La rabbia dei sindacati: «Doppia faccia di Doria» Sciopero il 22 marzo

Sciopero confermato e una dura risposta alle critiche del sindaco Marco Doria. I cinque sindacati che rappresentano i lavoratori di Amt fanno ancora quadrato e attaccano il primo cittadino dopo le dichiarazioni rilasciate due giorni fa nella quale definiva «polemica pretestuosa» l'atteggiamento dei dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico che hanno condizionato il regolare servizio dei mezzi: «Il sindaco Doria ha uno sdoppiamento di personalità, è come dottor Jeckill e mister Hide - spiega Camillo Costanzo, segretario regionale della Filt Cgil -, quando ci incontra parla di alto senso di responsabilità dei lavoratori ma, quando scioperiamo, parla di scelta irresponsabile». Dopo aver invitato il sindaco Doria «a visitare, alle 4 del mattino, le rimesse dove in situazioni molto difficili i lavoratori aggiustano i bus, Costanzo ha aggiunto: «Avremmo gradito che il sindaco scendesse in piazza al nostro fianco, anche se l'azienda è del comune. È lui che ha la responsabilità di trovare le risorse per avere mezzi che possano circolare in sicurezza». I sindacati hanno poi invitato l'azienda ad abbassare la tensione «evitando ordini di servizio, come quello sulla responsabilità dei tecnici per la circolazione dei bus, che rischiano di inasprire ulteriormente lo scontro».
Resta confermato, comunque, lo sciopero indetto per il prossimo 22 marzo. In particolare, le organizzazioni sindacali puntano sullo stato degli interventi meccanici sui bus di Amt: 1.800 interventi ai freni nel 2012 e 300 già nei primi mesi del 2013, 350 riparazioni ai pneumatici, 220 perdite d'olio al motore. I sindacati hanno così voluto spiegare come mai, dopo la decisione di non far uscire i mezzi non idonei, molti autobus sono rimasti in officina martedì e mercoledì. «Gli autobus - ha spiegato Antonio Vella della Fit Cisl - non sono stati riparati e verificati nella giornata di martedì per lo sciopero dei dipendenti, e quindi anche degli operai incaricati della manutenzione. Gli operai hanno iniziato gli interventi non appena terminato lo sciopero, per mettere le macchine in condizione di circolare recuperando, il più velocemente possibile i ritardi accumulati ma, inevitabilmente, lo sforzo non è stato sufficiente. Comunque nella giornata di mercoledì abbiamo messo in circolazione il 95 per cento dei bus». «Se ci sono sempre meno mezzi pubblici in circolazione - ha aggiunto Andrea Gatto della Faisa Cisal - è colpa della situazione disastrosa della flotta a disposizione. L'azienda deve stare attenta perché qui rischiamo di passare da un problema di relazioni industriali ad un problema di ordine pubblico».