Ma dove è finita quella cosa lì?

L'Italia s'infogna in caduta libera ma dove si è cacciata quella cosa lì, di cui non ricordo il nome, che dovrebbe difendere la sovranità nazionale e popolare, politica e monetaria del nostro paese?

L'Italia s'infogna in caduta libera ma dove si è cacciata quella cosa lì, di cui non ricordo il nome, che dovrebbe difendere la sovranità nazionale e popolare, politica e monetaria del nostro paese? In quale anfratto s'è imbucata quella cosa lì che dovrebbe affermare il senso dello Stato, non lo statalismo, la sua dignità e il suo dominio per esempio rispetto al fiscal compact? Che fine ha fatto quella cosa lì che dovrebbe tutelare la lingua italiana contro chi vuol rendere obbligatoria come prima lingua all'università l'inglese? Dove diavolo è finita quella cosa lì che dovrebbe reagire col cuore, la mente e la parola al degrado e alla decadenza etica, estetica e morale, per non dire religiosa, e alla riduzione della famiglia ad un'unione come le altre? E dove si è nascosta quella cosa lì in tema di memoria storica e difesa dei beni culturali, delle nostre tradizioni e del marchio italiano? Non so se questo sentire sia maggioritario nel nostro paese, come lo era un tempo, seppur tra mille cadute, silenzi e contraddizioni; ma so che in ogni paese c'è una forza che rappresenta queste istanze e difende questi valori, con un cospicuo seguito. E non riduce tutto a una questione di voti e seggi o di soldi, indici e spread. Forse è stanca e stressata, e la capisco, è dispersa e frantumata, non ha visibilità; forse ha paura dell'ignoto e dell'impresa, oppure s'è messa comoda e accucciata, ciascuno si para le chiappe sue; però così sparisce. Forse ha perso il capo, ma più nel senso della testa. Eppure questo è il tempo suo.

Commenti
Ritratto di Massimo Scalfati

Massimo Scalfati

Gio, 26/07/2012 - 20:07

Caro Marcello, la "cosa" che io ho conosciuto nel lontano 1965 quando avevo 15 anni si chiamava MSI - Movimento Sociale Italiano. Era un movimento e non un partito (che vuol dire "parte" e non "insieme"). Non era né destra, né sinistra, era la sintesi di Dx e Sx ed il loro superamento in senso hegeliano (la sintesi oltre la tesi e l'antitesi). Viveva nel ricordo del Sindacalismo nazionale di De Ambris e Corridoni (a sua volta figlio del sindacalismo rivoluzionario di Sorel) e della legge sulla Socializzazione delle imprese del 1944. Aveva al suo fianco un Sindacato, la CISNAL che tutelava i lavoratori e non gli industrali o le "partite Iva". I quadri del MSI non erano "moderati" (tranne qualche deputato conservatore), ma si professavano nazional-rivoluzionari. Aveva come riferimenti ideali Gentile, Volpe, Bottai, ma anche Evola, Guénon e Spengler, Junger, La Rochelle, Brasillach, Pound, Céline, ecc. Viveva nel ricordo di uomini mitici: Codreanu, José A. P. De Rivera, e "quei due che non si possono nominare" (come dice Gomez Tello in "Le cinque rose rosse"). Poi fu cancellata da una "cosa" indefinibile e scialba, Alleanza Nazionale, dedita all'autocensura ed al taglio della lingua, nelle mani di qualche massone neofita (affiliato nel 1995 alla Gran Loggia madre d'Inghilterra). Ora che siamo orfani, che fare? Cacciamo le palle e mettiamole sul tavolo. Rifondiamo il MSI e la CISNAL per lottare contro la "plutocrazia" internazionale in nome dell'Europa-Nazione di Jean Thiriart (quell'Europa che va dalla Groenlandia a Vladivostock sul Pacifico, inclusiva della Grande Madre Russia). Camerateschi saluti. Tuo Massimo.

