Don Farinella «scomunicato» dalla Congregazione per il Clero

Questa volta non ci sono dubbi: l'operato di Don Paolo Farinella va contro il Diritto Canonico della Chiesa, ne infrange ben quattro specifici articoli e per tale «delitto» - come definito dallo stesso Diritto Canonico - è prevista punizione. A stabilirlo, dopo aver analizzato i recenti scritti del prete genovese, è la Congregazione per il Clero della Santa Sede, quel dicastero che si occupa proprio di definire quanto concerne l'attività e la disciplina dei sacerdoti.
Lo scorso 1 giugno, infatti, avevamo chiesto un parere proprio alla Santa Sede in merito alle continue prese di posizione di don Farinella ora contro il Vaticano, ora a favore di esponenti politici di una ben precisa parte politica (e ciò, per giunta, durante la celebrazione della S. Messa), ora contro l'operato di quello o quell'altro Cardinale (S.E. mons. Bertone e S.E. mons. Piacenza in particolare nell'ultimo mese), ora a favore di una aperta ribellione contro l'operato del Papa, della Santa Sede e pure della Conferenza Episcopale Italiana guidata dal Card. Bagnasco.
Avevamo pertanto messo insieme una raccolta di recenti lettere, missive, omelie e proclami mediatici scritti e firmati di proprio pugno da «Paolo Farinella, prete» e, senza alcun commento, alcuna modifica e alcun taglio, li abbiamo presentati alla Congregazione per il Clero chiedendo un parere. Questa la risposta:
«Nell'accusare ricevimento della Lettera del 1° u.s., relativa all'operato del Rev. Don Paolo FARINELLA, dell'Arcidiocesi di GENOVA, mi reco a premura di significarLe che il Codice di Diritto Canonico sancisce che:
- per qualsiasi fedele cattolico, il divieto di ledere all'altrui buona fama (cfr. can. 2220, CIC);
- l'obbligo dei chierici di prestare speciale obbedienza e rispetto al Romano Pontefice ed al Proprio Ordinario (ossia, il proprio Vescovo, N.d.R.) (cfr. can. 273, CIC);
- la punizione del delitto di chi eccita i sudditi alla disobbedienza contro la Sede Apostolico o l'Ordinario;
- il divieto per tutti i chierici di avere parte attiva nei partiti politici e nella direzione di associazioni sindacali (cfr. can. 287, §2, CIC);
- l'obbligo dei ministri sacri di osservare le norme dei libri liturgici nella celebrazione del Santo Sacrificio dell'Eucaristia e degli altri sacramenti (cfr. cann. 846, §1, 850, 928, CIC)».
La lettera, a firma del sotto-segretario Mons. Antonio Neri, non specifica se nei confronti di don Farinella ci saranno o meno dei provvedimenti (diretti, da parte della Santa Sede, come accaduto per altri sacerdoti in altre diocesi d'Italia, o indiretti, tramite il superiore di don Farinella ossia il Card. Bagnasco); la lettera è infatti indirizzata a un privato cittadino e non sarebbe corretto che venisse informato prima lui del diretto interessato, tuttavia la lettera risponde chiaramente e senza ombra di equivoco alla domanda in merito al Farinella-pensiero: gli scritti farinelliani sono scritti che non possono essere seguiti, l'operato di don Farinella è un operato che la Chiesa non riconosce né come proprio né come buono, ma in cui ravvisa svariate violazioni e delitti meritevoli di punizione. Ora, fatta chiarezza, solo una domanda resta aperta: quali saranno i provvedimenti verso don Farinella?
Commenti

viking77

Ven, 15/06/2012 - 15:10

Spedirlo a fare il compagno missionario in terre dove viene applicata la sua dottrina politica.Forse la democratica COREA del NORD,altrimenti ,in compagnia del filosofo don Gallo, li vedrei molto bene nelle nuove democrazie di Libia ,Egitto e Tunisia,insieme ai loro fratelli mussulmani!!!!