Influenza A, via alla vaccinazione

Il viceministro Fazio replica alle regioni: "Non si lamentino dicendo che la distribuzione è lenta". Nessun rischio di epidemia. Monza, dimesso il primo paziente grave ricoverato lo scorso 25 agosto

Milano - Così come previsto è partita la distribuzione dei vaccini contro l’influenza A che ancora in queste settimane, complice forse la stagione mite (ma il freddo è appena arrivato) ha mostrato un volto non così cattivo come si temeva all’inizio. Le prime vaccinazioni ci saranno solo nei prossimi giorni e si partirà dalle categorie indicate dal piano pandemico, a partire dal personale sanitario. Poi le categorie a rischio. Intanto le prime dosi cominciano ad arrivare su tutto il territorio nazionale.

Virus non è aggressivo Il viceministro Ferruccio Fazio ha confermato che fino ad ora il virus non si è dimostrato aggressivo e restano stazionarie le condizioni del ragazzo aretino di 15 anni affetto da influenza A(H1N1) e ricoverato da sabato sera nella terapia intensiva di emergenza dell’azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze. I medici stanno valutando, con la dovuta cautela, segnali di lieve miglioramento che, se confermati nelle prossime ore, potrebbero far rivalutare l’impiego della tecnica di ossigenazione extra-corporea. Sempre in Toscana un detenuto del carcere fiorentino di Sollicciano è risultato positivo al tampone faringeo per il virus dell’influenza A.

Le regioni non si lamentino "Sento qualcuno dire che i vaccini arrivano a pezzi e bocconi - dice Fazio -.  Man mano che arrivano li distribuiamo. Non siamo in una situazione di emergenza e questo è il servizio migliore che possiamo dare, la distribuzione dei vaccini è regolare". Quanto al rischio che si diffonda una epidemia di nuova influenza, "il rischio c’è, lo abbiamo sempre detto, ma è una epidemia leggera e quindi siamo meno preoccupati di quanto non lo fossimo prima dell’estate". Infine, per quanto riguarda i possibili effetti collaterali del vaccino, il viceministro ha precisato che è stato approvato dall’Emea "e questo è ciò che ci serve. Per noi significa che non ci sono rischi, tutte le problematiche sono da valutare in un’ottica di rischio-beneficio. Ad esempio - ha concluso - il bimbo a rischio che prende l’influenza può avere più danni dal virus che non dal vaccino".

Monza, dimesso primo paziente grave Torna a casa il 24enne di Parma ricoverato dal 25 agosto scorso all’ospedale San Gerardo di Monza dopo essere stato colpito dal virus dell’influenza A, primo caso grave nel nostro Paese. "Le condizioni del paziente sono ormai stabili - ha detto il dottor Roberto Fumagalli, direttore del reparto di rianimazione dell’ospedale monzese -. Verrà rimandato a casa e dovrà proseguire in day-hospital la terapia di riabilitazione muscolare già iniziata da noi e dovuta alla lunga degenza". 

Vademecum Il virus H1N1, dice la Croce Rossa "si può contrastare con semplici accorgimenti". A questo scopo, recependo la direttiva della Federazione internazionale di Croce Rossa, l’organizzazione ha stilato un piccolo vademecum comportamentale all’interno del quale sono presenti accorgimenti e procedure di igiene da seguire per ridurre il rischio di contrarre o trasmettere l’influenza A. Semplici accorgimenti, dice la Croce Rossa, "perché la migliore difesa dall’influenza sono le persone stesse. Lavarsi accuratamente le mani, gettare i rifiuti, coprirsi la bocca e le vie respiratorie, evitare contatti con individui malati possono ridurre il rischio di contagio". Il vademecum è consultabile sul sito nazionale della Cri, mentre i comitati locali dell’Associazione, presenti sul territorio nazionale, lo diffonderanno alla popolazione, nelle scuole e negli uffici.