Ritratto di Conterio

Conterio

Ven, 27/07/2012 - 09:29

Gentile Sig. Veneziani, "quella cosa li" come la chiama Lei, si Chiama Monarchia, e a preso l'aereo da Ciampino il 13 giugno del 1946. Da allora la dignità dell'Italia, risiede nella pochezza delle istituzioni repubblicane che ben conosciamo. la mia non è nostalgia del passato, perchè sono nato nel 1964, la mia è invidia per quei Paesi... pardon, quelle Nazioni, che possono contare sul loro Sovrano, che rappresenta non solo uno Stato, la la Patria tutta, custode delle tradizioni, della lingua, dell'inno, della bandiera e anche dell'orgoglio di appartenenza. Cordiali saluti, e auguri per il futuro!

eloi

Ven, 27/07/2012 - 10:23

Sper che Roberto Benigni in una delle sue serate Dantasche in piazza S. Croce a Firenze, oltre a dissertare su la Divina Commedia, ci parli anche del "De vulgaris eloquentia"

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 27/07/2012 - 10:45

Quella cosa lì, che io chiamo senso di appartenenza alla Nazione, è stata usata dagli italiani in modo molto individuale ed è rimasta un’eterna adolescente con tutte le sue crisi esistenziali sfociate in comportamenti dimentichi di onore e dignità. E sì perché l’italiano ha il pessimo difetto della partigianeria a prescindere che lo fa sentire superiore solo per il fatto di essere nato in un paese piuttosto che in un altro. Salvo sentirsi italiano solo quando la squadra nazionale vince qualche coppa e azzuffarsi il giorno dopo con l’amico con il quale ha festeggiato la vittoria le sera prima, solo perché l’amico tifa per una squadra di una città qualunque, che non è la sua. Sugli uomini politici stendo un velo pietoso. Dico solo che, la maggior parte, sono i primi traditori della Nazione che, per becere ideologie che la storia ha già condannato e i loro interessi di bottega, non esitano a svendere, come merce di poco valore, la madre-terra che li ha generati. La Germania è potente perché i suoi abitanti sono prima tedeschi e poi tutto il resto. Ecco perché noi rimarremo sempre al palo. La nostra Terra è una Terra alla quale Dio ha dato tutti i talenti e tutte le perle per diventare una grande Nazione e noi cosa facciamo? Prendiamo i talenti e li sperperiamo come il figliol prodigo della parabola e le perle le gettiamo ai porci. E questa è la cosa che più strazia il mio cuore italiano.

lucioc

Ven, 27/07/2012 - 11:40

Egregio Sig. Conterio pensi per una attimo se quell'aereo non fosse partito chi ci ritroveremmo ora come Sovrano! Per inciso colui che partì da Ciampino si fece seppellire con le insegne reali proprio per non lasciarle al figlio.Rifletta.

GUGLIELMO.DONATONE

Ven, 27/07/2012 - 11:49

Il "bocconiano per antonomasia", presidente del consiglio assoldato per la bisogna dal suo egregio compare del colle, ha infarcito un suo chiamiamolo discorso di 50 parole di almeno 10 in inglese. Ma ha fatto le elementari in Italia o è andato direttamente ad Oxford? Presuntuoso buffone, togliti dai piedi il più presto possibile.

Diamilla

Ven, 27/07/2012 - 12:04

Che bello sentir parlare di MSI e di Monarchia.... PS sono del '59...

