L'immortale distrutto dai pm e ucciso dall'Italia dell'odio

È stata la prima vittima di un processo politico. Oggi i forcaioli non lo lasciano in pace neppure nel giorno nella scomparsa

Un primo piano di Giulio Andreotti

Giulio Andreotti è morto due volte: una biologicamente ieri, 6 maggio 2013; l'altra, moralmente e politicamente, vent'anni fa il 27 marzo 1993. Fu allora infatti che una azione violenta lo travolse mascherando da regolare indagine giudiziaria una contrapposizione etica e ideologica. Andreotti è il simbolo dell'Italia che non trova pace e verità neanche nel giorno della scomparsa di un uomo di 94 anni. Sono di ieri sera le accuse vergognose di quella parte di Paese che ha approfittato della sua morte per colpirlo ancora, per rilanciare pettegolezzi infamanti, frutto di una perversione fanatica paragonabile a quella che negli stessi giorni del 1993 sconvolgeva l'Algeria. Accosto due situazioni così lontane, di entrambe le quali fui testimone attivo, perché nel 1994, presidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, vennero a trovarmi l'ambasciatore e alcuni esponenti politici «laici» dell'Algeria mostrandomi fotografie raccapriccianti di violenze e stragi con madri e bambini uccisi con efferata crudeltà, teste e arti mozzi, sventramenti: uno scenario di guerra. Non mi risultavano conflitti in Algeria e chiesi ragioni di tanta violenza. Mi fu spiegato che si trattava di un «regolamento dei conti» fra musulmani e musulmani, tra fanatici religiosi e osservanti moderati ancora legati alla tolleranza derivata dagli anni dell'occupazione francese.

La matrice della violenza era chiara. Dopo l'indipendenza il ripristino delle tradizioni aveva determinato una riabilitazione religiosa attraverso alcuni maestri inviati dall'Iran a insegnare le leggi del Corano nelle Madraze. I bambini educati in quelle scuole a una concezione religiosa integra e pura sarebbero diventati, una volta adulti, titolari di un rigore e delle conseguenti azioni punitive contro i non abbastanza osservanti. Perché faccio questo parallelo? Perché, gli anni della contestazione studentesca, a partire dal 1968, e ancor prima con la denuncia delle «trame» del Palazzo da parte di Pier Paolo Pasolini, avevano fatto crescere una generazione convinta di dover cambiare il mondo e di dover abbattere i santuari, fra i quali la Democrazia cristiana e i suoi inossidabili esponenti. Da questo clima derivò, ovviamente, l'assassinio di Aldo Moro (ma già allora l'obbiettivo doveva essere il meglio protetto Andreotti) attraverso un vero e proprio processo alla Democrazia cristiana da parte delle Brigate Rosse. Forme estreme, violente, ma radicate nella convinzione che il potere politico fosse dietro qualunque misfatto: stragi di Stato, mafia, servizi segreti, P2. Con la P2, colossale invenzione di un magistrato, senza un solo condannato (sarebbe stato difficile, essendovi fra gli iscritti, il generale Dalla Chiesa, Roberto Gervaso, Maurizio Costanzo, Alighiero Noschese, per le comiche finali), cominciò l'interventismo giudiziario, per riconoscere i metodi del quale dovrebbe essere letta nelle scuole la sentenza di Cassazione che proscioglie tutti gli imputati dall'accusa di associazione segreta e da ogni altra responsabilità penalmente rilevante.
L'inchiesta fu così rumorosa che ancora oggi «piduista» è ritenuta un'ingiuria. E, con tangentopoli e la fine di Craxi, arrivò anche il momento di Andreotti, che non poteva essere colpito per corruzione o per finanziamenti illeciti.

Così, con perfetto coordinamento, l'azione partì da Palermo. Andreotti, come avviene nelle rivoluzioni, fu accusato di tutto: di associazione mafiosa e di assassinio. Quelle accuse che ieri hanno imperversato per tutta la giornata: internet e soprattutto i social network hanno vomitato odio ripescando le storie di quegli anni senza possibilità di contraddittorio e dando per verità assodate le congetture dei magistrati. Giornali come il Fatto Quotidiano, rappresentanti dell'Italia giustiziera, hanno parlato del processo distorcendo la verità. Fa ridere che si parli tanto di pacificazione politica per gli ultimi vent'anni quando Andreotti è vittima persino da morto del contrario della pace, cioè dell'odio.

