Gomito a gomito nella politica, «nemici» nella fede calcistica

Roberto Dotta, sampdoriano, è il braccio destro di Biasotti. Alberto Villa, suo braccio sinistro, è genoano

Silvia Pedemonte

Uno di nome fa Roberto Dotta, si è innamorato dei colori blucerchiati a cinque anni e non li ha più lasciati. Ha giocato in promozione, ma alle «sue» partite la domenica preferiva la Sampdoria («ero bravo a giocare, ma scappavo sempre per andare allo stadio»).
Per la prima trasferta, ha pure venduto una 500.
Ha ricevuto la passione dal padre, l'ha passata al diciottenne figlio Federico, campione di pallanuoto e attivo nei «Fedelissimi» e alla figlia di cinque anni, che già porta allo stadio nei distinti. Il più delle volte, però, oggi va allo stadio «per lavoro»: accompagna infatti Sandro Biasotti, l'ex presidente della Regione Liguria, di cui è tuttora segretario. E per lui, ex ultras, oggi «costretto» per lavoro a mordersi la lingua in tribuna, non è facile. «Perché è una sofferenza, non poter esultare a squarciagola».
L'altro è genoano doc, si chiama Alberto Villa, di mestiere fa il consulente politico dall'unico credo: l'importanza dei giovani nella classe dirigente. Da ragazzino, in collegio, per il «suo» Genoa è pure scappato: disegnava grifoni sul banco, l'insegnante («lo chiamavamo Prefetto» puntualizza), sampdoriano sfegatato, lo sgrida e lui, di tutta risposta, fugge. Una sorta di fuga d'amore, insomma. Per la «fede». Una «fede» che da lì non si è mai fermata, fra interminabili viaggi su e giù per l'Italia, rischi («come chiamare, altrimenti, un viaggio in aereo a fianco di Burlando?» ride lui), momenti di commozione («quando vedo i giocatori entrare in campo, mi salgono le lacrime agli occhi: solo chi è davvero tifoso può capire») e certezze («Genova è solo rossoblù»), fino alla tanto attesa promozione («alla fine della partita con il Venezia ero così teso da non riuscire inizialmente a gioire»).
I due sono amici-nemici, insomma.
Colleghi nella vita professionale, al fianco del sampdorianissimo Biasotti; avversari nella «professione» sportiva (fondatore del primo club degli Ultras Dotta; Vicepresidente dell'Associazione Club Genoani, Villa). Amici-nemici che, fra i «menaggi» del lunedì si raccontano. Con inchiostro rossoblucerchiato.

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