Hollywood, ventitré anni di nottate sempre in pista

Amato, invidiato e odiato; parliamo dell'Hollywood, la discoteca che, in tanti anni di vita, è stata simbolo della Milano by-night teatro di feste, polemiche, gossip. Per molti l'Hollywood rappresenta il fulcro del divertimento, per altri, poi, il luogo dove sognerebbero di entrare, ma non hanno mai avuto la possibilità di farlo, per altri ancora, invece, un locale dove non metterebbero mai piede, simbolo di una nightlife nella quale proprio non si ritrovano, quella identificata in un mondo glamour fatto di modelle, veline e calciatori. Il locale, oggi, è arrivato al suo 23esimo anniversario, che verrà festeggiato in pompa magna alla presenza di un parterre esclusivo, proprio questa sera e, durante la festa, la Direzione consegnerà le simboliche chiavi di casa a coloro che rappresentano la città dal punto di vista dei vari settori che hanno reso grande Milano, per la moda, lo spettacolo, i media, l’arte, lo sport e l’imprenditoria.
Era il 1986, quando Roberto Galli e Ringo decisero di dare vita a un locale dall’aria internazionale; era il momento delle top model, delle agenzie, dei grandi stilisti e il locale, dal punto di vista musicale, decise di puntare sul rock e sul rap, andando controcorrente, rispetto alla house Balearica dilagante del momento, già un segnale di un Hollywood precorritore di trend e simbolo di una città dal sapore veramente internazionale. «La festa per il nostro 23esimo anniversario -dice Galli, direttore creativo e anima dell’Hollywood- privilegia non solo il gossip, ma i veri grandi personaggi, come Camillo Ricordi, che arriva appositamente dagli Stati Uniti qui, per ricordare i suoi anni ’80, la regista Marina Spada, riconosciuta a livello internazionale, Federico Gordini, Presidente Milan Expo Comitee, tutti i giovani che venivano a ballare all’Hollywood e che oggi rappresentano il talento dell’Italia nel mondo».
Proprio gli anni ’80 hanno rappresentato il momento dell’ascesa del locale, dei grandi personaggi, del boom degli stilisti e della moda, con gli anni 90 l’Hollywood, sempre anticipatore di tendenze, ha proposto serate sadomaso, il famoso Pervert del Mercoledì, ma anche il fenomeno delle drag queen, della musica house elettronica, dei personaggi famosi in consolle, come Boy George, dj star all’Hollywood, i Public Enemy, re dell’hip hop internazionale, o Fiorello e Jovanotti, tra queste mura, nel 2001, Russell Crowe, amico di Roberto Galli, ha organizzato un grande party, dopo il concerto della sua band al Rolling Stone, devolvendo il ricavato in beneficenza. All’Hollywood, da sempre, è famoso il concetto di door policy, ovvero entra chi rappresenta un certo mondo, una moda, un senso della serata, che non significa necessariamente stranezza, o notorietà, ma è sinonimo di senso di partecipazione a una grande kermesse.
Dai calciatori a star del calibro di George Clooney, da Charlize Theron all’epoca del suo lavoro come modella a Milano, a Carmen Cass, da Prince, che qui ha festeggiato il suo compleanno, a Sting, Paris Hilton, Alessandro Gassmann, Leonardo di Caprio, Michael Schumacher, Eva Mendez, Mike Owen, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Rosario Dawson, solo per citare alcuni nomi.