Quello di Palermo non era un processo letterario, non era un processo alla storia, ma un vero e proprio processo penale. Quello che non era cambiato era Caselli, il pubblico ministero, che, come tutti noi, da studente all'università, da militante di partito, aveva sempre visto Andreotti come Belzebù, come il «grande vecchio», e non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di poterlo processare veramente, da magistrato.

La mafia voleva far pagare ad Andreotti la indisponibilità di intercorsa trattativa dopo anni, per tutti i partiti, di implicazioni e di sostegni elettorali. Ma perché solo ad Andreotti e non ai tanti altri rappresentanti politici? Il processo allo Stato doveva essere esemplare, non diversamente da quello rivoluzionario che portò alla morte di Moro. Ma questa volta non erano le Brigate Rosse, era un vero e proprio tribunale della Repubblica con pubblici ministeri e giudici veri. E di cosa dibattevano come prova regina? Del bacio tra Andreotti e Riina a casa di uno dei Salvo. Intanto, tutto appariva a me irrituale e irregolare. Ogni giorno, con pochissimi altri (uno dei quali il coraggioso Lino Iannuzzi), notavo incongruenze e contraddizioni.

Perché Andreotti doveva essere processato a Palermo come capo corrente di un partito quando tutta l'attività politica si era svolta a Roma e il suo collegio elettorale era stato in Ciociaria? Dopo essere stato bruciato dal Parlamento come presidente della Repubblica, fu indagato dalla magistratura a Perugia per l'omicidio Pecorelli e a Palermo per associazione mafiosa. Per dieci anni si difese, essendo di fatto degradato da deputato a imputato, e perdendo ogni ruolo politico. In quegli anni fu abbandonato da tutti che erano certi, indipendentemente dalla colpa, della sua condanna. Ma la condanna è il processo stesso. Andreotti era diventato un appestato, non meritevole di alcuna continuità intellettuale o politica. Andreotti era il «Male». In certi momenti, quando smontavo nella mia trasmissione «Sgarbi quotidiani» alcune ridicole accuse care a Caselli, come quella di essersi recato in visita a un mafioso, a Terrasini, alla guida di una Panda (lui che probabilmente non aveva patente), mi sembrava che ogni limite fosse superato, e pure il senso del ridicolo. Ma mi sbagliavo: tutto era maledettamente vero.

Alla fine fu assolto. Ma la formula non poteva essere più ambigua per non penalizzare il suo accusatore. Così si inventò che i reati contestati a Andreotti fino al 1980 erano prescritti, e lui risultava assolto soltanto per quelli che gli erano stato attribuiti dall'80 al '92. Una assoluzione salomonica per non sconfessare il grande accusatore. Ma ingiusta e insensata. Perché ciò che è prescritto non può essere considerato reato, in assenza di quella verità giudiziaria che si definisce soltanto con il dibattimento che, a evidenza, a reati prescritti, non vi fu. E intanto Andreotti assolto, con riserva, era già morto. E oggi nel coro di quelli che lo rimpiangono e lo onorano mancano le scuse e il pentimento di quelli che lo avevano accusato fantasiosamente e ingiustamente in nome della lotta politica. Quindi non della giustizia.

Commenti
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mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 08:30

fu odiato perchè impedì i comunisti di prendere potere, e questo per il bene del paese: meglio essere liberi ed imperfetti, piuttosto che essere perfetti e non liberi. ed i comunisti erano perfetti per vivere male. l'hanno presa male con andreotti, e si vede :-)

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 08:38

se si potesse ritornare a 40-50 anni prima, senza alcun dubbio avrei preferito andreotti piuttosto che i mafiosi!

nalegior63

Mar, 07/05/2013 - 08:42

L ODIO DEI sInIsTrI e pari solo alla loro IGNORANZA della REALTA...STALIN MASSACRO PIU DI TUTTI...IL komunismo E IL CANCRO IDEOLOGICO PEGGIORE CHE SIA MAI ESISTITO ancor peggio del NAZISMO e sbagliare e umano ma perseverare e diabolico,nel caso di chi persevera a votare sInIsTrA e semplicemente BANANAS o MASOCHISTA

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caputese

Mar, 07/05/2013 - 08:43

Non è stato proprio un processo politico in quanto qualcosa prima del 1980 (se non sbaglio) c'era ma poi è stato prescritto..

egi

Mar, 07/05/2013 - 08:47

Sappiamo tutti chi furono i mandanti PCI da Violante a Caselli e company, purtroppo questo sistema continua a fare vittime, gli affiliati cresciuti nella eversione anno 68 ora occupano posti chiave nelle istituzioni, con odio verso tutti coloro che ostacolano il progetto pazzo della sinistra estrema, continuano a fomentare odio.

