Con i corsi di recupero più bocciature

La scuola milanese al ritorno degli esami di riparazione. Riecco gli scrutini che si concludono con promossi, bocciati e col “recupero debiti”, vale a dire con l’obbligo di frequentare corsi di recupero. Alla fine del corso una prova in base alla quale gli insegnanti decidono chi ammettere alla classe successiva e chi no. In questo quadro generale spicca il caso del liceo classico Parini dove in tre classi gli insegnanti hanno optato per la vecchia regola: “subito tutti promossi o bocciati”. Un modo per contestare le norme prescritte dal ministro Fioroni e peraltro confermate dalla stessa neo ministro all’Istruzione, Mariastella Gelmini. Il fenomeno si registra in misura ben più consistente all’Itis Feltrinelli dove su tutta la scuola gli studenti con debiti sono poche decine.
Al Parini nelle altre classi sono state seguite le regole a alla fine la percentuale degli studenti che devono partecipare ai corsi di recupero varia dal 25 al 30 per cento. Operazioni regolari al classico Berchet dove la media dei promossi si mantiene alta (al 69 per cento). «Ma – osserva il preside, Innocente Pessina - con l’introduzione del recupero obbligatorio sono aumentate le bocciature secche. Quasi del doppio».
Analoga tendenza all’Istituto Agnesi. Nelle prime classi, in particolare, più 1,5 per cento di promossi, ma anche più 3,4 per cento di bocciati. Calano invece del 5 per cento gli studenti che proseguono con debiti. Situazione peraltro che si radicalizza nelle seconde classi dove crollano ulteriormente i debiti rispetto allo scorso anno, ma allo stesso tempo aumentano i promossi (oltre il 6 per cento) e i Bocciati (più 2,8 per cento). Significativa la testimonianza della preside Anna Maria Indimineo quest’anno a capo di due scuole dove si sono registrati diversi orientamenti.
Al classico Beccaria il collegio docenti aveva deliberato di concedere al massimo due debiti da recuperare. Risultato: la media dei bocciati si è alzata di uno o due studenti per classe. Nell’altra scuola della stessa preside, il professionale Kandinsky, in particolare nelle prime classi la selezione è diminuita del 10-15 per cento. «Merito del lavoro fatto dai docenti – spiega la professoressa Indimineo - che dopo Natale hanno roganizzato dei moduli di recupero significativi. Ma merito soprattutto dei ragazzi che hanno capito che questo sistema funziona».
Ora comunque si apre la partita dei corsi do recupero che quasi ovunque dovrebbero partire fra una decina di giorni, ma che potrebbero protrarsi anche a fine agosto o primi di settembre. A giorni uno degli avvenimenti più importanti dell’anno scolastico: mercoledì prossimo partiranno gli esami di maturità, che coinvolgono venticinquemila studenti.