Industria motore del grande schermo «Tempi moderni» al museo della Scienza

Con questa rassegna viene inaugurato l’auditorium chiuso dalla fine degli anni ’80

Dal titolo ci si può aspettare di vedere il capolavoro di Charlie Chaplin. Ma Tempi moderni non è in cartellone. Tuttavia, non è affatto sbagliato aver intitolato così la rassegna da stasera in programma all'Auditorium del Museo della Scienza e della Tecnologia. Si parla infatti di cinema e industria, e il loro binomio è indubitabilmente intriso di modernità.
Organizzata da Telecom Italia in collaborazione con il medesimo MuseoScienza e con il Centro Sperimentale di Cinematografia (archivio del cinema d'impresa), Tempi moderni si articola su una tre giorni di proiezioni, con opportuni inediti, studiata per raccontare il ruolo dell'industria come mecenate dell'arte del grande schermo. Un compendio di una storia molto particolare, in cui sono stati coinvolti nomi come Ermanno Olmi, Michelangelo Antonioni o Kathryn Bigelow, che tra documentario e spot hanno portato al cinema la poetica della catena di montaggio e il mito del progresso tecnologico. Si comincia stasera alle 21.30 con Sette canne per un vestito (1949), corto di Antonioni in cui si racconta la lavorazione di tessuti alla Snia, tra riprese di macchine industriali e paesaggi padani. Poi tocca all'Ermanno Olmi di Michelino I B (1956), film commissionato dalla Edison per illustrare la vita in un istituto professionale di Voghera nell'anno 1956.
Protagonista della prima serata è anche la leggendaria Lambretta, il cui mito rivivrà in una serie di filmati e di spot storici, cantati dal Quartetto Cetra e da Giorgio Gaber. A chiudere, una chicca Mission Zero, realizzato l'anno scorso da Kathryn Bigelow per Pirelli, protagonista Uma Thurman. Per il film è la prima proiezione in una sala dopo essere stato distribuito solo su internet.
Sabato saranno di scena Olivetti e Fiat. Quest'ultima con alcuni disegni animati firmati da Bruno Bozzetto; la prima, invece, con due inediti: Kyoto (1969), di Kon Ichikawa e Giudizio Universale, di Carlo Ludovico Ragghianti. Tra le altre opere in programma, film di Silvio Soldini, Davide Ferrario e Nelo Risi.
Domenica 4 sarà riproposto l'intero programma di sabato. Ma tornare è un'occasione in più per godere dell'Auditorium. Una sala storica, inaugurata nel 1954 e cuore delle proiezioni del Museo fino alla fine degli anni Ottanta, quando fu chiusa per ragioni di sicurezza. La rassegna inaugura la sua seconda vita, dopo un ciclo di restauri cominciato nel 2003.