Amt, Doria in retromarcia per non andare a sbattere

Ieri pomeriggio in Sala Rossa l'assessore Annamaria Dagnino ha annunciato il ritiro della pratica sulla modifica del sistema tariffario Amt «seguendo le direttive del sindaco». Marco Doria fa così retromarcia sull'aumento delle tariffe del bus perché, ancora una volta, va a sbattere contro i consiglieri del centrodestra e della sua stessa maggioranza, che non volevano il biglietto «solo bus» a 1.60 euro. Il ticket Amt rimane quindi a 1.50 euro. Amt ha già pronti e stampati i biglietti a doppia tariffa. La decisione dell'assessore Dagnino è stata accolta da una serie di applausi dai banchi del centrodestra e del centrosinistra, dopo che l'altro giorno i compagni avevano minacciato di far cadere la giunta Doria. «Abbiamo deciso di ritirare la pratica, anche se ritengo più corretto il sistema delle tre tariffe - dice l'assessore Dagnino - adesso con il problema dei 750mila euro siamo nelle ginocchia di Zeus».
«Ancora una volta Marco Doria ha dimostrato che non sa fare altro che il nulla di fatto - spiega il capogruppo Pdl Lilli Lauro - perché gli assessori non lavorano abbastanza e la giunta non ha la maggioranza compatta del Pd che la sostiene. L'assessore Dagnino paga il fatto di essere stata nominata da Doria e non indicata dal Pd. All'interno del centrosinistra ci sono le due fazioni che sono spesso contrapposte. È un sistema politico che danneggia la città. Per quello che riguarda nello specifico Amt, pensano soltanto di prendere i soldi o dai cittadini o ai lavoratori, costretti a fare i sacrifici».
Infatti, ieri a Tursi alcune decine di lavoratori di Amt hanno protestato contro il centrosinistra: «No a BusItalia, sì al traporto pubblico locale» «Rispettate l'esito del referendum, no alla privatizzazione» «I lavoratori hanno pagato, ora fate la vostra parte, rispettate i patti» «Referendum 2011 i cittadini l'hanno votato, la politica non l'ha rispettato». Il Pdl ha chiesto che alcuni assets di Ami ovvero quelli di Genova Parcheggi, vengano trasferiti in Amt per contribuire al risanamento del bilancio.
«Per la prima volta in modo formale - ha continuato Lauro - si è ammesso che Amt è un'azienda in fallimento e quindi non può ricevere gli assets di Ami. Doria promette ai sindacati e poi quando potrebbe dare, tutto si blocca e non mantiene le promesse».
«Non condivido il parere del sindaco - ha detto il capogruppo Idv Stefano Anzalone - perché mi risulta che ci siano in pancia tre milioni e 950mila euro di titoli di Stato. Si tratta di una fonte importante di liquidità che potrebbe essere trasferita, cone le opportune garanzie, nel bilancio di Amt salvando così l'azienda, i lavoratori e il servizio ai cittadini».
Da Amt all'IMU. In Sala Rossa non si è parlato dell'ipotesi aumento delle aliquote. Il Comune si è però adeguato alla vittoria politica di Berlusconi, annunciando la sospensione dei versamenti in acconto per le categorie di immobili adibiti ad abitazioni principali e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le case delle cooperative edilizie e per i terreni agricoli. Il versamento per gli altri immobili deve essere effettuato entro il 17 giugno.