Incontro «informale» tra Apollo e Dioniso

La riconciliazione dei due opposti nelle tele di grandi artisti del ’900

Roberto Zadik

L'arte vista come sconvolgimento e trasgressione o come perfezione formale nella contrapposizione tra Apollo, simbolo dell'armonia, e Dioniso, divinità sregolata e istintiva. Lotta tra due mondi paralleli e apparentemente inconciliabili, descritti nel 1872 dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ne «La nascita della tragedia», e tema portante della mostra «Apollo e Dioniso».
L'esposizione, a ingresso libero, allestita fino al 29 aprile, alla Galleria Blu, via Senato 18, comprende una ventina di opere realizzate da alcuni tra i principali artisti della seconda metà del Novecento.
Nomi come Lucio Fontana, Afro Basaldella e Alberto Burri che, attraverso i loro lavori, raggiunsero un compromesso tra dionisiaco e apollineo. Quel punto d'incontro si chiamava «l'informale», definizione coniata nel 1952 dal critico francese Michel Tapiè per sottolineare quanto astratta e libera da vincoli formali fosse la loro opera.
Un inno all'espressività dei colori e delle atmosfere. Aperta tutti i giorni, tranne la domenica e i giorni festivi, dal lunedì al venerdì (orario 10-12.30 e 15.30-19) e sabato, 15.30-19, la rassegna riassume tutto questo. E lo fa con quadri appartenenti agli anni Sessanta come «Concetto Spaziale» dipinto tra il 1963 e il 1964, dall'italo argentino Fontana, pittore e ceramista autore di opere innovative e sperimentali, e scomparso cinque anni dopo nel 1968.
Da segnalare anche «Blu Cobalto» creato nel 1967 dal friulano Afro Basaldella, noto come uno dei «padri» dell'astrattismo italiano e morto a Zurigo nel 1976, e i sacchi di Alberto Burri. Soggetto ricorrente dei quadri dell'artista umbro, nato nel 1915 a Città di Castello, che raggiunse fama internazionale anche per merito de «Il Grande Sacco» premiato alla Biennale di Venezia nel 1952 e di quello raffigurato nel 1956 e contenuto nella mostra. Presenti anche i «maestri» veneziani Giuseppe Santomaso, con la sua «Palude gialloverde» del 1958 e Emilio Vedova con «Spagna n.12 oggi», del 1961.
Ma nella Galleria Blu non ci sono solo talenti del nostro Paese. Infatti, si possono ammirare anche le tele a olio, senza titolo, del belga Henri Michaux, che nella sua vita scrisse anche numerose poesie, dello svizzero Gerard Schneider e dell'americano Cy Twombly.