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 27/07/2012 - 12:29

Quella cosa lì, che io chiamo senso di appartenenza alla Nazione, è stata usata dagli italiani in modo molto individuale ed è rimasta un’eterna adolescente con tutte le sue crisi esistenziali sfociate in comportamenti dimentichi di onore e dignità. E sì perché l’italiano ha il pessimo difetto della partigianeria a prescindere che lo fa sentire superiore solo per il fatto di essere nato in un paese piuttosto che in un altro. Salvo sentirsi italiano solo quando la squadra nazionale vince qualche coppa e azzuffarsi il giorno dopo con l’amico con il quale ha festeggiato la vittoria le sera prima, solo perché l’amico tifa per una squadra di una città qualunque, che non è la sua. Sugli uomini politici stendo un velo pietoso. Dico solo che, la maggior parte, sono i primi traditori della Nazione che, per becere ideologie che la storia ha già condannato e i loro interessi di bottega, non esitano a svendere, come merce di poco valore, la madre-terra che li ha generati. La Germania è potente perché i suoi abitanti sono prima tedeschi e poi tutto il resto. Ecco perché noi rimarremo sempre al palo. La nostra Terra è una Terra alla quale Dio ha dato tutti i talenti e tutte le perle per diventare una grande Nazione e noi cosa facciamo? Prendiamo i talenti e li sperperiamo come il figliol prodigo della parabola e le perle le gettiamo ai porci. E questa è la cosa che più strazia il mio cuore italiano.

chiara2012

Ven, 27/07/2012 - 12:50

AMORPATRIO,si chiama così,o no?

Ritratto di antomuz

antomuz

Ven, 27/07/2012 - 13:17

Egregio Sg. Veneziani "quella cosa li" come le la chiama ha un solo nome"Ribellione;Rivolta;Insurrezione etc.", Purtroppo in degrado imperversa nella nostra bella società e non siamo capaci di far affermare valori che oggi sono diventati disvalori. Mah cosa dire? Ai posteri l'ardua sentenza.

Corrado milano

Ven, 27/07/2012 - 15:08

Ho avuto il piacere di conoscerla nel 1972, ed avevo 13 anni, quanto ho assistito al mio primo comizio di Giorgio Almirante. Le idee che mi portarono in quella piazza sono gli stessi citati da Massimo ed in tutti questi anni non li ho dimenticati o rinnegati. Alleanza Nazionale, nel suo progetto iniziale era la strada che doveva portare quegli ideali nel nuovo millennio che si apprestava ad arrivare. Purtroppo arrivò il viaggio in Israele con quella squallida pagliacciata di totale sottomissione verso chi ha sulla coscienza anche qualche migliaio di Palestinesi. Si è prostrato ed ha rinnegato se stesso per essere legittimato dall'intero mondo politico (forse prima non lo era?) proseguendo poi con lo stesso atteggiamento verso Berlusconi. Ha soppresso il MSI, ha affossato AN ed è riuscito a far abortire la sua stessa creatura FLI. Due anni fa ha avuto mezza Italia ai suoi piedi e, ancora una volta, ha preso la decisione più sbagliata nel momento meno opportuno. Da servo di Silvio è diventato sottoservo di PierFerdinando. Avrebbe dovuto dimettersi dall'attuale carica istituzionale e continuare la battaglia ma, come già dimostrato in precedenza, gli mancano gli attributi per condurre una battaglia per un ideale che non sia dettato da semplice e meschina opportunità. E persevera ancora oggi prostrandosi verso i poteri forti che vogliono l'attuale Governo. Purtroppo lo stesso atteggiamento supino lo sta avendo la nostra Nazione in tutte le sue componenti fino alla più alta Carica che con il suo ostinarsi nel ritenere l'euro l'unica ancora di salvezza probabilmente condurrà l'Italia alla disgregazione. Cosa che non dispiace affatto a qualche massone che potrà così entrare in possesso di beni italiani spendendo qualche sterlina da cui poi ricavare enormi guadagni. Perchè mai questo massone non dovrebbe farlo se questa è la sua missione: affamare le nazioni per realizzare enormi guadagni e acquisire sempre più potere. La cosa che più mi intristisce è che non esiste un partito, un movimento, un uomo a cui dare il mio voto e chissà per quanti anni ancora. Per chi come me ha considerato il voto prima un dovere e dopo un diritto è straziante osservare la scheda elettorale e non trovare un riquadro dove, pur turandosi il naso, poter apporre una croce. Forse la cosa che si è nascosta è semplicemente la DIGNITA' di essere se stessi e che consente di mostrarsi fieri delle proprie idee, come non perdo occasione di fare. Non si può certo dire che casa savoia abbia dato qualcosa all'Italia, hanno solo razziato dappertutto arricchendosi sulle spalle degli ITALIANI, mentre tra di loro aborrivano la lingua italiana, e salvo poi scappare nel momento di pericolo (chiuso l'ombrello inglese)......vuoi vedere che è da loro che ha preso esempio anche Gianfranco Fini!

