L'Europa unita contro se stessa

Thatcher, Kohl, Mitterrand e Craxi... quell'Europa era divisa ma autorevole, il contrario di quella odierna

Vedo la foto di gruppo dei leader europei con la Thatcher. Ci sono Kohl, Mitterrand e Craxi e mi viene lo sconforto al paragone. Quell'Europa era divisa ma autorevole, il contrario di quella odierna.

Ora l'Europa unita non esiste perché si presenta divisa e inerme all'esterno, incapace di una sua politica estera e una sua forza militare; e dispotica e impositiva al suo interno, sui Paesi sudditi. L'Europa non esiste perché non fronteggia unita l'immigrazione e non affronta le sfide mondiali come una sola Grande Potenza. L'Europa unita non esiste perché il suo cuore è in Svizzera, che è fuori dall'Unione, pur essendo il suo modello bancario, e il suo cervello nella City di Londra, che è fuori dall'euro. E le sue logge di riferimento sono fuori dall'Unione, tra Ginevra e l'Atlantico.

L'Europa unita non esiste perché non l'ha voluta il suo popolo sovrano e non ha un governo politico europeo eletto dai suoi cittadini. L'Europa unita non esiste perché non riconosce i suoi genitori, che sono la civiltà greca e romana e la civiltà cristiana e non riconosce la sua culla originaria, il Mediterraneo. L'Europa unita non esiste perché è fatta su misura per alcuni Paesi del Nord, a partire dalla Germania, e non è il frutto armonioso delle sue differenze. L'Europa unita non esiste perché i popoli sono sudditi d'intralcio rispetto agli assetti finanziari e possono fallire perché il Debito conta più della loro Vita. La vera Europa nasce dalla sua storia e dai suoi popoli, integra le patrie e non le dis-integra. L'Ue è nata anti europea.

Commenti

Nadia Vouch

Mer, 10/04/2013 - 16:33

Più la politica si dimostra incerta, più cresce la burocrazia. Oggi occorrerebbe invece essere agili e viaggiare leggeri per poter percorrere i mercati internazionali e realizzare dei buoni risultati. L'Europa è attualmente un insieme di Stati che finiscono con l'ostacolarsi a vicenda. Tutto ciò causa lentezza, disorganizzazione, tensioni sociali. resta solo una gigantesca piramide burocratica. Nulla di più distante da un sogno, dal sogno che fu al Suo concepimento, nulla di più surreale adesso.

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liberopensiero77

Mer, 10/04/2013 - 16:39

Grande articolo. Sintetico ma efficace.

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robertoguli

Mer, 10/04/2013 - 16:42

Argomenti molto difficili e amari, ma con i quali bisogna incominciare a confrontarsi. Stimoliamo anche di percorrere il lato della strada illuminato dal sole (come in una vecchia canzone). Distinti saluti. Roby

peter46

Mer, 10/04/2013 - 16:44

Thatcher,Kohl,Mitterand e Craxi...quell'Europa era divisa ma autorevole,il contrario di quella odierna...Per cui se era autorevole ma divisa bisognava trovare ""qualcuno"" che la unisse.O almeno,se non era possibile un unione totale,qualcuno 'autorevole'che cercasse di unirla proponendo ed adoperandosi per formare(per restare nella moda di oggi)macro-Nazioni o Nazioni federate per posizioni geografiche e forse anche un po 'culturali'.E dall'Europa 'Mediterranea'(con o senza la Francia)si arrivasse ad una federazione con l'Europa del "Mar del Nord".Per fare questo ci sarebbe voluto insieme alle "mezze calzette"uno "Statista".... Veneziani,i migliori che ci sono toccati sono stati Sarkozy e ...Berlusconi.Cosa potevamo pretendere di più?

Soldato

Mer, 10/04/2013 - 17:27

Considerazioni sicuramente condivise da tanti cittadini europei, al di là della collocazione politica.

