Paolo Villaggio, il Marx degli impiegati

L'attore è stato il Karl Marx degli impiegati e Fantozzi è il suo Lenin

Paolo Villaggio è stato il Karl Marx degli impiegati e Fantozzi è il suo Lenin. Lo dico ora che ha compiuto ottant'anni ed è uscita in un solo volume la trilogia dedicata a Fantozzi rag. Ugo. Come Marx pose al centro del suo universo il proletariato sottomesso e sfruttato, così Villaggio pose al centro l'impiegato sottoposto e umiliato. Il Ragioniere al posto dell'Operaio.

Ma l'Ottocento di Marx fu il secolo delle fabbriche e del proletariato industriale, invece Fantozzi visse nella seconda metà del Novecento che fu l'epoca del terziario, dei piccoli borghesi e del ceto impiegatizio. Marx sostenne con la teoria del plusvalore che il padrone si arricchiva sulla pelle dell'operaio. Villaggio con la teoria del subvalore di Fantozzi, sostenne che i Manager - il Mega-Direttore - hanno addirittura poltrone in pelle umana.

Ma Villaggio criticò pure il servilismo dei subalterni. E Fantozzi liberò i piccoli borghesi anche dall'egemonia intellettuale con la sua celebre rivolta contro il film sovietico La Corazzata Potemkin, definito eroicamente «una cagata pazzesca». Certo, Villaggio non è un filosofo, non ha scritto le grandi opere di Marx, non ha cambiato il mondo con la sua teoria. Ma non ha sparso lacrime e sangue lungo la strada, solo tragiche risate. Ha saputo ricongiungere Karl Marx ai Fratelli Marx, mostrando il lato grottesco della nostra società. Onore al rag. Fantozzi e alla sua raccapricciante famigliola, al mitico Fracchia e al loro padre Villaggio che a ottant'anni si gode la sua dissennata saggezza.

Commenti

guidode.zolt

Mer, 23/01/2013 - 16:14

bello il "fil rouge" che li accomuna e, nel contempo, li divide...a parte la "corazzata Potemkin" non ci avevo mai riflettuto pur concordando sulla tragicità delle risate. Aggiungo che i sindacati non si sono mai fatti in quattro per la categoria, pur essendo numerosa, ma troppo sparpagliata...andavano ai cancelli del Lingotto, il gregge intero era lì..!. Questo non so se passerà perchè alle ore 14 hanno iniziato a tagliarmi il 90% dei commenti, dev'essere scattato il turno...!

nino47

Mer, 23/01/2013 - 17:55

ben detto: Onore al rag. Fantozzi e alla sua raccapricciante famigliola, al mitico Fracchia e al loro padre Villaggio che a ottant'anni si gode la sua dissennata saggezza.

nino47

Mer, 23/01/2013 - 17:58

guido.dezolt: tranquillo, nessuno le "taglia " i commenti. Dipende solo dagli orari in cui lei posta.Succede regolarmente anche a me...del resto se davvero "tagliassero", il blog del giornale si sfoltirebbe di molte bestialità che invece vengono puntualmente pubblicate!!!

moichiodi

Mer, 23/01/2013 - 19:49

quando si dice ops! mi è scappata la penna. che bel cucù: marx come i fratelli marx: sublime? per me è una cagata pazzesca!

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Mer, 23/01/2013 - 23:40

Proprio vero. Purtroppo i film di Fantozzi sono stati etichettati banalmente come film comici. Ma sono una vera critica alla società piccolo-borghese, così mediocre e ruffiana.

Ritratto di sergio.stagnaro

sergio.stagnaro

Gio, 24/01/2013 - 08:15

Paolo Villaggio certamente è un ironico, amabilmente grossolano, provinciale Catone Uticense del novecento. Prima però di definirlo FILOSOFO è necessario ascoltare la sua risposta alla domanda: "Continui ad andare a votare?".

Geminiani

Gio, 24/01/2013 - 08:24

Qualcuno mi può spiegare perchè un comico, un attore, uno scrittore, qualsiasi altro soggetto che faccia qualsiasi altro mestiere, purchè possa vantare un curriculum di sinistra a un certo punto diventa un intellettuale. L'atro giorno ho visto Villaggio alla tv e si atteggiava da grande intellettuale. Io penso che alla fine sia un attore comico anche se non particolarmente divertente.

