Icarus ensemble in concerto per Manzoni

Rigoroso e impegnato come le sue note, prima seriale poi sempre di più indipendente, poliforme e lirico: è il mitteleuropeo/milanese Giacomo Manzoni, tra i maggiori rappresentanti delle avanguardie del vecchio continente, secolo Novecento. Nelle giornate a lui dedicate per i suoi 75 anni, il maestro avrà di che sorridere. Nel capoluogo, mentre era in trasferta all’estero dopo le vacanze sul lago di Garda, gli hanno persino preparato una sorpresa. E lui, appena tornato in città dal centro Xenakis di Parigi, al telefono rispolvera subito il suo mai logoro appello: «Bisogna diffondere le opere del nostro tempo; ci vogliono agip-prop, personaggi che fanno informazione, occorre fermare la deriva. I giovani, ormai, vanno all’estero... ». Più o meno sono le parole con sui esordirà davanti a critici, amici, ex allievi e colleghi, che in coro recitano: «Insieme a Nono, Berio e Maderna ha fondato la musica nuova italiana». Un monumento vivente, già annoverato sui libri di storia (ricca la produzione - Atomtod e Doktor Faustus alla Scala per citare, scrittore e saggista). A celebrarlo sarà anche la Biennale di Venezia, a ottobre: Giacomo Manzoni ritirerà il premio alla Carriera.
Ora la «festa» di compleanno. Stasera dibattito su «Suono, ricerca e comunicazione» allo Spazio Tadini («la parola ricerca può diventare un alibi per fare altro. La sua ricerca è sempre dentro la questione della comunicazione»); domani pomeriggio concerto in Conservatorio, tra i brani eseguiti dall’Icarus Ensemble due prime assolute: «Sei canti dal Kokin shu», dell’autore celebrato, e «Del vuoto sopra il quale oscilli», melologo di Francesco Galante. Tutto sotto la sigla del festival Mito, in collaborazione con gli Amici di Musica/Realtà.
«Da giovani - racconta Luigi Pestalozza, fondatore e anima della succitata associazione - ci ha accomunato la scoperta della grandezza di Giuseppe Verdi. Eravamo in un periodo strano, dove per certi docenti Vivaldi era più grande di Bach». Lo studioso ripensa a un «viaggio di lavoro nel Sahara con lui. Un uomo capace di stare dentro a ogni situazione». Severità e gratitudine invece per Adriano Guarnieri, suo ex allievo a Bologna, dove si favoleggia ancora di un Manzoni che avrebbe fatto analizzare per un anno intero il Wozzek di Alan Berg. «Gli portai una composizione e me la cancellò con la matita rossa, dicendomi che saremmo partiti da capo», ricorda Guarnieri.
Per Giacomo Manzoni 75
stasera ore 20.30 via Jommelli 24
domani ore 17 mercoledì 19 concerto
Conservatorio Sala Puccini ingresso libero