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Chichi

Mar, 07/05/2013 - 09:09

Non riesco a trattenermi dall’allargare la riflessione al governo appena nato. Attenti alla nuova dizione magica: “Pacificazione”. Si aggiunge alla serie delle menate quali:“fedeltà alla Costituzione”, “scelte largamente condivise”, “lo chiede la società civile”… è in bocca a tutta la sinistra. L’hanno scippata a Berlusconi e come al solito, – chiedo venia ai moderatori del sito: so di ripetermi, ma solo perché è sempre lo stesso schema che si ripete, in ogni campo, da molti decenni – nel loro vocabolario parallelo, significa: “noi vi pestiamo e facciamo a pezzi i vostri uomini più validi. Quando abbiamo finito, ci stringiamo la mano e… amici più di prima”. Occhio! A forza di “pacificazione”, nel governo di “larghe intese”, la gamma delle intese diventa sempre più stratta, fino ad annullarsi. Poi resteranno i “sì, signore”. Come li chiamava Stalin? “Utili...” che cosa?

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Chichi

Mar, 07/05/2013 - 09:10

La memoria degli elefanti è poca cosa, confrontata col furore vendicativo del pachiderma giurassico della politica, che sopravvive in Italia. E la schiaccia. E rende vani i suoi sforzi e l’enorme dispendio di energie per diventare una nazione normale. Pensate a Craxi. Ora è giunta all’epilogo la vicenda di Andreotti e il tribunale popolar manettaro, con tutto rispetto, manco a dirlo, per le sentenze della Cassazione, costruisce alacremente la sua damnatio memoriae . Berlusconi è già da tempo “in treatment” tra le zanne del mutante infetto dal virus dell’odio bolscevico. Questo anche grazie alla reticenza di tanti benpensanti e a integerrimi (!?) magistrati, i quali applicano la presunzione “fino a prova contraria”, sancita dalla Costituzione, non alla innocenza, ma alla colpevolezza dei loro nemici (sic) politici.

Ritratto di Chichi

Chichi

Mar, 07/05/2013 - 09:11

“Parce sepolto” non è certo il motto dei professionisti dell’odio politico. Giulio Andreotti, processato, davanti alla stampa di tutto il pianeta (mi riferisco all’ultimo processo in particolare, ma anche i precedenti brillano soprattutto per la fumosità ed elasticità di certe pseudo fattispecie di reato), con l’accusa più infamante: mandante dell’omicidio di un giornalista. Accusatore, un mafioso già condannato per molteplici omicidi. La Cassazione ha fatto carta straccia delle sentenze avverse di primo e secondo grado. Non ha potuto evitare, né eliminare, il processo e la condanna popolar manettara di stampo bolscevico fomentata dai media dello stesso stampo. Le sinistre dei “compagni che sbagliano” e degli avversari “delinquenti” l’hanno costantemente reiterata. Il fatto che Andreotti è andato davanti al Giudice Supremo, giusto e misericordioso, ha solo rinvigorito la virulenza di quell’odio mortale. Basta leggere i commenti di queste ore sulla sua scomparsa.

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gabriellatrasmondi

Mar, 07/05/2013 - 09:12

Non ci credo ancora... sembrava immortale. Ultimo grande statista ma VERAMENTE!!! Altro che questi quaqquaraqquà!

pastrito

Mar, 07/05/2013 - 09:15

La sentenza parla di rapporti con mafiosi di spicco almeno fino al 1980. Evidentemente in Italia queste cose vengono ancora ritenute un pregio e meritevoli di essere premiate....

