Il dantista cresciuto tra studi al D'Oria e concerti con Gaber

Il Nostro Dante Quotidiano - 3500 modi di cavarsela con Dante (sigla «NDQ») è in uscita dalla tipografia fiorentina dove è arrivato grazie ad un assessore della Regione Toscana. Il libro, scritto da Jimmie Moglia di Torino (vi è nato)? Genova (vi ha studiato)? Portland (Oregon, dove lavora e vive) nasce da una promessa dell'assessore a Carlo Mannocci, Presidente «Associazione Toscana d'Oregon» in visita nel 2011 a Firenze, (carlomanno@comcast.net).
Ogni italiano che si crede tale dovrebbe aver una copia di «NDQ». Esiste, è vero, la Summer School internazionale di studi danteschi, alla VI edizione (21/26 agosto) organizzata dal Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano. Una full immersion in Dante per appassionati, ma per tanti altri italiani vale un approccio più leggero con il Padre Dante, dal disco rock di Gianna Nannini all'esibizione, una tantum, del «mostro sacro» Benigni. L'approccio inventato da Jimmie Moglia è usare Dante nel quotidiano e lo fa reinterpretando la comunicazione in modo più dinamico, americano. Dante ci può servire quasi come saper respirare, per improvvisare, negoziare, risolvere i conflitti sul lavoro, fare una conquista d'amore. Dante non «un'indigesta salma», ma un «contemporaneo».
«NDQ» con parole dell'autore è «un arsenale di frecce verbali dantesche. Utile in ufficio, a scuola, al consiglio d'azienda per pungolare l'alleato o sconfiggere il nemico. Un esempio? Il collega Rossi ti ha appena fatto un torto. Digli come Dante sibilò a Bonifacio VIII (XIX, Inferno), il Papa simoniaco: «Sei già tu costì ritto Giorgio Rossi!?». Lo mandi all'Inferno e lui, se non ha capito, quando saprà, abbozzerà.
Dante diventa da scoprire attraverso Jimmie «un italiano vero con la chitarra in mano» come dice la canzone di Toto Cotugno. Da oltre oceano, l'autore non mi «scomunichi»!! È vero che appena ultimato il Liceo D'Oria - corso B -, per diventare poi ingegnere elettronico, quindi International Marketing Manager per una Multinazionale Elettronica a Portland in Oregon, Jimmie suonava con Gaber. Si esibiva a Portofino e nella verde Valtrebbia di cui ricorda l'omonima frazione con soli sei abitanti e, ad un paio di chilometri più in alto, Spescia dove abitava da solo nella sua fattoria un Moglia di nome Arturo: bellissimo paesaggio, spettacolare silenzio, scenario da romanzo ottocentesco. Il parroco di Rovegno che allora lo guardò come don Abbondio i Bravi, poi si sbottonò fino a dirgli che nell'Ottocento Moglia aveva 500 abitanti. Su «Spescia e la prima guerra mondiale» Jimmie scrisse una novella per cui fu contattato da un italiano del Connecticut: della nostra terra non ci si dimentica! Per parte sua Jimmie ancor oggi ama salir per montagne, è tuttora appassionato del suo «francescanissimo» kayak mentre in Valtrebbia oggi fervono le gare di canoa. Allora, da giovane, vinse due Concorsi musicali sviluppando un sound tratto pari pari dai motivi western e si esibì da «country & western singer» in crociere. Un modo per ragazzi-bene per emanciparsi dalla famiglia e non fare i bamboccioni come fece anche Berlusconi ma, nonostante la sua laurea con i fiocchi in economia, molti hanno continuato a criticarlo per tal motivo: la solita piccineria umana. Invece erano la «nostra meglio gioventù» come tanti altri, che non sapendo cantare e suonare, facevano i camerieri estivi, i pony express, ai Macelli si caricavano quarti di bue in spalla o aiutavano in Porto. Nessuna affinità con i no global odierni, né furono sessantottini ignoranti.
Le intraprese di Jimmie, che dimostrano la scintilla di creatività, d'intelligenza non conformista, prerogative di ogni vero italiano vanno dal «Memex» o «The Pleasures of Active Reading» all'Original MacInker. Il metodo mnemonico lo applicò con Shakespeare (http://yourdailyshakespeare.com; http://vimeo.com/33958235), insegna come sia facile ricordare fin 500 motti di Shakespeare. E si può fare con Dante.
