Giornalisti, dopo 4 anni il contratto

Dopo quattro anni e ventisette giorni si avvicina il rinnovo contrattuale per i giornalisti. Mercoledì l'ipotesi di accordo verrà presentata al consiglio nazionale della Fnsi. Il contratto prevede un aumento di 265 euro in due anni e gli scatti di anzianità diventano triennali

Roma - Dopo quattro anni e ventisette giorni, si avvicina il rinnovo contrattuale per i giornalisti. L’intesa tra Fieg e Fnsi sull’ipotesi di accordo per il nuovo contratto dei giornalisti è arrivata dopo una due giorni di trattativa non stop nella sede della Federazione degli editori. Il confronto finale era iniziato mercoledì nel primo pomeriggio, dopo la Commissione contratto del sindacato dei giornalisti, ed era poi proseguita fino alla mezzanotte sfiorando più volte la rottura.

Ipotesi dopo 8 ore di discussione  Dopo lo stop notturno la ripresa ieri mattina - giovedì 26 marzo -, poi l’interruzione per l’ultimo confronto sui testi per gli editori nel direttivo e per il sindacato dei giornalisti nel consiglio nazionale. L’incontro finale tra le due delegazioni guidate per gli editori da Alberto Donati e per il sindacato dei giornalisti da Franco Siddi, è iniziato alle 19 di ieri giovedì, per concludersi non senza difficoltà, alle 3 di stanotte, dopo 8 ore di discussione sugli ultimi spinosi punti, come quello della moratoria nell’applicazione della rimodulazione degli scatti di anzianità.

Mercoledì al consiglio Fnsi
La prossima settimana l’ipotesi sarà sottoposta mercoledì al consiglio nazionale Fnsi, giovedì alla commissione contratto e venerdì alla conferenza nazionale dei Cdr e dei fiduciari. Inoltre il testo sarà anche illustrato nei prossimi giorni al Ministro del lavoro.

Aumento di 265 euro L’ipotesi di accordo, sulla quale le parti forniranno dettagli nella giornata di oggi, prevede fra l’altro un aumento di 265 euro per il redattore ordinario diviso in due tranche, gli scatti di anzianità (biennali col vecchio contratto) matureranno ogni biennio per i primi tre aumenti periodici, e ogni triennio di anzianità per gli aumenti periodici successivi al terzo. Il rapporto di lavoro con direttore, condirettore e vicedirettore potrà essere risolto dall’azienda anche in assenza di giusta causa o di giustificato motivo.