Giacinto49

Mar, 07/05/2013 - 09:17

Illuminante sarebbe il parere della rossa Boccassini ma non mi sembra di aver ascoltato commenti da parte sua. Distrazione, dimenticanza o vergogna??

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TizianoDaMilano

Mar, 07/05/2013 - 09:23

Caselli. È lui l'assassino! Con dietro un'orda di vigliacchi complici, gli stessi che hanno ucciso Moro e Craxi, gli stessi che ci ritroviamo a coprire le più alte cariche dello stato.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mar, 07/05/2013 - 09:27

Ai comunisti, nonostante il braccio armato della loro magistratura, rappresentato da Gian Carlo Caselli, non è riuscito far fuori Giulio Andreotti. Il loro nemico numero uno. Si sono dovuti accontentare, come bene spiega Sgarbi, soltanto di averlo vituperarlo ed insultato con una sentenza ripugnante, fabbricata ad arte solo per non smerdare totalmente il loro killer camuffato sotto la toga. Con la bava alla bocca, per l'ennesimo tentativo andato a vuoto, dopo quello più sanguinario operato dalle loro Brigate Rosse, non potevano esimersi dal ricominciare la guerra al nuovo nemico, Silvio Berlusconi, che gli si è parato improvvisamente di fronte a sbarrare la strada verso il potere. Per i comunisti è stata una nuova chiamata generale alle armi che, nonostante le numerose sconfitte accumulate nel corso di circa un ventennio, non si è fermata neanche nel giorno della morte di Giulio Andreotti. Proprio ieri, infatti, la Cassazione ha deciso che i processi ancora in corso nei confronti di Silvio Berlusconi debbono restare a Milano, la sede storica della togata sovversione rossa. Rossa come il sangue che i comunisti non si sono ancora rassegnati a far scorrere.

robytopy

Mar, 07/05/2013 - 09:39

ipocrisia politica italiana: -prima della morte farabutti, dopo, tutti diventano Santi.

maxvinella

Mar, 07/05/2013 - 10:00

Tutti giudici. Troppi giudici parziali.

elalca

Mar, 07/05/2013 - 10:13

quando il leone è morente anche il somaro gli tira una pedata. qui è peggio, il leone è morto e gli asini (ingroia, giggino u fituso, la pentastellata e tutta quella serqua di cialtroni che sono approdati in politica a calci nel culo e non per meriti) colpiscono il cadavere perchè sanno che non può più fare nulla. che schifo di persone, al pari di quei biechi individui come casella e violante che istruirono il processo politico contro Andreotti. Il Presidente andreotti resterà nella storia mentre per i sopraccitati 2 inetti e la loro corte di nani e ballerine ci saranno due righe su qualche libercolo scritto ed editato da un somaro trinariciuto.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Mar, 07/05/2013 - 10:56

ma lo aggiornate il vostro vocabolario ogni tanto? Esistono anche altri termini che non siano "odio, shock, smascherare"...

Ritratto di pravda99

pravda99

Mar, 07/05/2013 - 11:04

Penso che allo smemorato Sgarbi possa bastare un nome per smontare il suo articolo delirante: "Salvo Lima". P.S. Salvo Lima sta a Giulio Andreotti come Marcello Dell'Utri sta a Silvio Berlusconi.

zccprb

Mar, 07/05/2013 - 11:07

Ho letto : "Qualcosa c'era, ma poi è stato archiviato" ma questi comunisti come fanno a sapere tutto ciò che non si trova. I giudici affiliati a MAGISTRATURA DEMOCRATICA imbastiscono processi solo per rovistare in tutti i cassetto con la speranza di trovare delle prove a carico dei loro nemici politici. Da dove erano quando il KGB finanziava il PCI per fargli prendere il potere ? Eppure essendo di parte sapevano e c'erano le prove

Ivano66

Mar, 07/05/2013 - 11:08

I fatti: 28 dicembre 2004: la Cassazione conferma la sentenza di assoluzione nel processo per mafia: la sentenza di Palermo diviene così definitiva. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l'assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in poi. I magistrati annotano che è dubbio il ruolo di Andreotti per i rapporti con Cosa Nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo: ma la questione non può essere approfondita dato che i fatti sono coperti da prescrizione. (Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/AjL1K). Vedere anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 11:17