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oneiros

Mer, 10/04/2013 - 18:00

Caro Veneziani, con molta probabilità non pubblicherai questo mio commento perciò scrivo a te personalmente. Se poi invece lo pubblicherai per dimostrare che sei aperto alle critiche, meglio ancora. Questo tuo “campanilismo mediterraneo” assomiglia maledettamente a quello dei meridionali con i quali non si può parlare delle varie mafie, ‘ndranghete, camorre e corone unite senza sentirsi ribattere che al nord stavano ancora sugli alberi quando loro in Sicilia avevano un Archimede. Tu non sei così grossolano negli argomenti, è vero, ma la sostanza del discorso resta sempre quella. Anche il vittimismo prospera vigorosamente sotto il caldo sole mediterraneo. Esso viene usato dai meridionali per surrogare quella che invece dovrebbe essere una benefica autocritica. E la loro autoglorificazione serve allo stesso scopo cioè a spostare verso il compiacimento le energie che invece dovrebbero essere usate per la ricerca dei comportamenti che non sono più compatibili con una società moderna immersa nella globalizzazione che comporta una competizione spietata tra i popoli. L’Europa avrebbe bisogno di una maggiore “nordificazione” delle nazioni del sud, altro che storie! Il timore, caso mai, è che invece quelle del nord si avviino a diventare sempre più levantine, sempre più attirate dalla tentazione di vincere la competizione ricorrendo ai soliti “trucchi furbeschi”, come facevamo noi Italiani al tempo della svalutazione della lira.

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Euterpe

Mer, 10/04/2013 - 18:32

@oneiros-trovo le sue argomentazioni riduttive ed anche venate di provincialismo,qui non si tratta di campanilismo allargato,le problematiche sono più ampie e di diversa, ben più pericolosa e dannosa natura.

tzilighelta

Mer, 10/04/2013 - 18:41

Mah! Per me è solo aria fritta, l'europa ancora si deve fare, il processo è lungo e non è ancora finito, manco a dirlo è pure pieno di pericoli, la moneta unica è solo uno step, ma che significa che il cuore dell'Europa è in Svizzera? Io sapevo che in svizzera ci portano i soldi gli evasori o comunque quelli che di soldi ne fanno tanti, che facciamo gli dichiariamo guerra? E poi non ho capito che vuol dire "L'Europa non esiste perché non fronteggia unita l'immigrazione e non affronta le sfide mondiali come una sola Grande Potenza" che dobbiamo fare un blocco navale con missili acqua acqua e affondare tutti i barconi, o forse Veneziani intendeva dire aiutiamoli in casa loro, bo! Non siamo un grande potenza? Che scoperta, lo credo bene non siamo uniti! Veneziani però rileva che i leader di un tempo erano più autorevoli, questa volta ci ha preso in pieno, per esempio rimanendo in casa nostra il leader più autorevole protagonista degli ultimi venti anni, in Europa e resto del mondo è considerato "impresentabile" per niente europeista, si chiama S.B. è di casa in Svizzera e con gli immigrati di sesso femminile ci va d'amore e d'accordo! Non dico niente sulle radici cristiane, i simboli sono importanti ma di fregature ne abbiamo già preso abbastanza!

km_fbi

Mer, 10/04/2013 - 18:50

Queste verità inconfutabili dovrebbero essere oggetto di studio al parlamento europeo, perché questo parta da esse per cercare e trovare, se possibile,degli antidoti efficaci e rapidi che riconducano all'obbiettivo ormai perso di vista: l'Europa unita. Se antidoti non si trovano, allora si proclami il "Liberi tutti" e si smetta di vessare ignobilmente chi, per mille ragioni, ha una storia diversa e non riesce a stare al passo di chi è solo più fortunato, non più intelligente!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 10/04/2013 - 19:05

