I filosofi e l’11 settembre Uno spartiacque storico

Andrea Indini

Pensare la storia secondo i canoni della filosofia per darne un chiaro compimento storico. Questo il tema dell'incontro svoltosi ieri sera alla Fondazione Prada e organizzato dalla facoltà di filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele.
Così, l'11 settembre 2001 è divenuto per tutti noi - volenti o nolenti - lo spartiacque storico di un'epoca che va cambiando. Una data che segna un punto nel tempo e divide due periodi diversi, tracciando un limite insormontabile. Proprio per questo l'11 settembre può essere considerato anche un fatto filosofico. Su questo tema hanno dibattuto Ernesto Galli della Loggia (da quest'anno preside della facoltà), Massimo Cacciari, Roberta De Monticelli, Michele Di Francesco ed Emanuele Severino. Quello di ieri è stato un primo approccio al tentativo di confrontarsi sulle conseguenze e i significati che questo tragico evento ha fatto emergere nella scena contemporanea: l'intima fragilità della nostra organizzazione sociale, le forti diversità religiose, una sempre più radicale paura del nemico e il rischio - sempre vivo - di un probabile orizzonte nichilista nei confronti degli eventi e del vivere. «Gli anniversari - afferma Galli della Loggia - accadono indipendentemente dalla nostra volontà: l'11 settembre, ormai alle porte, ci è sembrato particolarmente appropriato perché ha segnato e segna tuttora l'inizio di una nuova fase per l'umanità intera». Con queste parole si apre, dunque, un nuovo esordio della facoltà di filosofia del San Raffaele che, a partire da quest'anno, allargherà alla sfera storico-politica la riflessione filosofica, nello sforzo di rappresentare sempre meglio un laboratorio di analisi e di conoscenze indispensabili a chi voglia orientarsi nel mondo di oggi. «D'altra parte - spiega De Monticelli - aveva ragione San Francesco: perché aggredire le tenebre? Basta accendere la luce e le tenebre scompariranno».