Guantanamo, trasferiti a Milano due tunisini

Arrivati in Italia due terroristi che erano
rinchiusi a Guantanamo: sono Adel Ben Mabrouk e Ben Mohamed Riadh
Nasri, entrambi raggiunti da ordinanze di custodia cautelare
dall'autorità giudiziaria italiana

Milano - Sono arrivati in Italia, a Milano, due presunti terroristi che erano rinchiusi a Guantanamo. Sono Adel Ben Mabrouk e Ben Mohamed Riadh Nasri, entrambi raggiunti da ordinanze di custodia cautelare dall'autorità giudiziaria italiana e ora in carcere in seguito all'intesa siglata a settembre tra i ministri della giustizia dei due Paesi, Alfano e Holder, dopo l'impegno politico del premier Berlusconi a collaborare con Obama per la chiusura del supercarcere.

Le accuse ai due tunisini Nasri, in particolare, è accusato insieme ad altre otto persone di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e altri reati aggravati dalla finalità di terrorismo, per fatti avvenuti tra il 1997 e il 2001. Il gruppo, secondo l'accusa, forniva supporto logistico ad una cellula del gruppo Salafita per la predicazione ed il combattimento, che avrebbe reclutato persone destinate al martirio nei paesi in guerra. Nell'ordinanza firmata dal gip Guido Salvini, in particolare, Nasri - detto Abou Doujana - è accusato di aver organizzato in Afghanistan "la logistica dei mujaheddin provenienti dall'Italia" e inviati in campi "dove venivano addestrati all'uso delle armi e alla preparazione delle azioni suicide". Nasri viene descritto come il "capo dei tunisini a Jalalabad in Afghanistan, da dove manteneva stretti e costanti rapporti con la struttura in Italia e a Milano". Inoltre, avrebbe organizzato e finanziato, come riporta l'ordinanza, "il rientro dei Mujaheddin in occidente e in particolare in Italia a Milano".

La rete italiana Nasri, prima di raggiungere l'Afghanistan "viveva a Bologna ed è anche stato condannato in Italia per spaccio di banconote false commesso nel 1997". Proprio il gip di Bologna aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti nel 1998 nell'ambito dell'indagine 'Venti di guerra'. Nasri, che è accusato anche di aver promosso e raccolto "i finanziamenti provenienti dall'Italia al fine di finanziare" le attività "di addestramento ed i suoi aspetti logistici", fu catturato in Afghanistan durante un'operazione militare Usa. Ben Mabrouk Adel, l'altro detenuto di Guantanamo arrivato a Milano, è uno dei destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla magistratura milanese il 18 maggio 2005 nell'ambito di una delle tranche dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Ros, chiamata 'Bazar'. Era barbiere alla mosche di viale Jenner a Milano.

La cellula lombarda Nei confronti suoi e degli altri componenti della cellula estremista con base nel capoluogo lombardo, le accuse contestate sono terrorismo internazionale, falsificazione e ricettazione di documenti, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, traffico di sostanze stupefacenti e rapina. Avrebbero fatto parte di un gruppo di integralisti islamici: le indagini hanno permesso di individuare progetti terroristici e attività di supporto, finanziamento, proselitismo e reclutamento di militanti da inviare nei campi di addestramento, principalmente di Al Ansar e in Iraq. Quando fu emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere Ben Mabrouk Adel non venne catturato in quanto già risultava detenuto a Guantanamo.

La ricostruzione degli inquirenti Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel 2001 si era recato in Afghanistan, dove venne catturato dalle forze della coalizione. "Il positivo esito del trasferimento, effettuato nel rispetto della cornice normativa europea definita nel giugno scorso - dice il ministero della Giustizia - suggella la stretta e positiva collaborazione sviluppatasi tra il governo degli Stati Uniti ed il governo italiano nel quadro del processo in corso di chiusura del Centro di Guantanamo disposto dal Presidente Obama con decreto presidenziale del 22 gennaio 2009". L'accordo raggiunto tra Italia e Stati Uniti prevedeva, secondo le notizie trapelate a suo tempo, l'arrivo nel nostro paese di tre detenuti di Guantanamo, tutti e tre tunisini. Oltre a quello di Nasri, erano circolati i nomi di Abdelkader Fezzani, indagato nello stesso procedimento e per il quale la Procura di Milano aveva chiesto l'estradizione dagli Stati Uniti, e di Abdul Bin Mohammed Ourgy, nei confronti del quale c'é un provvedimento di arresto della magistratura milanese perché avrebbe avuto dei legami con persone dedite a reclutare volontari per l'Iraq e l'Afghanistan.