziative. Convegni, seminari, incontri e mostre che dal primo al 19 giugno faranno di Milano la capitale mondiale dell’orgoglio omosessuale. «Gay, lesbico, bisex e trans», ovvero il Movimento Glbt, come si premurano di specificare gli organizzatori preoccupati di non escludere nessuno.
Quattro gli assessori (tutti di FI) intenzionati a concedere il patrocinio «totale»: l’ideatrice dell’iniziativa Tiziana Maiolo, il capodelegazione Bruno Simini, Giulio Gallera e Giorgio Goggi. Astenuto Guido Manca, contrari tutti gli altri. Compreso il sindaco Gabriele Albertini che, già in volo per Istanbul dove questa sera assisterà alla finale del Milan, ha lasciato detto che «Milano è una città ospitale per i gay», ma di non ritenere opportuno, come già deciso nel 2000, concedere il patrocinio alla parata. Appuntamento rimandato, però, a martedì prossimo e problema solo spostato. Ora, infatti, come richiesto, il Centro di iniziativa Gay-Arcigay Milano potrà presentare la lista degli eventi. E gli assessori si ritroveranno sul tavolo la patata bollente della richiesta di patrocinio e questa volta anche di finanziamento. Da valutare caso per caso, ma con in più il parziale impegno preso ieri dividendo in due la delibera e approvando all’unanimità la seconda parte.
«Avrei preferito l’approvazione dell’intero patrocinio - commenta Tiziana Maiolo -, ma considero di aver raggiunto comunque un ottimo risultato. Io ho insistito per riconoscere anche il corteo. I gay rivendicano giusti diritti e svolgono una proficua attività sociale. Ricordo l’impegno con i malati di Aids o gli sforzi nella prevenzione. Per quanto riguarda la volgarità o l’aspetto folcloristico non li considero rilevanti, guardiamo alla polpa. Il Comune patrocina le manifestazioni del 25 Aprile e del Primo Maggio, anche se i no global imbrattano i muri e spaccano le vetrine». «Bisogna precisare - aggiunge il vicesindaco Riccardo De Corato - che nessuno mette in discussione lo svolgimento della manifestazione. Il patrocinio è qualcosa di più e di diverso». Più secco l’assessore alla Cultura Stefano Zecchi che pure si esprime favorevolmente al finanziamento delle manifestazioni culturali. «Bisogna vedere chi rappresentano quelli che sfileranno. Ho tanti colleghi omosessuali che non andranno alla manifestazione, un carnevale che si tiene fuori dal carnevale». Per Bruno Simini il rischio è che «gli eccessi diventino l’immagine dell’intera iniziativa». Con il risultato che «le espressioni eccessive non diano il giusto significato a richieste legittime». «Il dibattito in giunta è stato molto civile - commenta Giulio Gallera - e molti degli assessori presenti hanno sottolineato la carenza in tema di diritti civili per gli omosessuali. I voti contro hanno riguardato più le modalità del corteo». «Sorprendenti», per il deputato dei Ds e presidente onorario di Arcigay Franco Grillini, le motivazioni della giunta. «Una sequela di insulti alla manifestazione» profferiti da alcuni esponenti della giunta, tra i quali cita «carnevalata», «ostentazione», «folklore». «Ben diverso - sottolinea - è stato in passato l’atteggiamento delle giunte di centrosinistra». E ricorda la partecipazione ai Gay pride di qualche anno fa dell’allora sindaco di Napoli Antonio Bassolino e di quello di Bologna Walter Vitali.