Musso ha in Comune solo sua sorella

(...) ai consiglieri, entro cinque giorni dalla prima seduta, di staccarsi dal gruppo d’origine per poterne crearne uno in autonomia. «Non è una rottura - tenta di arginare le polemiche Massimiliano Tovo, segretario cittadino dell’Udc -. Ma la constatazione che Enrico Musso ha un’identità liberale e diversa dalla nostra avendo partecipato sabato alla costituente del nuovo Pli». Una dichiarazione che sa di arrangiamento, visto che l’ideale politico del senatore ex Pdl è nota almeno dagli anni ’80, quando Musso fu consigliere comunale proprio per il partito Liberale. Fatto sta che l’Udc genovese abbandona il progetto della lista civica territoriale per rivendicare la propria identità partitica e lo fa anche nei nove municipi cittadini dove si porta dietro tredici dei ventotto eletti, con i mussiani che spariscono addirittura dai municipi Valpolcevera e Ponente. «Una decisione condivisa con i vertici nazionali - spiega Tovo -, ma i nostri elettori stiano tranquilli perché siamo e resteremo all’opposizione fino a quando Marco Doria sarà sindaco, pronti solo a sostenere le pratiche che riterremo idonee. È finito il Terzo Polo e siamo pronti ad andare oltre, non si può continuare con le liste civiche».
Spiegazione che non convince Enrico Musso: «Non hanno neanche avuto il coraggio di comunicarmelo e nemmeno hanno motivato la loro scelta - attacca il senatore -. Questa è una truffa con raggiro. Sono dispiaciuto per i miei elettori a cui ho proposto persone che hanno immediatamente tradito il loro mandato, mi auguro almeno che restino in opposizione a Marco Doria». Un giudizio pesante quello di Enrico Musso che è deciso a proseguire con il proprio progetto «ancora più convinto e al quale darò un ulteriore accelerazione», perché Oltremare possa diventare una lista civica che abbia un collante anche a livello nazionale. Ma il segretario regionale dei centristi Rosario Monteleone esprime una versione dei fatti esattamente opposta dicendo che con Enrico Musso era impossibile andare d’accordo per continui cambiamenti d’opinione: «È lui il più grande truffatore: prima di noi ha già truffato Berlusconi che lo aveva imposto come parlamentare e prima come sindaco».
In termini prettamente numerici, alla fine chi guadagna da questa avventura elettorale è proprio l’Udc di Monteleone. La scelta di sostenere Enrico Musso all’interno della sua lista civica paga visto che, difficilmente, il partito di Casini avrebbe raggiunto un numero così elevato di eletti se si fosse presentato con il proprio simbolo. Un rimorso, forse Musso lo avrà: quello di aver «sacrificato» chi gli ha sempre espresso fiducia vistosi sorpassare nelle preferenze da chi, politico più navigato, è riuscito a raccogliere di più.