PRAVDA99 ritorna a leggere topolino :-) stai facendo paragoni sballati: li avrà scritti travaglio o santoro, oppure scalfari... gente che non capisce 'na sega e te le prendi per verità assoluta :-)

ilfatto

Mar, 07/05/2013 - 11:20

sgarbi si legga le motivazioni della sentenza poi ne riparliamo e già che ci siamo nella discussione ci mettiamo i cugini salvo e un certo sindona senza dimenticarci un certo gelli o un Ciancimino ha proprio ragione Severgnini "gli italiani hanno la memoria di un pesce rosso...2 secondi"!!!

marianco

Mar, 07/05/2013 - 11:46

La faziosità di Sgarbi e dei commentatori fascistoidi di questo articolo provocano esclusivamente una cosa. Ribrezzo !!! P.S. Bisognerebbe pure dire che l'ex sindaco di un comune sciolto per mafia dovrebbe avere la pudicizia di tacere !!!

21v3

Mar, 07/05/2013 - 11:48

"ucciso dall'Italia dell'odio" ahahah, 94 anni, pensa se non l'odiavano...

Manuela1

Mar, 07/05/2013 - 11:49

Pensavo che Sgarbi fosse un critico d'arte, invece adesso si cimenta anche nel riscrivere la storia a modo suo.

Pluto 2012

Mar, 07/05/2013 - 11:49

Dopo l'omicidio dell'Avv. Ambrosoli(omicidio per il quale è stato riconosciuto colpevole e condannato il noto Michele Sindona ), ricordo che fu chiesto ad Andreotti di dire la sua sul perchè di quell'omicidio. Sapete cosa rispose il Senatore a vita? "SE L'ANDAVA CERCANDO"(Sic!)

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 11:55

ILFATTO hai detto pesce rosso, mica azzurro :-) i pesci rossi ... quindi comunisti. infatti de benedetti, tanto per fare esempi, sta facendo una strage di memorie, con le puntuali amnesie.... ed è quello che dice bene severgnini: memoria di un pesce rosso :-)

ilfatto

Mar, 07/05/2013 - 12:22

@mortimermouse...mi sono chiesto tante volte se lei c'era o ci faceva e ogni volta mi dicevo...no non può essere...e invece lei è! Più che mai mi convinco che il suffragio universale fu un gravissimo errore, non dico votare per censo ma servirebbe un test e nemmeno tanto complicato, basterebbe quello che facevano per l'ingresso alle scuole militari di base..ma chi lo sbaglia NON vota, non si può dare il diritto di voto a chi manca totalmente dell'ABC...cordialmente

Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Mar, 07/05/2013 - 12:22

Di fronte a tanto accanimento contro Andreotti e qualcun altro mi viene un dubbio:" Non è che per caso le Brigate Rosse o chi per esse, visto fallire miseramente l'attacco armato abbiano ripiegato sull'uso più tranquillo del divenire magistrati intoccabili per ottenere lo stesso scopo?" Se una cosa del genere fosse vera saremmo caduti nel più colossale imbroglio politico comunista nel mondo occidentale della storia.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 07/05/2013 - 12:28

Un cervello evidentemente sviluppato,non come i fantastron.i rossi , che in tutta la sua vita l hanno accusato delle piu grandi infamie.Ritorniamo al cervello e confrontiamolo con questi pseudoumani.Se fosse stato connesso alla mafia , posso solo dire aveva bisogno di baciare riina? Casomai riina doveva baciarlo non in bocca me nel ciulo.Aggiungo con una mafia ufficiale al governo ci saremmo risparmiati 70 anni di disgrazie, e non saremmo a questo punto.´D´altronde Andreotti sta come Berlusconi ; odiati e vilipesi ma molto generosi con questi parassiti , perche democratici , non come il bersanov che per odio manda la nazione alla malora solo per non cercare un compromesso per il bene del paese. Prego pubb

robiking

Mar, 07/05/2013 - 12:30

... e la storia si ripete con Berlusconi, certo errori ne ha fatti anche lui, ma errare e' umano per tutti, ma questo non puo' rappresentare un'accanimento cosi mostruoso verso i "vivi" e i "morti". Solo l'ideologia cosi' forzata verso il Nemico dei COMUNISTI, mascherati oggi col nome di "sinistrosi" puo' perpetrare un odio colossale come continua ad esserci in questi tempi. Chissa' se con la fine natural/biologica dei sessantottini e purtroppo per tantissimi loro discendenti o studenti attuali, mal indottrinati, si riuscira' ad avere un confronto veramente costruttivo e positivo per il futuro del nostro Paese.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 07/05/2013 - 12:39

