Ha accoltellato la madre Sul web spunta un video in cui interpreta un killer

Domenica l'omicidio dopo un raptus che ha colpito il 27enne affetto da disturbi psichici. Appassionato di recitazione, l'anno scorso ha girato <a href="/video.pic1?ID=video_omicida_pescara" target="_blank"><strong>un corto</strong></a> in cui interpreta un assassino assetato di sangue

Pescara - Tragedia domenica a Manoppello Scalo, nel pescarese, dove Valentino di Nunzio, 27enne con disturbi psichici, ha ucciso domenica la propria madre a coltellate. Quando i carabinieri, chiamati dai vicini di casa, sono arrivati, il ragazzo ha confessato ed è stato arrestato. Solo oggi è emerso un particolare inquietante. L'omicida è stato un anno e mezzo fa il protagonista di un cortometraggio, La dodicesima vittima, in cui interpretava un killer assetato di sangue.

Il filmato, postato su YouTube, è stato ideato da Mauro Marasca e sceneggiato dallo stesso Valentino di Nunzio. Tra gli attori compare il cugino dell'assassino, Lorenzo, e nei titoli di coda viene citato persino il padre. Al primo corto sono seguiti altri due, Il killer dell’ascia, parte prima e seconda, postati a giugno di quest'anno.

Dopo quanto accaduto domenica le battute che Valentino pronuncia fanno venire i brividi: "La pazzia è vera, vera come la morte"; "Mi sentivo un dio castigatore, avevo il sangue alla bocca, quanto basta per uccidere e nel mio giardino c’è sempre carne fresca da macellare"; "Volevo un pollo da sgozzare"; "dovevo soddisfare il mio istinto ad uccidere cercavo sangue, volevo ascoltare il suono della morte, il grido disperato di qualcuno che per tutti è soltanto un innocente"; "Tutti sono buoni a fare nascere qualcuno, ma a uccidere no, è lì che ti senti vivo, quando diventi carnefice".

Secondo i carabinieri, che li hanno messi agli atti, i video non hanno alcuna rilevanza: il giovane infatti era inscritto ad una compagnia teatrale a Pescara, e coltivava la sua passione anche con amici e parenti. Nei filmati, inoltre, non c’è alcuna scena cruenta, alcun riferimento ai genitori, o alla dinamica di ciò che poi in realtà è successo.

Anche la ricostruzione non fa pensare a una correlazione: domenica pomeriggio il 27enne era a casa dei cugini. All'improvviso il raptus, va a casa, dove vivevano anche i genitori, entra, rovista in cucina. La madre, Maria Teresa, casalinga di 55 anni, sta riposando, lo sente, scende in cucina. Lui ha un coltello in mano. C’è una colluttazione, calci, pugni, un colpo anche alla testa, poi le coltellate all’addome, alla schiena e alla gola. I vicini chiamano il 112. I carabinieri arrivano subito, il 27enene resta in silenzio, non vuole aprire la porta, poi cede e fa entrare i militari: "Ho ucciso mia madre", dice. Il corpo della donna è lì, vicino a lui. Senza vita. Portato in caserma, è quasi impassibile, ma presente a se stesso, risponde, chiede di vedere il padre, che nel frattempo è arrivato. 

"Mi sentivo soffocare" avrebbe detto, soffocare dalla premura dei genitori che lo seguivano a causa della sua malattia. Il ragazzo era affetto da sindrome psicotica ed era in cura dal 2006. Alternava momenti di euforia a depressione, ma mai era stato aggressivo, mai aveva avuto atteggiamenti violenti, verso se stesso o gli altri, assicura il medico.