A proposito di ONEIROS, giusto per farmi una idea precisa e tecnica dei "meridionali", vorrei capire se fanno del "vittimismo" o " dell' "autocompiacimento", considerata la contraddizione in termini che si elidono. Questa tesi interessante mi richiama alla mente gli studi di Richard Lynn, ottuagenario docente emerito di psicologia all' università dell' Ulster a Coleraine, in Irlanda del Nord,che stigmatizzava la sottointelligenza dei meridionali. Bravo ONEIROS, ci illumini per favore, Le che può e si vede che ha studiato.

gi.lit

Mer, 10/04/2013 - 19:11

Oneiros. Veneziani ha detto quello che pensa la maggior parte degli italiani da Nord a Sud. Si tratta di una critica molto condivisibile su come è stata concepita l'Unione Europea, un inutile, dannoso e costoso baraccone condizionato dai poteri forti e dalle sinistre. Pertanto, dire che le considerazioni dell'articolista sono ispirate dal vittimismo di marca terrona riecheggia la solita solfa padana fatta di pregiudizi. E intanto l'euro (la cui introduzione nel nostro Paese porta la firma del padano Prodi) continua a distruggere la nostra economia. Saluti.

un saluto romano

Mer, 10/04/2013 - 19:18

Tutto questo grazie a quei nostri (poco) signori che, per loro interessi privati, (poi parlano del conflitto di interessi di Berlusconi), hanno accettato condizioni capestro per nazioni come la nostra. Su questo devo dare ragione a Grillo, dovremmo battere i pugni per imporci o altrimenti meglio uscirne. Dovremmo proprio fare un referendum per vedere quanti Italiani vogliono ancora sottostare alla Merkel e ai suoi magnacrauti.

fisis

Mer, 10/04/2013 - 19:50

Ma perche "buttarla" sempre, come fanno alcuni commentatori, es. oneiros, sull'antimeridionalismo? A parte il fatto che il discorso di Archimede (ma potrei anche citare Pitagora e in generale la Magna Grecia, culla di civiltà) è del tutto vero, non sarebbe il caso che noi italiani recuperassimo un po' di sano patriottismo e diventassimo in pochino più consci della nostra storia e della nostra cultura? e la finisssimo con questa ridicola esterofilia? Veneziani ha del tutto ragione: questa Europa germanacentrica, senza radici, antidemocratica e iperburocratica è da buttare alle ortiche e da ricostruire ab imis.

vince50

Mer, 10/04/2013 - 20:45

E proprio tutta la fascia mediterranea pagherà amaramente questa follia chiamata Europa.Non ne sono responsabili i popoli in quanto mai interpellati in merito,ma tutti i politicanti"mediterranei" quantomeno incapaci per non dire altro.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 10/04/2013 - 22:19

Fa bene Veneziani a esibire il "campanilismo mediterraneo"! Anzi, se permettete, io ci metto il "campanilismo siciliano" e faccio l'apologia della mia Sicilia al tempo del più grande sovrano europeo, cioè Federico II di Svevia, italiano (per caso ma non troppo) di nascita e di morte. La Sicilia della pacifica convivenza tra cristiani e "infedeli" (perchè era la cultura di una classe scelta e superiore a prevalere); la Sicilia dell'architettura Arabo-Normanna; la Sicilia della Scuola poetica e della nascita della letteratura italiana; la Sicilia dell'aristotelismo di Averroè che poi va verso S. Tommaso d'Aquino. La morale? Solo un'Europa culturale e ha senso di esistere! Un'Europa serena e cosmopolita e non avvilita e multietnica!

laura-clara man...

Mer, 10/04/2013 - 23:37

Caro Veneziani, è proprio così!!! Concordo e sottoscrivo. No, non è proprio questa l'Europa nella quale avevamo creduto e sperato.Anche e soprattutto perché "questa" Europa è stata fatta contro il cristianesimo, e specialmente contro la Chiesa Cattolica; perciò è un'Europa contro la sua storia, contro la sua realtà e contro natura.

Ritratto di antonio spina

antonio spina

Gio, 11/04/2013 - 09:57

Più chiaro di così ?