Trovo eccessivo demonizzare Giulio Andreotti come s'è fatto nella prima Repubblica, ma trovo altrettanto sbagliato tentare di riabilitarlo riducendo la sua vicenda giudiziaria a "processi politici mascherati" imbastiti da "magistrati rossi" forcaioli. Le collusioni mafiose c'erano, specie giù in Sicilia, questo appare evidente. Certo, Andreotti può essere stato il capro espiatorio (peraltro impunito) di una classe politica che governava grazie al clientelismo e all'assistenzialismo e anche - inevitabile in certe zone - al serbatoio elettorale della criminalità organizzata. Nella prima Repubblica l'Italia è cresciuta molto, anche economicamente, ma a prezzo di un sistema di potere corrotto che ha gettato le basi dell'enorme debito pubblico per il quale ora stiamo pagando le conseguenze. Ma processare Andreotti ha significato anche processare un certo tipo di cultura italiana. Stesso significato assume oggi processare Silvio Berlusconi. Allora come oggi le relative sentenze non possono non avere un significato politico.

ademar

Mar, 07/05/2013 - 12:48

A quanti esaltano Andreotti come nemico del comunismo, ricordo che fu primo ministro nel PRIMO GOVERNO NATO DAL COMPROMESSO STORICO TRA DC E PCI! Fu senz'altro un grande politico, ma non un uomo dai/dei grandi ideali!

Ritratto di pravda99

pravda99

Mar, 07/05/2013 - 12:53

mortimermouse - Gia', dimenticavo, la Mafia non esiste e Salvo Lima l'hanno fatto fuori perche' aveva rubato le caramelle a un bambino...Ci dica, lei a quale cosca e’ affiliato?

Ritratto di Chichi

Chichi

Mar, 07/05/2013 - 12:58

@tutti i commentatoti presenti – Qualcuno può aiutarmi? C’è traccia di quel giovanotto, meritoriamente certo della propria infallibilità di giudizio, che redarguì pubblicamente Giovanni Paolo II°, per aver stretto la mano a Andreotti, ormai, annoverato, “oltre ogni ragionevole dubbio”, tra i mandanti di omicidi? Sono certo che sarà stato adeguatamente premiato per il suo gesto di coraggio nel difendere la verità. Se sapete aggiornatemi. Grazie.

nonna.mi

Mar, 07/05/2013 - 13:15

Alle volte seguo la trasmissione della Gruber se l'intervistato è di mio gradimento: ieri sera sono riuscita a vedere e a sentire per pochissimo tempo il Direttore di Repubblica perchè la sua saccente e arrogante idea su Andreotti, mi ha veramente disgustata! l'unica cosa positiva che ha detto su questo Politico che senz'altro lascerà un segno nella Storia d'Italia, è che lui,Ezio Mauro, ritiene positivo che per seguire il proprio decennale Processo abbia sospeso la sua attività politica così a lungo. Ora capisco:speravano di far fuori dall'attività operativa italiana anche Berlusconi per un decennio con ogni tipo di accuse a lui riservate...e ancora sperano di riuscirci, magari con Rubi o altre accuse varie. La Boccassini è pronta col suo astio viscerale troppo a lungo compresso. Myriam

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 13:24

ILFATTO stai facendo una notevole strambata mentale :-) che ti succede? per caso ti pizzica il culo che andreotti e berlusconi sono stati assolti? :-) ti pizzica eh....

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 13:25

PRAVDA99 la invito a rileggere meglio i fatti da lei citati. meglio ancora, la invito a rileggere meglio le carte processuali, magari affiancato da un esperto giurista... da solo potrebbe perdere la trebisonda :-) comunque il tuo deragliamento logico è notevole...

