«I nomadi non si integreranno mai»

«Non ci credo più. I nomadi non sono integrabili. Non lo vogliono loro, non lo permette la loro cultura». Tiziana Maiolo, già assessore ai Servizi sociali nella giunta di Gabriele Albertini e oggi portavoce di Forza Italia in quella di Letizia Moratti, non sembra lasciare molto spazio alla speranza.
Assessore Maiolo, non le sembra di essere un po’ troppo drastica?
«È la mia esperienza. Ho lavorato per anni nei campi nomadi di Triboniano e via Novara. So quello che dico».
Vuol dire che la politica dell’accoglienza è fallita?
«Con chiunque si collabori, sia la Caritas o l’Opera nomadi, il risultato è sempre lo stesso».
Quale?
«Che il nomade non si vuole integrare. Non ne ho mai conosciuto uno che sia disposto a rispettare la legge, che voglia andare a lavorare».
Le daranno della razzista.
«Non è nella sua cultura, non hanno l’etica del lavoro, della pulizia, della salute. Non rispettano le donne».
Non le sembra di easagerare?
«Per loro la donna è solo una fattrice. Deve produrre i figli e sappiamo bene perché».
Perché?
«Perché i bambini sono costretti a chiedere l’elemosina o a rubare. E oggi anche a prostituirsi. Una cosa orribile».
Oggi con il Comune è stato firmato un Patto di legalità che impegna i rom a mandare i piccoli a scuola.
«Macché patto di legalità, a Triboniano non è cambiato niente. In più c’è solo una camionetta della polizia».
Sicura?
«Ho parlato con gli abitanti della zona. Andate a chiedere a loro se qualcosa è cambiato».
Bisognerà pur cominciare, provarci almeno.
«Noi mandavamo i pulmini a prendere i ragazzi per portarli a scuola. Venivano qualche volta e poi basta. E poi sporchi e pieni di pidocchi».
Quindi?
«Quindi io ho creduto nella possibilità di integrare i rom e ho fatto di tutto per realizzarla. Oggi dico basta».
Bisognerà trovare una soluzione.
«Mai più campi fissi, solo quelli per la sosta. Attrezzati con acqua e luce, ma dove ci si possa fermare per quindici giorni, un mese al massimo. Poi se ne devono andare».
Penati e De Corato chiedono la moratoria all’ingresso da Romania e Bulgaria.
«Solo un cerotto. Se tutti gli altri Paesi d’Europa non vogliono i nomadi, un motivo ci sarà».
Milano cosa può fare?
«Avanti con gli sgomberi. Uno al giorno».