I nomadi abusivi vanno a batter cassa da Pisapia "In campagna elettorale ci promise la sanatoria"

I nomadi, che occupano abusivamente le case popolari, hanno fatto sapere che in campagna elettorale
Pisapia gli aveva proposto una sorta di sanatoria in caso di sua elezione. Adesso chiedono che il conto venga saldato. La Lega: "E' una vergogna nei confronti delle persone oneste"

Adesso vanno a battere cassa dal sindaco. I nomadi, a cui in campagna elettorale erano stati promessi mari e monti, vogliono i fatti e chiedono a Giuliano Pisapia che mantenga le promesse. Ieri sera, durante la trasmissione condotta da Roberto Poletti Forte e Chiaro, i nomadi, che occupano abusivamente le case popolari nel capoluogo lombardo, hanno fatto sapere che in campagna elettorale è stato proprio Pisapia a proporgli una sorta di sanatoria in caso di sua elezione. Ora che l'avvocato è arrivato al soglio di Palazzo Marino, i nomadi gli stanno col fiato sul collo.

"Una rilevazione sconvolgente e nel contempo vergognosa", tuona il presidente del consiglio della Regione Lombardi Davide Boni ricordando che tutti i nomadi che ora battono cassa da Pisapia risiedono abusivamente nelle case popolari e sono in possesso di regolare diritto di voto. La rivelazione fatta ieri dai nomadi getta, a questo punto, molte ombre anche sulla proposta, formulata nei giorni scorsi dalla Giunta milanese, di ritardare lo sgombero di quegli abusivi che occupano senza alcun titolo le case popolari. "Se le dichiarazioni di questi nomadi, rese pubblicamente e spontaneamente durante una trasmissione televisiva, fossero confermate, sarebbe gravissimo, non solo da un punto di vista istituzionale e politico", commenta l'esponente del Carroccio invitando Pisapia a chiarire pubblicamente come sono andati i fatti. "Certo resta una grande amarezza soprattutto nei confronti di tutte quelle persone oneste e dei nostri anziani, costretti ad attendere in una graduatoria l’assegnazione di un alloggio popolare - conclude Boni - mentre chi non ne ha diritto continua a spadroneggiare come meglio crede".

Più in generale, la politica lassista di Pisapia sta rischia di strangolare il capoluogo lombardo. L'invasione di accattoni e lavavetri agli angoli dei semafori e nelle vie di Milano è sotto gli occhi di tutti. Ed è il risultato dei primi cinque mesi di politiche buoniste da parte dell'amministrazione comunale. "Grazie alla politica della Giunta Pisapia di disattivare tutti i presidi di vigili, forze dell’ordine e associazioni di volontariato contro la criminalità di strada e il racket - commenta l'ex vicesindaco Riccardo De Corato - Milano ormai sta diventando una vera e propria accattopoli".