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 13:28

CHICHI, ti suggerisco di rimanere nel dubbio: la verità potrebbe farti del male. e di solito a proteggere la verità sono le cortine di bugie stese intorno, e le bugie le dicono i comunisti.... :-)

ilfatto

Mar, 07/05/2013 - 13:39

@mortimermouse...come appunto dicevo.... cordialmente

Roberto Casnati

Mar, 07/05/2013 - 13:44

L'odio, come l'amore, come ogni altro sentimento sono fuori dalla sfera del razionale, di conseguenza devono essere banditi dalla gestione del pubblico. Andreotti fu grande anche in questo: bandì i sentimenti dalla vita pubblica e fu il politico perfetto, accusato di , cinismo solo perchè non praticava l'italiota stupido "sport" sentimentale; non s'è mai visto con "la mano sul cuore" (ceme quei fessi della Lega), non s'è mai visto con il "saluto romano" (come quei fessi fscisti), non s'è mai visto con il pugno chiuso (come quei fessi komunisti), Andreotti, se ci fate caso, quando sedeva, non accavallava mai le gambe, prima di tutto perché aveva ricevuto un'ottima educazione, e, poi, perchè era un atteggiamento troppo "american". Probabilmente Andreotti aveva letto e riletto "Il Principe" di Macchiavelli e lo aveva fatto suo; razionale, tagliente come un rasoio, pragmatico, scaltro, coltissimo, opportunista quanto basta, fermo nei suoi propositi ben dissimulati, insomma il perfetto politico odiato come si odia il peccato che s'è commesso del quale, però, non ci si pente mai. I poveri meschini suoi detrattori sono tali solo perché non sono stati capaci di batterlo, solo perchè non hanno mai voluto, o potuto, imparare dalla sua lezione magistrale: in politica non c'è sentiemento, c'è solo la politica.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 13:58

ILFATTO tutto qui quello che sai dire? cioè un oceano di insulti su berlusconi, fiumi di parole per insultare sempre berlusconi, poi, al primo intoppo, alla prima cilecca, al primo che ti stoppa, 2 parole e via ti ritiri: sei un fifone, un cagasotto :-)

libero46

Mar, 07/05/2013 - 13:58

Anche verso Andreotti alcun magistrati non hanno usato i guanti o adattato le precauzioni o agevolazioni riservate ad altri "possibili rei" di colpe mai provate o solo frutto di "...dacci sotto... non è dei nostri!!!" - Per me Andreotti è un grande, ce ne fossero almeno un paio nel nostro Parlamento con le sue capacità... grazie Giulio!

ilfatto

Mar, 07/05/2013 - 14:09

@mortimermouse...so che non arriva nemmeno qui..ma mai mi metterò al suo livello, è inutile che ci prova..polpastrelli sprecati

viento2

Mar, 07/05/2013 - 14:22

pravda99-e penati stà a bersani dove stanno i 119 milioni dell'autostrada

Ritratto di scriba

scriba

Mar, 07/05/2013 - 14:22

TITO INVECE E' AMATO. La sinistra ha talmente tanti impresentabili stipati nella galleria degli orrori e degli orribili che, per fare torto solo alla Ragione, li ama tutti indistintamente e li porta come santini nel portafoglio rosso. Tito l'erore delle foibe, stalin l' eroe sterminatore di ebrei e di non pochi italiani, castro il cubano ecc. Li ama tutti forse perchè ci si specchia e ci si vede degnamente rappresentata.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 07/05/2013 - 14:29

ILFATTO su questo ti dò ragione, con gente come te, manco sto a venirti appresso. forse tu puoi venirmi appresso, ma tu sei quello che chiagne e fotte, e sinceramente mi rompe le scatole...

mariolino50

Mar, 07/05/2013 - 14:52

Roberto Casnati Ha fatto un'ottima analisi del politico Andreotti, ma mentre l'amore non è un sentimento razionale, l'odio lo è, molte azioni anche politiche vengono basate su quello, fortifica anche la volontà di arrivare, sempre che sia controllato, come la vendetta è un piatto che và gustato freddo.

pastrito

Mar, 07/05/2013 - 15:42

si mortimermouse tutti quelli che odiano Andreotti sono comunisti mangia bambini, e tutti i magistrati che accusano i politici sono comunisti mangia bambini e leggono Travaglio, ceeerto!! Spiegacele tu le sentenze, per favore

wotan58

Mar, 07/05/2013 - 16:00

Solo la storia potrà dare un giudizio. Sulle vicende giudiziarie non mi posso pronunciare perché non so, so, e lo so perché lo vivo, che in più o meno tutto il paese, la politica è collusa con le organizzazioni criminali. Quindi, per favore, non mi parlate di politici vittime della magistratura. E vero il contrario, la Giustizia e la Magistratura sono vittime dei politici.

