Impressionismo e Islam Gli eventi del weekend

Gli esordi di Caravaggio, il Rinascimento tedesco, la pittura francese,
la storia dell'Islam raccontata dagli oggetti di tutti i
giorni. Questi gli appuntamenti del fine settimana

Da Caravaggio agli impressionisti Torna in Italia, dopo 25 anni il primo dipinto di carattere religioso, di Caravaggio. Nell'Estasi di San Francesco, il pittore si cimenta per la prima voltq con la composizione a due figure e sperimenta l’ambientazione paesaggistica, e l'uso della luce che lo ha reso famoso. Da domani , e fino al 27 marzo, sarà esposto a Castel Sismondo di Rimini insieme a altri 14 meravigliosi dipinti seicenteschi, nella mostra - Caravaggio e altri pittori del Seicento. La rassegna è l’ultimo omaggio al genio lombardo nel quarto centenario della morte, che ha visto celebrazioni in tutto il mondo. Il capolavoro è un dipinto giovanile del Merisi, realizzato si pensa nel 1594 circa, e ritrae San Francesco in estasi dopo aver ricevuto le stigmate e confortato da un angelo che lo cinge tra le braccia mettendo in risalto la ferita nel costato. Contemporaneamente, sempre a Castel Sismondo, si apre la mostra Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon. Attraverso un centinaio di opere provenienti dai maggiori musei internazionali, la rassegna indaga l’evolversi della pittura francese tra l’accademia e il nuovo che avanza. Ricostruendo la storia del Salon, l'esposizione periodica di pittura e scultura che si svolse al Louvre tra il XV e il XIX secolo, il percorso sottolinea la partecipazione all'evento di tutti i giovani pittori impressionisti. Ecco dunque i capolavori di Monet e Pissarro, Sisley e Degas, Bazille e Renoir, Cezanne e Guillaumin, Morisot e Fantin-Latour, Gauguin e Van Gogh.

La pittura francese in mostra Costituita da 25 capolavori e intitolata Monet, Cezanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia, anche a Palazzo Sums di San Marino è l'impressioniso a farla da padrone. Ogni opera, in mostra da domani, è stata selezionata con grande cura, in quanto ciascuna è emblematica del momento storico trattato, gli ultimi dieci anni del XIX secolo, quando la tradizione pittorica francese si apriva alla ricerca stilistica e poetica dell’impressionismo. Tra le opere esposte figura l’Autoritratto con berretto di Cezanne, il bellissimo Riva fiorita a Vetheuil di Monet, qui in uno dei suoi momenti artisticamente più felici, oppure i cavalli di Degas, impegnati in una corsa nell’ippodromo parigino di Longchamp.

L'Islam a Milano La storia dell'Islam - dagli inizi ai tre grandi imperi cinquecenteschi degli ottomani, dei Safaviti e dei Moghul - ripercorsa con oltre 350 opere d'arte esposti fino al 30 gennaio al Palazzo Reale di Milano e selezionati dalla collezione dello sceicco kuwaitiano Nasser Sabah al-Ahmad al-Sabah. Libri e manoscritti miniati, pagine del Corano accuratamente dipinte, capitelli marmorei con iscrizioni, suppellettili scolpite e decorate, tappeti e tessuti, preziosi gioielli e perfino un gioco di scacchi con pedine in cristallo di rocca scolpito per approfondire alcuni temi trasversali a tutta l’arte musulmana e riguardanti la calligrafia, la decorazione geometrica, gli arabeschi e l’arte figurativa.

Il pittore del silenzio A Ferrara, continua la mostra dedicata a quello che è stato definito da Van Gogh "grande come Rubens", Jean Simeon Chardin, per la prima volta in Italia. Al protagonista assoluto dell’arte europea del ’700 è dedicata una grande mostra allestita a Palazzo dei Diamanti. Fino al 23 gennaio sarà possibile ammirare circa cinquanta capolavori, prestati dai maggiori musei. L'esposizione si intitola Chardin. Il pittore del silenzio e offre l’occasione di ripercorrere le tappe salienti del percorso dell'artista, dalle nature morte giovanili alle raffigurazioni di fanciulle, garzoni, governanti, interni domestici, fino all’ultimo periodo, quando, verso il 1770, i problemi di salute lo inducono a rallentare l’attività e ad abbandonare progressivamente la tecnica a olio.

Il Rinascimento tedesco Imperdibile a Roma l'appuntamento con la pittura di Lucas Cranach il vecchio, nella mostra alla Galleria Borghese L'altro Rinascimento. Fino al 13 febbraio sarà possibile ammirare 45 capolavori dell'artista provenienti dai maggiori musei europei e internazionali. Massimo esponente, assieme a Albrecht Durer, della rinnovata pittura tedesca del '500, l’artista fu pittore di corte e innovatore, legato alle tradizioni fiamminghe, ma al tempo contaminato anche dalle novità figurative italiane. Il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni, corrispondenti ad altrettanti temi e dà una visione complessiva della variegata attività artistica di Lucas Cranach, il confronto con la produzione pittorica italiana del tempo, con delle importanti novità sul piano della lettura critica e contestuale.