Bagnasco, stoccata a Doria e Burlando

«La gente ha diritto ad un governo stabile ed efficace», parole schiette e chiare quelle dell'Arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco che ieri mattina, intervenendo al 75esimo compleanno della Fondazione Gaslini, ha voluto toccare temi importanti per il futuro di Genova e del Paese. A partire proprio dall'attuale situazione politica e le controversie legate all'esecutivo sostenuto da partito Democratico e Popolo della Libertà: «La tenuta del governo di “pacificazione” è quello che auspichiamo perché il popolo si è espresso - ha detto Bagnasco -, il verdetto delle urne è stato chiaro pur nella sua complessità. Quindi la gente ha diritto ad un governo stabile ed efficace». L'Arcivescovo ha così voluto ribadire chiaramente la posizione della Chiesa favorevole alle larghe intese: un messaggio anche per i falchi del Pd che remano contro al governo Letta perché sostenuto da Silvio Berlusconi legittimato, invece, dal messaggio del presidente della Cei. Un messaggio anche al sindaco di Genova Marco Doria e al presidente della Regione Claudio Burlando che dalla nascita del governo Letta non hanno mai smesso di lesinare critiche. Soprattutto il sindaco ha sempre ribadito la sua contrarietà all'asse Pd-Pdl mentre nelle scorse settimane il governatore ligure era intervenuto spiegando che «è giusto far nascere il governo Letta, ma non è obbligatorio farlo vivere a tutti i costi» con riferimento alle richieste del Pdl sull'agenda di governo.
Ma ieri per Bagnasco è stato anche il momento di una riflessione sulle priorità che la politica si deve dare: il lavoro. «Il lavoro è la lama più penetrante e tagliente nella carne della gente ed è il criterio per giudicare qualunque urgenza e intervento efficace» sono state le parole usate dal cardinale che ha spiegato come gli stessi concetti verranno approfonditi domani all'assemblea generale della Cei, concetti nei quali è ricompreso il fenomeno dei suicidi sempre più diffuso anche come arma di disperazione da parte di persone che perdono il lavoro e non riescono più a mantenere il proprio stile di vita: «Sono tutti segnali tragici della situazione attuale che dobbiamo guardare con realismo ma con grande fiducia, altrimenti non si va da nessuna parte. Sono segnali tragici da recepire e non sono leggibili in un solo senso, ogni caso a sé, ma possono avere nel disagio generale un denominatore comune».
Quindi l'obiettivo dell'Arcivescovo si è spostato sui tragici eventi del Porto di Genova con un appello alla magistratura perché si accertino in tempi rapidi le cause dell'incidente: «Fare massima verità significa prevenire - ha detto rivolgendosi poi alle famiglie delle vittime -. Rinnoviamo tutta la nostra vicinanza e in modo particolare a quella di Gianni Jacoviello che attendeva con tanto spasimo, ma anche con tanta fiducia, il recupero del corpo del loro caro».