Franck Dubosc

Gio, 24/01/2013 - 10:22

Villaggio non è un grande attore e non è nemmeno un filosofo ma senza dubbio i suoi personaggi hanno rappresentato una realtà non sufficientemente tutelata né da una parte (dirigenti) né dall'altra (sindacati), contribuendo a fare luce su alcuni aspetti contraddittori del mondo del lavoro. Il parallelo surrealista di Veneziani ha comunque un fondo di verità

VALERIO MASSIMO...

Gio, 24/01/2013 - 12:16

ok concordo con il parallelismo azzeccato e surrelae, ma anche altri prima di lui hanno tratteggiato personaggi anche stereotipati dell'italiano che hanno segnato un 'epoca del cinema, uno tra tutti Alberto Sordi. Ma nessuno ha mai pensato a Sordi, che comunque era un gigante, come ad un filosofo o men che mai intellettuale.

val

Gio, 24/01/2013 - 13:18

Concordo con Geminiani. Mi pare di avere un certo senso dell'umorismo e ho riso (ma anche riflettuto) leggendo e rileggendo il Candido dei tempi di Guareschi. Fantozzi non è mai riuscito nemmeno a farmi sorridere. Sulla saggezza di Villaggio non mi pronuncio proprio.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 24/01/2013 - 17:33

Però Crozza è un'altra cosa, dai. Quando fa il Briatore a Malindi, con i Vatussi. I suoi giovani spettatori sono tutti a bocca aperta a ridere di cuore. Anch'io. E non mi perdo un inizio di Ballarò, per lui. Che poi non sono tutti dello stesso livello. Ma quelli 'al top' sono irresistibili. Comici si nasce e lui lo nacque. !

flashpaul

Ven, 25/01/2013 - 05:29

Per moichiodi: Veneziani non ha detto Karl Marx come i fratelli Marx: ha scritto:" Ha saputo ricongiungere Karl Marx ai Fratelli Marx", ovvero coniugare la filosofia di Mark con l'umorismo dei fratelli Marx. Leggere bene prima di scrivere "c....e pazzesche"!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 25/01/2013 - 08:10

Caro Marcello, non riesco a capire perché il mio commento su Villaggio postato ben tre volte non sia passato; non mi pareva brutto.

Giorgio Rubiu

Ven, 25/01/2013 - 09:16

#Dario Maggiulli - Si, ma la differenza è che Crozza fa la caricatura di personaggi veri mentre il grande Villaggio ha fatto diventare veri dei personaggi creati da lui e messi insieme sommando caratteristiche tragicomiche di categorie invece che di individui. Riesco a pensare solo ad un altro, grandissimo attore (e autore) che ha fatto la stessa cosa: Ettore Petrolini, sempre, a torto, definito come "comico". Nei personaggi di Petrolini, come in quelli di Villaggio, non c'è altro che il catalogo delle nostre umane miserie ed il loro pregio consiste nell'averci fatto ridere di noi stessi senza che noi ce ne rendessimo conto, mentre eravamo convinti di ridere di altri. La differenza con Crozza (che ammiro) è lapalissiana. Cordialità. Giorgio

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 25/01/2013 - 10:16

Caro Marcello, riprovo a spedire; forse, la parte meno conosciuta del complesso dna di Paolo Villaggio è quella che emerge nei testi delle canzoni/ballate Il fannullone e Carlo Martello, su musica di Fabrizio De Andrè. «... Pensasti al matrimonio come al giro di una danza, amasti la tua donna come un giorno di vacanza... » e poi, « Ma più che del corpo le ferite da Carlo son sentite le bramosie d'amor ». Quanto pare lontano l' accattonaggio dei residui di vita del rag. Fantozzi, cui la vita ha voluto lesinare anche sul nome, elargendogli solo tre misere lettere: Ugo. Eppure, la poesia non è solo in quei versi messi in musica; la si ritrova in chiave drammatica nella disperata piaggeria di un uomo servo nel mondo e sultano assoluto in casa dove avviene la sua prodigiosa metamorfosi ad opera di una moglie adoratrice che gli si fa serva per amore. Questo moderno Travet berseziano accentua tragicamente “Le miserie 'd Monsù Travet” e, per mano di Villaggio autore/interprete autentico, lo recupera ad una cifra umana, a volte quasi eroica nella sua martirizzata esistenza. Difficile sottrarsi a qualche momento di autoidentificazione partecipativa e non soltanto nell' esplosione dell'urlo liberatorio e dissacrante della famosa/famigerata corazzata. Per non dire della sua Dulcinea del Toboso, al secolo sig.na Silvani, angelo dei poveri impiegati al soldo dei megadirettori fustiganti e alla berlina dei colleghi egoisti; e meno che c' è il rag. Filini: perché ad ognuno la Provvidenza, puntualmente Divina, assegna un timoniere di rotta ancorché miope-cecato ad oltranza.

