Grecia, Germania: "Niente aiuti Ue senza tagli" Atene preoccupata per rimborso da 9 miliardi

La cancelliera Merkel: "Ho fiducia nelle trattative tra il Fondo monetario internazionale, la
Commissione
europea e la Grecia per la definizione di un piano di riduzione del
deficit da parte di
Atene. La Germania si sente obbligata a mantenere la stabilità dell'euro ma serve anche il contributo della Grecia"

Berlino - La Germania ammorbidisce la sua linea sugli aiuti alla Grecia. La cancelliera Angela Merkel ha ribadito che Berlino contribuirà all’intervento europeo solo se Atene rispetterà rigorose condizioni, ma si dice anche "fiduciosa" su questa ipotesi, che dovrà scaturire dalle discussioni che, in tutta fretta, la Grecia sta portando avanti con Ue, Fmi e Bce. Inoltre Merkel chiude senza mezzi termini sull’idea di una fuoriuscita della Grecia dall’euro: "Non è una opzione", ha detto. Nel frattempo per parte sua Atene, tramite il ministro delle Finanze George Papaconstantinou promette nuove misure "drastiche" sul risanamento dei conti pubblici, e che verranno annunciate non appena concluse le discussioni sugli aiuti.

La Merkel è fiduciosa "Ho fiducia nelle trattative tra il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Grecia" per la definizione di un piano di riduzione del deficit da parte di Atene: lo ha detto oggi la cancelliera tedesca, stimando che il piano verrà presentato "all’inizio di maggio". "La Germania si sente immensamente obbligata a mantenere la stabilità dell’euro - ha inoltre sottolineato la Merkel -. Noi daremo il nostro contributo, ma serve anche il contributo della Grecia".

Rimborso da 9 miliardi: Atene preoccupata La Grecia entro il 19 maggio deve rimborsare obbligazioni per 9 miliardi di euro, ma finanziariamente parlando le condizioni sono "proibitive", come ha ricordato al parlamento il ministro delle Finanze Georges Papaconstantinou, di fronte al parlamento. La scadenza delle obbligazioni è considerata, dunque, una data critica per Atene: "Le nostre necessità di prestito sono garantite - ha aggiunto il ministro - ma le condizioni sui mercati sono proibitive". Scenari foschi, dunque, all'orizzonte.

I titoli di Stato greci I rendimenti dei titoli di Stato greci, che riflettono le percezioni di rischio sul paese, segnano nuovi massimi storici, e sulle breve scadenze sono a livelli quasi impossibili. In ballo ci sono 30 miliardi di euro di sostegni dai paesi dell’Unione monetaria, e su cui la Germania sarebbe il primo contributore con circa 8,35 miliardi. In precedenza sempre oggi una linea simile alla Merkel era stata adottata dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble: Atene deve fare la sua parte, impegnandosi seriamente sul risanamento se vuole gli aiuti, ma i tedeschi dovrebbero mostrarsi "più amichevoli", ha detto, verso i loro partner europei.

La stabilità dell'euro In bilico c’è la stessa tenuta delle divisa che tutti condividono, l’euro. E oggi l’euro tenta una stabilizzazione attorno a 1,33 dollari, dopo l’altalena della scorsa settimana. A tenere vive le tensioni finora era stata anche la perdurante resistenza della Germania agli aiuti, riaccesa dopo che Atene venerdì aveva formalmente chiesto l’attivazione del meccanismo. L’opinione pubblica tedesca resta ostile a concedere fondi ai greci, e anche per questo la Merkel ha posto enfasi sui rigorosi impegni di risanamento che vengono pretesi di contropartita. Intanto oggi i rendimenti sui titoli di Stato greci a 10 anni, che si muovo nella direzione opposta al prezzo, hanno superato per la prima volta la soglia del 9 per cento, al 9,385 per cento hanno stabilito un nuovo primato dall’ingresso della Grecia nell’euro. A tarda seduta la Borsa di Atene cede il 2,86 per cento.

Frattini: "Salvare la casa comune" "Non è un salvataggio, ma un consolidamento delle mura dell’Europa e dell’euro, quindi è un salvataggio di tutti noi". Così il ministro degli esteri Franco Frattini, sul piano anti-crisi della Grecia. "Ci siamo resi conto, nel mezzo della crisi che misure di aiuto dovevano essere consentite e lo abbiamo fatto a prescindere dalla Grecia: ci sono state grandi attenuazioni delle rigidità europee proprio sul regime aiuto di stato", ha detto Frattini. "Ma questo non è un aiuto di stato: è un sistema che rafforza l’euro. Anzi è un rafforzamento dell’integrazione: va esattamente nella direzione a cui mirano i divieti di aiuto. Se in questo momento non facessimo quello che dobbiamo fare, cioè aiutare la Grecia, noi creeremmo le condizioni perchè domani ci siano molti più aiuti, non meno aiuti", ha detto ancora Frattini.