pgbassan

Mar, 07/05/2013 - 16:29

Eccellente articolo, Vittorio. Un quadro che rende giustizia ad Andreotti, e senza fanatismo. Molto evidente la piaga di certa giustizia italiota e certa parte politica basata sull'odio. Non ha mai pensato di continuare con "Sgarbi quotidiani"?

Otaner

Mar, 07/05/2013 - 16:39

Morire è vivere eternamente un premio per gli uomini buoni, pii è giusti, come lo è stato Giulio Andreotti. Egli, con Alcide de Gasperi riuscì a risollevare l'Italia dalle rovine delle Guerra. Non ho mai creduto alle accuse infamanti che gli furono rivolte da gente malvagia.

porthos

Mar, 07/05/2013 - 16:47

Andreotti, nel bene o nel male, è, e resterà per sempre, ANDREOTTI,un uomo, cioè, che nonostante tutto ha giganteggiato sulla mediocrità politica del parlamento e delle istituzioni italiche. Gli altri, quelli cioè che hanno usato contro di lui la magistratura come strumento per i loro scopi politici e settarii, incapaci di combatterlo apertamente sul terreno politico-istituzionale, sono e resteranno sempre delle NULLITA' INFINITE, che nessuno ricorderà e che non lasceranno sostanzialmente, alcuna traccia apprezzabile del loro "operato".

macchiapam

Mar, 07/05/2013 - 16:50

Accidenti, Sgarbi! Bravissimo.

biricc

Mar, 07/05/2013 - 17:07

Con Andreotti i magistrati sinistri volevano dimostrare che si può essere cattolici e mafiosi ma non ci sono riusciti. Napolitano spera che la storia dia ragione ai magistrati intanto però non si è accorto che la storia ha già condannato la sua ideologia comunista al pari di quella fascista.

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Mar, 07/05/2013 - 17:39

Ottimo Sgarbi. Molti autorevoli lettori commentano con la spocchia della conoscenza presunta dei fatti. Nella realtà le dinamiche di alcuni intrighi politici sono complesse e talmente deviate da false sollecitazioni da risultare incomprensibili. Teniamoci Andreotti per come era considerato in campo internazionale e evitiamo di alimentare chiacchere inutili. Distinti saluti. Roby

Ritratto di apasque

apasque

Mar, 07/05/2013 - 17:55

Sul Corriere.it c'è ancora il video dello scontro tra Cacciari e la Comi, a proposito dell'uscita di Ambrosoli durante la celebrazione di Andreotti. Mentre la Comi criticava Ambrosoli, il solito Cacciari sproloquiava insultandola perchè non conosceva la storia e gli intrighi di quei tempi. Ora, che ci fossero intrighi lo so benissimo, ma che Cacciari continui a condannare Andreotti come se non fosse stato assolto in tutti i gradi di giudizio, mi sembra il classico comportamento da sessantottino: c'erano intrighi, e quindi Andreotti é delinquente a prescindere. Che schifo, l'Italia non si riprenderà mai.

Ritratto di Baliano

Baliano

Mar, 07/05/2013 - 18:12

Sugli equilibri geopolitici, non si è dovuto e non si è potuto scherzare, Mai! Con tutte le ombre, i "misteri", le "collusioni" improbabili, ma possibili, una sola cosa è assolutamente certa: Meglio 10, mille Andreotti, che un solo generale dell'Armata Rossa alle frontiere d'Italia. La Storia ci ha dato ragione. -- I serpenti lasciateli aggrovigliare e schizzare veleno, è il loro mestiere. ----------

Ritratto di semovente

semovente

Mar, 07/05/2013 - 19:41

Non solo, ieri Striscia la notizia, nella persona di due comici, in questo caso veramente ineducati, lo ha anche canzonato. Veramente vergognoso.

Ivano66

Mar, 07/05/2013 - 20:19

apasque: Andreotti NON è stato assolto, ma precritto. Non conti balle.