Stella

Ven, 25/01/2013 - 13:04

Assolutamente daccordo con Lei Veneziani!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 26/01/2013 - 10:59

#michele lamacchia# Egregio Signore, se non avessero pubblicato il suo post ci saremmo persi il coronamento al cucù di Marcello. Gradisca i miei complimenti. Buon fine settimana. Rosella

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 26/01/2013 - 11:28

25 Gen 2103 - h.18 --Giorgio Rubiu carissimo, questa tua puntualizzazione è verissima, e mi hai fatto scoprire il perchè io rido molto disinvoltamente di più con Crozza o Benigni e quasi per niente con Villaggio o Petrolini. Non mi ci ero mai soffermato. I secondi rappresentano il grottesco che adombra la reale condizione sociale dell'uomo, dal quale tutti rifuggiamo. I primi invece sbeffeggiano l'uomo in se, nelle caratteristiche soggettive, che restano 'proprietà' soltanto del personaggio preso di mira. Ecco perchè, se risata c'è stata, con Villaggio sarà stata molto amara, perchè il tragico rappresentato si ritorceva contro di noi. Come con Sordi, che mi faceva rabbrividire per la sua infallibile individuazione del lato ridicolo che tutti abbiamo. E, confesso che, una volta usciti di scena i vari Gassman, Tognazzi, Manfredi, Sordi, Fabrizi, io mi sono sentito sollevato da un latente senso di angoscia esistenziale, per la beffa che poteva ricadere su di me, malgrado io sia il più lontano dai loro stereotipi. Ma, dagli anni sessanta ai novanta (interi), siamo stati violentati, inavvertitamente, come lo si può essere sotto gli effetti delle vibrazioni di un tumultuoso martello pneumatico operante dietro la nostra camera da letto nelle ore di riposo. Tutto questo si è diradato. E non dimentichiamo che quel genere di umorismo cnematografico è figlio del Neorealismo anni quaranta, che più lugubre non si può. Godiamoci questa sera Crozza, che sa allietarci stupendamente. E Briatore gli deve essere grato perchè lo nobilita esteticamente come mai lui potrebbe riuscire ad essere, con tutti i trapianti possibili.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Sab, 26/01/2013 - 12:25

ROSELLA MENEGHINI gentilissima, in effetti ho dovuto riprovare diverse volte a postare le veloci riflessioni che avevo buttato giù subito dopo aver letto il frizzante Cucù di Marcello. Stavo per rinunciare. Ma ora le Sue parole di apprezzamento mi confortano. L'argomento era troppo interessante per non sollecitare un riscontro. Anche io La leggo volentieri. Scusi il refuso (era: meno male che...): sono un Filini a scarse diottrie.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 26/01/2013 - 14:53

@Michele Lamacchia.Nonostante la cattiva opinione che inspiegabilmente lei ha di me, le dirò che ho apprezzato il suo ultimo post e in particolare il riferimento a "Le miserie di Monsù Travet".

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Sab, 26/01/2013 - 15:39

Gentile Euterpe, la Sua capacità ad apprezzare esplicitamente qualche qualità di un contraddittore manifesta una inusuale pulizia mentale ed io, nel riconoscergliela, ne prendo atto molto volentieri e mi chiedo perché abbiamo voluto beccarci (polemicamente ), se entrambi condividiamo la limpidezza di certi valori cari al nostro comune ospite. Per la precisione, io non avevo una cattiva opinione di Lei, ma piuttosto mi dolevo nel pensare che Lei l’ avesse di me. Sarebbe una preziosa occasione per rivedere il tutto, Le sembra? Grazie. Al piacere di rileggerLa. P.S. Malgrado in casa domini l’avversione uxoria per Fantozzi, io, di nascosto, lo riguardo ogni volta che posso e, in cuor mio, riemergono le tenerezze, meno furbe ma drammaticamente consonanti, di Akakj Akakjevic, che continuò ad essere un ometto anche in Paradiso, come Fantozzi. Ero un ragazzino quando lessi Gogol la prima volta, perciò mi lasciò il segno.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 26/01/2013 - 17:45

#Euterpe e Michele Lamacchia - Colomba e ramoscello d'ulivo!!! Cari amici, come sono contenta!!!!! Rosella