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Ven, 27/07/2012 - 15:31

L'ha distrutta il berlusconismo, così come ha inquinato l'intera politica italiana.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Ven, 27/07/2012 - 16:27

ROTTAMATA, è stata rottamata quella cosa lì, anzi spianata e sepolta dalle colate di cemento che hanno invaso Italia ed Europa, noi costituiamo una memoria storica della qualità della vita che avevamo prima della globalizzazione: quando le città erano per i residenti ed i turisti erano accolti, ma ospiti, magari si provava a vender loro la fontana di Trevi, ma anche quello è parte della nostra storia, quando non c’erano divieti e pedonalizzazioni di sorta che ci impedissero di accedere a qualsiasi punto della città, quando alla sera potevamo uscire con il nostro mezzo e parcheggiare ovunque volessimo andare.Io 60enne mi ricordo di avere avuto sotto casa l’elettricista, il calzolaio, la sarta e sempre da 60enne mi ricordo come si fanno le lotte per migliorare la qualità della vita, mi ricordo che per i reati o la mala amministrazione ci indignavamo, oggi mi sembra che la lotta politica sia non solo soffocata sul nascere, ma che siano in pochi a volerla fare, specie tra i giovani, vedo che pensano sia meglio buttare fuori noi per prendere il nostro posto! Io mi domando se questo è un modo per definirsi “democratici”. Il gridare europeista di questi giovani rottamatori mi preoccupa, anzi mi rattrista per tutto quel che ci tolgono, quella cosa lì, appunto!

lunisolare

Ven, 27/07/2012 - 16:51

"Non so se questo sentire sia maggioritario nel nostro paese", no, non lo è più, dopo anni di relativismo e nichilismo, credo che sia una questione che coinvolge le persone di un'età "matura", che hanno in mente ancora un certo modo di comportarsi, che non hanno creduto alle favole della permissività, del tutto e subito, del guadagno facile senza sacrifici, che non hanno accettato il mettere da parte i "pregiudizi piccolo borgherse", che sognano ancora che si ristabilisca un'etica della vita accettabile, rispetto, onore. Riusciremo mai a vedere il giorno della ripresa, della rinascita non saprei, ostinatamente ci voglio ancora credere.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Ven, 27/07/2012 - 18:04

quella cosa li per il sottoscritto è morta quando in un tema a scuola spiegai che le truppe italiane persero certe battaglie perché mancò l'apporto della sussistenza. e la prof (di nome pensa) mi disse che si chiamava resistenza, e che comunque era giusto contrastare il fascismo.

Ritratto di Aldo S.

Aldo S.

Ven, 27/07/2012 - 18:23

Caro Marcello, potrei essere Tuo nonno (sono del '30) e posso dirTi che quella cosa lì non è mai esistita perché l'abbiamo solo sognata. Mi dispiace per chi quel sogno non l'ha mai fatto...

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Lun, 30/07/2012 - 16:25

vorrei fare notare a scialò che nel momento in cui i miei e vostri genitori andarono a votare per il re o la repubblica , vinse il re ,ma si imbrogliarono le carte e fecero vincere per una manciata di voti la repubblica . era appena finita la guerra , e non si poteva parlare , come oggi , per non sentirti dare del fascista .

Ritratto di max2006

max2006

Ven, 17/08/2012 - 18:19

Quella cosa si chiama politica, quella vera. Quella di Cavour, di Giolitti, De Gasperi e perchè no di Mussolini. La difesa dell' italianità dei ricordi dell' essere nazione, di essere stati la culla della civiltà occidentale quando gli altri erano ancora barbari. Purtroppo dopo di loro il diluvio.