Giovinezza e Bella Ciao La bocciatura del cda Rai: non saranno a Sanremo

Viale Mazzini ha deciso di tagliare la testa al toro: bocciate entrambe le canzoni. Nella puntata speciale per i 150 anni dell'Unità d'Italia non verranno cantate. Morandi: &quot;Non vogliamo fare politica&quot;<br />

Roma - Alla fine viale Mazzini ha deciso di tagliare la testa al toro. La par condicio nella rievocazione storica-musicale degli ultimi 150 anni di storia italiana, non era piaciuta quasi a nessuno. Un fuoco di fila di polemiche dall'opposizione, ma anche molti veti dalla maggioranza. Oggi è arrivato il niet del consiglio di amministrazione della Rai: sul palco dell'Ariston nè Giovinezza, nè Bella Ciao

Il cda: "Evitare il clamore" Le dichiarazioni rilasciate sulle canzoni storiche, nel corso dell’incontro di ieri con la stampa per illustrare il progetto della prossima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo - spiega una nota Rai - sono state stigmatizzate dal consiglio di amministrazione della Rai riunito questa mattina a viale Mazzini". "In particolare - continua la nota - si è rilevato che sarebbe stato utile evitare di affrontare, in modo troppo superficiale, questioni così delicate che riguardano la storia del nostro Paese. La ricerca del clamore rischia di causare un danno complessivo all’immagine dell’azienda. Per questo il consiglio di amministrazione ha invitato il direttore generale ad intervenire con il direttore di Raiuno nell’ambito delle sue competenze affinchè nell’organizzazione della serata dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia si proceda in modo serio e responsabile e quindi con criteri diversi".

Morandi: "Non vogliamo fare politica" "Non facciamo e non vogliamo fare politica": parola di Gianni Morandi che sta rispondendo a una domanda sulle polemiche legate alla serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia in programma al prossimo festival di Sanremo in una videochat sul sito del Tg1. Riferendosi alla scelta di far cantare all’Ariston Bella Ciao e Giovinezza, stigmatizzata dal Cda Rai, Morandi ha detto: "Si devono anche un pò fidare di noi, lo vorremmo perchè le nostre scelte terranno conto della sensibilità di tutti". Il prossimo conduttore del Festival ha aggiunto che si tratta di "canzoni che hanno 100 anni" e che ad esempio Giovinezza "è stata eseguita in tv svariate volte. Ma non è mai successo qualcosa di così clamoroso". 

Ferrero: "Una vergogna, vado io a cantare Bella Ciao" La polemica continua, nonostante il veto del Cda. "La vicenda di Giovinezza e Bella Ciao al Festival di Sanremo si è aperta male e si è chiusa peggio". A dichiararlo in una nota è stato Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. "Nessuna delle due canzoni verrà cantata e cioè si continua a mettere sullo stesso piano la canzone della lotta partigiana e la canzone fascista", ha sottolineato, "una vergogna per la Repubblica nata dalla resistenza. Fascismo e antifascismo non sono equiparabili: la vittoria dell’antifascismo è la condizione per cui in Italia vi è la democrazia, è la condizione per cui La Russa può andare a dire le sue scempiaggini in televisione". Dunque, ha concluso, "se non la canteranno dentro al teatro andremo noi a cantare Bella Ciao a Sanremo, perchè Bella Ciao è l’espressione della parte migliore di questi 150 anni di storia italiana".