"I bianchi più intelligenti dei neri"

Curiosa teoria del padre del dna. Il genetista Watson: "Uguaglianza? I test smentiscono. E lo sanno bene quelli che lavorano con gli africani"

Londra - Prima la schiavitù, più tardi l’eugenetica nazista. Oggi le affermazioni dello scienziato James Watson. Ci si è messo anche lui, il genio del Dna, a discutere di superiorità e inferiorità razziale, e a sostenere che «l'eguaglianza del potere della ragione» è solo una «delusione», che i neri, insomma, sono meno intelligenti dei bianchi.

Appena arrivato nel Regno Unito, dove ha lavorato per anni raggiungendo traguardi storici nel campo della genetica, Watson ha lasciato tutti di stucco - e non è la prima volta - sostenendo che le politiche dell’Occidente nei confronti dei Paesi africani sono basate su un assunto sbagliato: la convinzione che le persone di colore hanno le stesse capacità intellettuali dei loro pari di razza bianca. Nulla di più falso, secondo lo scienziato. Lo dimostrerebbero numerosi test - imprecisati - e lo dimostrerà la scienza stessa nell’arco dei prossimi dieci anni. Per Watson, insomma, l’uguaglianza è solo il frutto di un desiderio umano, una chimera insomma, «e lo sa chi ha a che fare con dipendenti di colore», ha spiegato lui stesso in un’intervista al Times. Concetti che lo studioso ha ribadito dopo averli messi nero su bianco nel suo ultimo libro, in promozione proprio in questi giorni in Gran Bretagna: «Non c’è nessuna ragione per affermare che le capacità intellettuali di persone separate geograficamente nella loro evoluzione si siano sviluppate in maniera identica. Il nostro desiderio di garantire a tutti la parità del potere della ragione, come eredità universale dell’umanità, non è sufficiente per rendere tutto ciò realtà».

Come prevedibile, anche nella compassata Inghilterra, è esplosa la bufera. La Commissione britannica per l’Eguaglianza e i diritti umani ha annunciato di stare studiando il caso «in ogni dettaglio», mentre il laburista Keith Vaz, presidente del Comitato per gli Affari Interni, ha lanciato un appello a politici e scienziati di tutto il mondo perché diano una risposta ferma alle dichiarazioni di Watson: «È triste vedere uno scienziato di tale levatura fare affermazioni campate in aria, così poco scientifiche quanto offensive». Sulla stessa linea gli attivisti anti-razzismo. E in tanti ricordano che Watson ha già preso di mira le donne.