I militari a scuola di telecomunicazioni

Una storia lunga 59 anni e qualcosa di più quella della Scuola Telecomunicazioni FF.AA di stanza alla caserma Leone di Caperana a Chiavari. Cittadella allungata su otto ettari, interforze, unica in Italia, storica fino al midollo, ma in evoluzione costante, forma i suoi ragazzi e apre allo scambio perché osmosi sia tra quel «militare» necessario e le sue declinazioni.
Ad accoglierti il comandante Francesco Scarpetta. È in mimetica per seguire uno dei tanti corsi che la Scuola organizza per il quadro permanente, «perché i giovani in servizio volontario qui - spiega il comandante - possano acquisire specializzazioni che li aiutino a trovare più facilmente collocazione nei vari Corpi».
Tre istruttori dei Carabinieri dettagliano ai presenti modi e procedure antisommossa sia in patria che all’estero; nel pomeriggio l’esercitazione «buoni contro cattivi». Il giorno prima era atterrato l’elicottero del Gruppo di Luni per mostrare operazioni di soccorso con barelle. Sono le eccellenze delle quattro forze armate che a Caperana attivano relazioni e informazioni. La stessa eccellenza che viaggia nei laboratori della Scuola che ad oggi ha addestrato 80.000 allievi al motto «Una vis una vox».
Cinquantanove anni di storia di una scuola «nata in un momento difficile per la Nazione - ricorda il comandante -. Uscivamo da una sconfitta forse dovuta anche ad una cattiva comunicazione.
La necessità di disporre di operatori Tlc, in possesso di una comune formazione nel settore delle conoscenze tecniche e delle procedure telegrafiche, fece sì che dal 1950 si procedesse alla graduale costituzione di una Scuola Unica Operatori RadioTelegrafisti delle Forze Armate». Si scelse la caserma «Leone» e il provvedimento ebbe rapida attuazione, anche perché, con l’adesione dell’Italia alla Nato, bisognava disporre di operatori capaci di impiegare le nuove procedure e i moderni materiali tecnici in via di acquisizione.
Nel ’52 iniziarono i corsi di formazione per insegnanti, istruttori e per il personale da addestrare alle nuove procedure Nato. Negli anni i corsi si sono adattati alle mutevoli esigenze del settore e della struttura militare, giungendo a fornire una molteplicità di offerta didattica rivolta anche a Guardia di Finanza e ai civili del Ministero Difesa, nonché a personale militare straniero.
La preparazione tecnica è elevata, con livelli di specializzazione difficilmente riscontrabili in altre strutture, tant’è che la frequenza dei corsi è sempre stata molto ambita soprattutto per eventuale futuro impiego in campo civile. E questi 59 anni in crescita esponenziale la Scuola ha voluto festeggiarli coinvolgendo la città in una spettacolare rievocazione, in costume d’epoca, dell’imbarco delle truppe piemontesi sotto il fuoco dell’artiglieria francese. È il successo del sovrapporsi di ambiti differenti che dialogano. Come il primo Trofeo di Scherma Scuola Telecomunicazioni FF.AA riservato alle prime lame regionali di spada, fioretto e sciabola che il Comandante Scarpetta, con la collaborazione di Giampiero Martelli, presidente regionale della Federazione Italiana Scherma, ha ospitato nella caserma Leone.
È soddisfatto Scarpetta. Fa marketing, comandante? Lui abbozza: «Diciamo che teniamo rapporti con le istituzioni scolastiche, - dettaglia lui - con gli Istituti superiori di Sestri Levante e Chiavari e siamo a disposizione per stage annuali di informatica presso i nostri laboratori assolutamente all’avanguardia considerato che questa Scuola è la più importante del Ministero Difesa».
Nel 2007 la convenzione con l’Università di Genova per il sinergico svolgimento di vari Master e corsi di formazione specialistica. Oggi i contatti con l’Ufficio Regionale Scolastico. Stesso obiettivo: «Attivare rapporti biunivoci tra professori esterni e i nostri docenti, un modo per aumentare la visibilità della Scuola e contestualizzarla».