Guerra tra bambole: Bratz batte Barbie 1-0 Mattell dovrà risarcire la rivale per 300 milioni

Continua la battaglia dei giocattoli. Completamente ribaltata la sentenza che imponeva alla MGA di risarcire Mattel per furto di segreti industriali. La casa produttrice di Bratz vince sul mercato e nelle aule di tribunale

LOS ANGELES - Come in in film horror in cui le bambole iniziano a combattere tra loro. Ma questa è solo una disputa commerciale tra le beniamine dei più piccoli. Arriva a una svolta la disputa tra Mattel e Mga per la paternità delle Bratz. Le bamboline multietniche, create da Carter Bryant, hanno corroso nel tempo il mercato tradizionalmente monopolizzato dalla Barbie, creatura Mattel, facendo emergere una disputa tra i due colossi dei giocattoli.

L'accusa Bryant, il fortunato inventore delle bamboline, ha lavorato a lungo per la Mattel e, secondo la casa californiana, non avrebbe rispettato il patto sulle invenzioni, che impone ai dipendenti della società di proporre le proprie idee solo ai datori di lavoro. Bryant ha invece portato la propria creazione più famosa, le Bratz, alla rivale Mga, causando alla compagnia per la quale lavorava una perdita economica non indifferente.

Le sentenze Una prima sentenza del 2008 aveva riconosciuto le ragioni di Mattel, condannando Bryant al pagamento di un risarcimento stimato in 100 milioni di dollari. Ora la situazione appare completamente ribaltata. Una nuova sentenza della giuria federale di Santa Ana si è espressa a favore della Mga, sostenendo che Mattel non ha presentato prove sufficienti a riconoscere la violazione del diritto d'autore.

Il risarcimento Il colosso di El Seguendo, già condannato in precedenza al pagamento di 88 milioni di dollari ai creatori di Bratz per furto di segreti industriali, si è visto addebitare un risarcimento totale di 310 milioni di dollari dalla nuova sentenza. Il tribunale di Santa Ana ha riconosciuto le ragioni di Bryant, che sostiene di avere creato le Bratz nel 1998, mentre si trovava in congedo dalla Mattel. Un'ulteriore mazzata per la casa produttrice di Barbie, che dall'avvento delle concorrenti Bratz ha già visto il suo mercato diminuire notevolmente. La Mattell ha già annunciato il ricorso.