I Subsonica al Mazda Palace La band più amata si racconta

Un bagno di folla attende stasera il gruppo alternativo torinese che in dieci anni si è conquistato un posto di riguardo fra i fan

Jarno Fiore

L’estate è ormai agli sgoccioli e se si dovesse fare una classifica dei concerti live più visti e chiacchierati in Italia di certo ai primi posti ci sarebbero i torinesi Subsonica che si apprestano al bagno di folla questa sera al Mazda Palace (concerto incluso nel contesto della Festa dell’Unità di Milano, dalle 21 ingresso 14 euro).
Giusto quindi parlare del loro successo e dei programmi futuri con Davide Boosta, tastierista, fondatore con Samuel (voce) e Max Casacci (chitarre) della band oltre che talent scout di Casasonica, label indipendente che i Subsonica hanno fondato di recente e che sempre questa sera presenterà sul palco i Sikitikis, interessante band sarda che propone un mix acceso di garage-rock e sonorità da colonna sonora anni ’70. Boosta oltre al progetto principale della sua carriera (quello con i Subsonica) scrive anche libri (ne ha pubblicati due di cui uno, Un’ora e mezza, diventerà presto un film) ed un dj affermato che ama girare nei club di tutta Italia suonando musica dance ed elettronica di matrice anni ’80 con il side-project Iconoclash.
Quali sono i motivi che hanno portato in poco tempo i Subsonica ad essere la band alternativa più importante nel panorama italiano?
«Breve tempo è relativo, in fondo quest’anno festeggiamo dieci anni di attività. I fattori che hanno portato i Subsonica ai livelli attuali di popolarità sono una serie: il primo è forse la città di Torino che ci ha sempre fatto vivere e lavorare in completa autonomia e ci ha sempre dato attenzione rispetto a quello che facevamo e facciamo. È l’habitat ideale. Poi ci sono le due anime della band che si sono evolute sia in studio che dal vivo. Abbiamo fatto oltre seicento concerti in otto anni, questo ha fatto sì che si creasse uno zoccolo duro che è cresciuto col tempo. Anche scelte difficili e ben ponderate, come andare a Sanremo hanno aiutato nella crescita perché i Subsonica si sono con una rivelati anche a noi stessi identità forte e molto unita».
Come ha reagito il vostro pubblico riguardo la polemica con Mescal, legata al vostro passaggio alla Emi?
«All’inizio molti erano i dubbi e le perplessità, perché tutti si sono trovati di fronte al fatto compiuto. Da parte nostra abbiamo cercato di spiegare i motivi che hanno portato a questa scelta. Lo abbiamo fatto in completa onestà, eleganza e rispetto di Mescal che ha alimentato la polemica».
Dopo un tour invernale sold out, che riscontro di pubblico c’è stato nell’estivo? C’è stato un calo?
«Un calo è normale: facciamo tantissime date, siamo soddisfatti perché abbiamo portato la nostra musica in città e luoghi dove non eravamo mai stati con numeri comunque di molto superiori alla media di tutti gli altri artisti italiani che in quelle città erano passati a suonare prima di noi».
Quali sono le differenze tra questo concerto e quello che avete tenuto a maggio?
«È circa lo stesso show, è impensabile fare qualcosa di nuovo rispetto a quello fatto al Forum perché da allora non ci siamo mai fermati. Cambiano scaletta e brani in scaletta, stessa struttura, solo che praticamente suoneremo tutto Terrestre. Uno show lungo che dura oltre 2 ore e un quarto, con proiezioni e riprese sui cinque».
Dopo gli impegni estivi. prenderete una sosta?
«Forse, abbiamo l’idea di fare un microtour di dieci tappe tra novembre e dicembre nei club con capienza attorno alle 1000 persone, magari difficile da gestire ma per noi molto più divertente».