«Genoa Experience» svela i segreti del Ferraris

Nei giorni in cui lo stadio Ferraris è oggetto di vendite (a proposito le società genovesi per ora non mostrano alcun interesse all’acquisto), critiche e venti di crisi, la «Genoa Experience» mostra il vecchio caro campo di Marassi in un modo mai visto. Nel ventre dell’impianto si possono ammirare 700 metri quadrati completamente rifatti con sale di intrattenimento, tavole imbandite e una stanza esclusiva per il presidente rossoblù Enrico Preziosi. Il tour continua sul prato per ammirare gli spalti già colorati dagli striscioni e c’è la possibilità per i visitatori di potersi fare immortalare dalle foto sulla panchina di mister Gasperini. In totale ci sono due opzioni per i tifosi o le aziende che sono interessate a questo giro inedito del Ferraris, una quota di 200 euro con pranzo incluso, l’altra è di 180 euro con un veloce buffet che precede la gara a cui gli spettatori «privilegiati» potranno assistere o in tribuna d’onore-sponsor o nella tribuna laterale. Una iniziativa del marketing rossoblù - come spiega Daniele Bruzzone - iniziata l’anno scorso e che sta dando molte soddisfazioni: «Abbiamo molte richieste anche da tifosi ospiti come è successo nella scorsa stagione in relazione a Genoa-Torino. Allora l’85 per cento di chi ha aderito all’iniziativa era di fede granata». Per la prossima gara casalinga del Genoa con il Napoli ci sono già una quarantina di richieste. Ma l’emozione a due ore dal match con la Roma è di quelle che valgono la spesa. Oltre alla scoperta dell’ala delle tribune il clou è nella zona sottostante ai distinti, ovvero negli spogliatoi. Il benvenuto è dato da uno striscione d’epoca «La leggenda del Genoa» già riportata anche da targhe storiche nella zona d’entrata dello stadio. Spogliatoi attrezzati e organizzati dai magazzinieri con le maglie di De Rossi e compagni già pronte nello stanzone giallorosso, altrettanto si può dire per quello del Grifone dove le magliette dei protagonisti rossoblù sono già pronte sulle panche accompagnate da accappatoi, ciabatte e soprattutto da alcune paia di scarpe da calcio. Il viaggio si conclude con la visita nello stanzino dell’arbitro, in questo caso Brighi da Cesena, dove fanno bella mostre alcune magliette del Genoa che vengono donate alla terna arbitrale come da tradizione. Infine un’occhiata alla saletta antidoping e ai tanti maxi schermi di cui si è dotato lo stadio e in cui vengono proiettate le immagini della storia del Genoa che è come un tuffo nei ricordi e nell’orgoglio.