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 11/04/2013 - 12:08

Io non so cosa sia l' Europa unita, ma nemmeno so cos' altro sia l' Europa, oltre un continente, una semplice espressione geografica. Qualunque cosa se ne voglia dire, io percepisco soltanto pezzi di meccano accozzati col collante della moneta comune. Le manca il cuore, ci manca il cuore, ci manca il destino; le manca il sistema sanguigno e mancano a noi per i quali si decise l' europeismo, come una nazionalità comune ma adottiva. Ma scopriamo ogni giorno che questa non va decisa, ci portiamo stretti milioni di cuori distinti e, forse, noi italiani non abbiamo ancora accettato l' idea di avere un' unica madre. Noi italiani siamo nord, centro, sud; siamo regione, città, siamo quartieri, siamo perfino condomini. Siamo destra e siamo sinistra: gli orizzonti relativi. Nessuno è più lontano dall' Europa come un italiano vergognoso, rissoso, mafioso, parente povero, autolesionista e mai autocritico. Siamo l' io e il tu esasperati: e se ci scopriamo venduti, invasi, traditi, siamo pronti solo a polemizzare sull' identità del nemico. Siamo il Bengodi dei chiacchieroni e dei pseudoeuropeisti egemoni. Sì lontani, sì capponi che si beccano a sangue tra loro mentre i renzi ci portano al macello. E noi ci andiamo litigando.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 11/04/2013 - 13:07

Che al nord vivessero ancora sugli alberi quando al sud edificavano acquedotti, scoprivano teoremi matematici e specchi ustori e strade - è - come ben dice ONEIROS - argomento grossolano e ritrito, oltre che storicamente sbagliato, Si sa bene, infatti, che gli alberi li hanno inventati proprio a nord.

peter46

Gio, 11/04/2013 - 14:36

Egr commentatori(escluso ONEIROS) non Vi sembra di perdere il tempo con chi "vive ancora nella jungla e non sa che la guerra è finita"?...."""il "giapponese" scrive:caro Veneziani con molta probabilità non pubblicherai questo mio commento....Le ricordo che il sito è de "il Giornale",che Veneziani scrive per "il Giornale" e dovrebbe,al massimo,essere "il Giornale"a non pubblicare il commento o,più precisamente il 'sistema computerizzato' del giornale.Figuriamoci se il Veneziani potesse 'interloquire' con uno dei tanti ........che commentiamo(...ntiamo)su questo sito.E quali referenze ha Lei nel pretenderLo(data la sfida)?Sveglia...non ci assumerà nessuno come 'giornalisti' o 'opinionisti'.

MALENNIO

Gio, 11/04/2013 - 16:03

Carissimo Marcello,chi fa differenze fra Italiani del Sud e Itliani del nord,auspicando anche la nordificazione delle popolazioni meridionali,certifica che già in Italia non siamo uniti: come si può ,in queste condizioni,sentirsi uniti in Europa ?

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Gio, 11/04/2013 - 19:24

Veneziani, ma che dice? Vuol mettere Thatcher, Kohl, Mitterrand e Craxi con Barroso, Van Rompuy, Rehn e Ashton? Ma pensi, questi ultimi sono talmente autorevoli che non hanno avuto neanche bisogno di passare per quelle noiose formalità che si chiamano elezioni...

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Gio, 11/04/2013 - 22:02

L'Europa di oggi è solo asservita a multinazionali, banche e borsa. I diritti dei popoli sono calpestati quotidianamente

gi.lit

Gio, 11/04/2013 - 22:49

Malennio. Peggio ancora, come ho già scritto altre volte, mentre continua l'invasione terzomondista - che se non verrà fermata ci porterà alla catastrofe - sudisti e nordisti facciamo come i manzoniani polli di Renzo. Ma a parlare di secessione e a farsi venire la puzza al naso sono soprattutto i nordisti, non le pare? Saluti.