«Mettere insieme metodo, lettura ed esperienza provoca sospettosità - dice Jimmie -. Però se tutto quello che si può dire o insegnare è già stato detto nelle scuole, tutti sarebbero “capaci”, mentre così non è. Ho analizzato come legge la gente, come gli studenti sottolineano: è sempre un'azione incompleta. Ricordando la lezione dei testi medievali che nascono colorati, ho messo a punto un dispositivo che rilascia “markers” colorati (post-fix) sul margine della pagina. Il colore attira l'attenzione, è simbolico proprio come in matematica i numeri scrivono idee. Con il mio semplice dispositivo si mette un puntino colorato a fianco della frase da ricordare: il rosso, ad es., per ciò che è importante nel senso di critica, il blu per una frase ben descritta, l'arancione per una di humour... I cinque colori da me usati comportano tre letture: quando decidi di sottolineare, quando sottolinei, quando decidi il colore. Marcando tu esprimi il tuo pensiero, è l'avventura della “lettura attiva”, registrazione visibile del tuo pensiero». Poi un pensiero sull'i-pad e il futuro dei libri: «I libri elettronici sostituiscono la lettura tradizionale, ma non toglieranno mai il piacere del collezionismo. Memex è collezione stampata di idee».
A volte un buon professore può fare miracoli. Ecco il ricordo di Jimmie Moglia: «Al D'Oria, dove arrivai nel ginnasio, avevo un'insegnante di lettere personificazione del mito della Medusa. Ne ero terrorizzato. Mi sentivo “un rivoluzionario in sordina” ma due dei miei compagni si suicidarono. Non li ho dimenticati. L'apprendimento per me deve includere una componente artistica e, se possibile, ludica. Una convinzione all'opposto del “knowledge is power” (sapere è potere), il principio base d'educazione in America. Potere è denaro, perciò il sapere è ritenuto proporzionale a quanto si spende nell'acquistarlo (v. assurde rette universitarie americane)».
Jimmie, un giorno trovò in Portland un libro Mario Puppo, il prof. d'italiano al D'Oria, cui deve l'interesse per la Letteratura. Gli scrisse per ringraziarlo e Puppo rispose: «Mi hai “illuminato” una giornata».
Un inciso per il lettore: Jimmie mi ha contattata proprio per un articolo sul D'Oria in cui citavo il mio prof. di filosofia del Corso C, Emanuele Gennaro, inventore della Pittura Filosofica, chiedendomi di trasmettergli immagini dei suoi quadri per raffrontarli con il suo metodo mnemonico. Prima di ritrovare alla Berio «Nascita della pittura filosofica» (Paideia, 1958), chiesi lumi a Germano Beringheli, massimo esperto d'arte per noi liguri. Mi disse che con Gennaro avevano fatto parte del gruppo dei cattolici intorno a «Il Gallo» di Padre Nazareno Fabbretti, ma lontani come concetto d'arte, non ne aveva conservato nulla. Però raccontò che una volta Gennaro venne al Lavoro (dove aveva grande estimatore Tullio Cicciarelli) mentre stavano impaginando. Iniziarono una discussione sull'arte che dovrebbe essere per tutti. I tipografi e coloro che in quel momento erano al Lavoro si fermarono per farsi loro intorno, ascoltando in silenzio: un momento magico!
Tra le intraprese di Jimmie la fondazione della Computer Friends, società fondata alla conclusione del suo lavoro per la multinazionale elettronica; ora gestisce un programma Tv «Orwell Today» dove ogni volta intervista un esperto o appassionato a certi aspetti della società. Ripensando agli esordi con Gaber, chiedo: Destra o Sinistra?
«Etichette demodées, utili a entrambi i campi per soddisfare cupidigie individuali e, associati, furti e abusi. Alla destra la sinistra è utile per essere accusata di comunismo e la destra è utile alla sinistra per essere accusata di fascismo. Jimmie ha due figli che vivono per conto loro e vengono da lui alla domenica, a pranzo (abitudine italiana). A Portland abita in una casa con una gatta e dove riceve visite di orsetti lavatori, qualche daino, una lince rossa. Il D'Oria, quel nostro liceo che ormai gli sembra «vetusto», ci ha trasmesso una cosa comune: grande amor d'Umanesimo.