Le grandi religioni attorno a un tavolo a parlare di pace

Chi era davvero Maometto? Che cos'è il Vangelo di Giuda? E le Tavole della Legge? Per rispondere lasciamo per una volta perdere Internet e apriamo un libro, anzi una serie di dizionari dedicati alle principali religioni. Li pubblica Electa con una grafica agile, testi essenziali e un corredo iconografico che illustra al meglio storia e pratiche delle grandi religioni. Lo scorso anno è uscito il volume Islam curato da Gabriele Mandel Khan mentre in questi giorni è la volta di Ebraismo di Sonia Brunetti Luzzati e Roberto Della Rocca e Cristianesimo di Giovanni Filoramo, che saranno presentati lunedì nella tavola rotonda «Ebraismo. Cristianesimo, Islam: identità e differenze per capire il presente» (Libreria Mondadori Multicenter, piazza Duomo, ore 21, ingresso libero). Tra gli ospiti, oltre agli autori, Amos Luzzatto, Gabriella Caramore e Farian Sabahi.
«Esiste molta ignoranza in fatto di Islam», spiega il professor Mandel, vicario generale per l'Italia della Confraternita sufi Jerrahi Halveti. Qualche esempio? «La parola jihad, tradotta come guerra santa, in realtà indica lo sforzo che si deve compiere per vincere le proprie passionalità negative». E poi ancora l'ossessione per il velo («un fatto di costume, non di religione») o per la lapidazione voluta dalla Sharia, la legge islamica: «Una falsità: non solo non è prescritta nel Corano, ma è proibita». Come vincere allora la diffidenza verso un Islam spesso associato al fondamentalismo? «Nella sede milanese della nostra confraternita, il sermone in arabo è tradotto in italiano - risponde Mandel -: la situazione migliorerebbe se lo facessero tutti e se ogni Paese musulmano con un'ambasciata in Italia aprisse nella sua sede diplomatica una moschea con imam preparati».
Le cose non vanno meglio sul fronte del Cristianesimo: «In Italia la storia della nostra religione è trascurata - risponde Giovanni Filoramo, docente di Storia del Cristianesimo all'Università di Torino -: quanti di noi hanno letto la Bibbia o i Vangeli? Se è importante conoscere le altre fedi, lo è altrettanto accostarsi al Cristianesimo come a un fatto culturale imprescindibile per capire il nostro presente». Precisa il rabbino Roberto Della Rocca: «Il peggior equivoco sull'Ebraismo è non comprendere che è una cultura dell'uomo: al tempo stesso religione, filosofia e pensiero. L’Ebraismo non è un monolite, ma è costituito da una pluralità di idee». Spazio dunque al confronto. Marina Gersony, giornalista e scrittrice chiamata a moderare il dibattito, precisa: «Anche se la parola dialogo è retorica e abusata, di fatto rappresenta l'unica alternativa per confrontarsi su un tema come questo, che è logorato dall'ignoranza, intesa come non-conoscenza, e dai pregiudizi dettati dalla paura».