«Per i nuovi studenti oggi nelle classi ci vuole il tutor»

Camiciotti: «Questa figura è prevista dalla nuova riforma scolastica»

Roberto Bonizzi

«Gli adolescenti di oggi sono molto cambiati. È difficile rapportarsi con una classe, i docenti dovrebbero imparare a rapportarsi invece con un insieme di singoli». Parole di chi di studenti se ne intende, lavorando ogni giorno a contatto con i ragazzi. Gianpiero Camiciotti, preside del liceo internazionale Oxford di Milano, esperto di psicologia dell’adolescenza, disciplina di cui si occupa anche in ambito universitario.
In che senso non esiste più il concetto di classe?
«Nel senso che nella scuola, ogni giorno, non ci troviamo di fronte a un insieme indistinto di individui, ma a un certo numero di persone singole, uniche, ciascuna con esigenze personali, risorse e attitudini cognitive, bisogni e tempi educativi diversi. Più che un professore serve un tutor, la figura contenuta nella nuova riforma Moratti della scuola, che il nostro istituto, il liceo Oxford, anticipa già dall’anno scolastico in corso».
Chi è il docente tutor?
«Il docente deve essere attento alle specificità personali, capace di intervenire su diversi fronti, come il metodo di studio, la concentrazione, le motivazioni. Deve impegnarsi a decentrare l’attenzione da sé e concentrarla sugli alunni. Cercando le modalità per dedicare a ogni allievo, al suo percorso formativo e personale, un’attenzione speciale».
Come funziona nella pratica questa esperienza?
«Rispetto agli anni scorsi non bisogna più occuparsi di trasmettere soltanto conoscenze. Si tratta di un percorso metacognitivo: fornire all’alunno le abilità e gli strumenti per imparare ad apprendere e diventare il vero protagonista dell’apprendimento. Ma tocca al docente tutor allenare le abilità dello studente e metterlo in condizione, guidandolo, di gestire al meglio le proprie capacità».
Qualche dettaglio sull’offerta formativa.
«Il progetto educativo del liceo internazionale Oxford, scuola parificata nata nel 1972, mira allo sviluppo globale della personalità. Uniamo una solida base culturale di fondo, con un approccio sia umanistico sia scientifico, allo studio delle lingue: inglese, francese, tedesco e spagnolo. In questo modo dopo il diploma i nostri studenti hanno il maggior numero di strade aperte».
Altre caratteristiche particolari del liceo?
«I nostri alunni svolgono abitualmente attività di stage all’estero per l’apprendimento delle lingue, frequentando anche per alcuni mesi lezioni di scuole di altri Stati europei. Per le famiglie è disponibile un registro on line dove controllare la valutazione globale dell’allievo. Oppure ancora laboratori teatrali in lingua, dibattiti su temi di cultura contemporanea con insegnanti di madrelingua. Rispetto ad altri istituti simili lo studio della terza lingua parte già dal primo anno, così come l’attività di conversazione».