Ilary e Francesco, un «sì» benedetto dalla tv

Il prete al bomber: «France’, l’ amore costa più fatica di un allenamento sui gradoni»

Marcello Di Dio

da Roma

Più che un matrimonio, un happening mediatico «de Roma» e popolare. Oltre quattro ore di diretta televisiva dedicate al «sì» più atteso nella Capitale. E tanta gente accalcatasi sotto la scalinata della chiesa per salutare gli sposi. Dalle 18.18 di ieri Francesco Totti e Ilary Blasi sono marito e moglie. Il «sì» è andato in scena davanti a 400 invitati e a molti altri stoici telespettatori, che hanno seguito la maratona su Sky (dodici le telecamere impiegate) in una calda domenica di giugno. Una maratona costata all’emittente di Murdoch circa trentamila euro che andranno in beneficenza.
Zona dei Fori Imperiali chiusa sin da mezzogiorno, Campidoglio inaccessibile, traffico in tilt tra Piazza Venezia e il teatro Marcello. Già dalle 16 inizia la lunga sfilata di ospiti che, invito alla mano, ritirano l’accredito nel gazebo allestito davanti al Vittoriano e raggiungono la chiesa con auto-navetta. Tantissimi turisti italiani e stranieri seguono con curiosità (ma anche con rabbia, visto che il loro tour nel centro di Roma è stato sconvolto dall’insolito «fuori programma») questa lenta processione di illustri sconosciuti, per lo più amici e parenti degli sposi. Pochissimi vip, mondo del pallone praticamente assente: ci sono Antonio Cassano (unico compagno di squadra di Totti presente, l’altro calciatore è l’ex romanista Fabio Petruzzi), Bruno Conti, che insieme ai familiari raggiungono direttamente in auto la scalinata laterale della chiesa. «È un onore condividere la gioia di un amico, sono più emozionato io di lui», dirà il barese aggiustandosi la cravatta. Ma c’è anche il presidente della Roma Franco Sensi con la moglie Maria (assente invece Rosella, amministratore delegato del club), subito accompagnato davanti all’ingresso della Basilica, e il sindaco Veltroni, giunto direttamente dall’adiacente palazzo del Campidoglio. Puntualissimo lo sposo, che alle 16.30 scortato dalla polizia affronta la salita del Vittoriano a bordo di una Maserati nera. In ritardo, come è usanza, la sposa che - sempre scortata - arriva 40 minuti dopo.
E finalmente il rito, che inizia alle 17.35. «Semo un po’ in ritardo...», bisbiglia a Francesco il quasi imbarazzato papà di Ilary, Roberto, che raggiunge a passo di marcia l’altare mentre in chiesa si sentono le note di Beethoven. La sposa ha un vestito bianco scollato con lo strascico, un velo candido sui capelli sciolti trattenuti da fiori bianchi e un vistoso bouquet che nasconde un po’ la gravidanza di cinque mesi; Totti indossa un tight, la bombetta e i guanti, che abbandona subito. Timido baciamano alla sposa, due baci più convinti sulla guancia dopo averle sollevato il velo, poi si comincia. Intanto, fuori dalla chiesa, cresce la folla di curiosi e ragazzine (di tifosi sembrano essercene pochi, anche se compare lo striscione tipico da stadio che recita «Orgoglio romano»). E la protezione civile, memore di altre esperienze, getta bottigliette d’acqua per lenire il caldo afoso che di lì a poco diventerà pioggia.
Il matrimonio da favola diventa senza troppa etichetta. Anzi, anche troppo spontaneo quando Ilary concede un poco ortodosso sventolio del libretto della Messa sotto l’occhio impietoso della telecamera. O quando il celebrante Don Massimiliano Di Lisa, che regalerà agli sposi una Bibbia, rivolto al bomber della Roma dice: «L’allenamento dell’amore e del perdono, France’, è più duro di quello dei gradoni. Costa più fatica, ti spezza...». O ancora quando si odono gli urletti di insofferenza dei numerosi bambini presenti alla cerimonia. Che durerà 70 minuti prima delle firme e della lettura degli articoli del codice civile del sindaco Veltroni, con i due sposi apparsi comunque disinvolti, specie quando si scambiano un bacetto rubato al rito della comunione mentre suona l’Ave Maria di Schubert.
Un lungo applauso, poi la canonica pioggia di riso e la discesa (diventata pericolosa per la pioggia) dei 123 scalini per ricevere l’abbraccio e il saluto dei romani, al grido di «c’è solo un capitano». Poi via sulla Maserati per il party, questo sì, da favola. Domani i novelli sposi partiranno per il viaggio di nozze tra Florida e Bahamas. Per fortuna, senza tv.

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