Breve storia del sesso virtuale

Lo smartphone ha solo dato un mezzo nuovo a un uso antico. L'allupato cambia il pelo ma non il vizio

Non è mica vero che il sesso virtuale sia nato con lo smartphone o i suoi parenti stretti, dal video al tablet. E non è affatto vero che il sexting, ovvero il sesso a distanza tramite messaggio, sia stato lanciato dal candidato sindaco di New Pork, Anthony Weiner. Conobbi nell'infanzia, quando non esistevano ancora pc e telefonini, grandi amatori virtuali e campioni assidui del sexting. Tanti, al mio paese, passavano le serate dietro alle ragazze. Non era un modo di dire, andavano dietro per ore, si appostavano, le aspettavano quando entravano in negozio o dalla zia (da noi si diceva curiosamente «è sopra a nonna»,« è dentro a zia», per dire che era su dalla nonna o nella casa di sua zia). Poi, quando le prede uscivano, si rimettevano dietro a distanza di sicurezza. Senza far nulla, ma si sentivano fidanzati a distanza, tele-sposi per silenzio-assenso e assiduità stradale. A volte c'era il consenso tacito della ragazza o il suo timore di perdere la verginità per accanimento pedonale. I più impertinenti sussurravano al passaggio messaggi osé o allusivi, languidi, indecifrabili. L'eccitazione virtuale si faceva deflorazione virtuale. Non c'era differenza tra coito e cogito, era tutta una cosa mentale. Gli uomini di mondo, additando una ragazza conosciuta a una festa dicevano con occhio scafato e vissuto, «quella la tengo ballata» ed era come se l'avessero posseduta. Era tutto un sesso virtuale, allora. Lo smartphone ha solo dato un mezzo nuovo a un uso antico. L'allupato cambia il pelo ma non il vizio.

Commenti

Nadia Vouch

Mer, 14/08/2013 - 16:49

Non concordo. L'allupato romantico da Lei ben descritto, e mirabilmente rappresentato in film d'autore ambientati in alcuni luoghi d'Italia, non corrisponde all'allupato odierno. Primo, perché il marpione può celarsi dietro identità fittizia. Secondo, perché la preda ambita può essere anche minorenne, persino bambina. Terzo, perché non c'è un freno sociale dato dagli altri che ti vedono per quello che sei. Anzi, di solito c'è condivisione tra allupati. Triste. Che dolcezza invece quel poter immaginare, quella ingenua ipocrisia. oggi, persino l'ipocrisia è divenuta una matrigna arcigna. Vietato essere ingenui.

blues188

Mer, 14/08/2013 - 16:52

Quante terronate...

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 14/08/2013 - 17:06

Che mirabile armarcord! i percorsi, avanti e indietro, si misuravano e si contavano a "vasche", come in piscina; io non ero campione del mondo, ma avevo un allenamento formidabile, pronto a candidarmi alle eliminatorie. Facevamo "il fiato", facevamo gli indifferenti, ma lo sguardo fisso e timido dietro "una" era penetrante: chiedo perdono, ma, tra di noi maschietti irriverenti, la chiamavamo "la scopata oftalmica". Che peccati mortali!

ben39

Mer, 14/08/2013 - 17:26

Il segno dei tempi che corrono. Leggendo il Maccabeo della Sacra Bibbia si denota che gli ebrei si scandalizzavano delle pratica libertine ellenistiche, ereditate dai popolo del medio oriente da Allessandro Magno: I giochi olimpici si praticavano completamente da nudi... quindi da meravigliarsi al giorno d'oggi c'è poco se si conosce la storia, cambiano i mezzi ma i fini degli essere umani restano sempre gli stessi.

Nadia Vouch

Mer, 14/08/2013 - 17:30

Per #michele lamacchia. Sorrido. Mi viene in mente l'usanza, di moda tra le signore di secoli fa, di usare l'atropina, contenuta nella cosiddetta Atropa "belladonna" proprio per il motivo che la pupilla diveniva, dopo istillazione di alcune gocce, languida, come piaceva ai tipi come Casanova (per esempio). Pupille dilatate, pelle eburnea, sbuffi di cipria, finti nei e parrucche e profumi a profusione a coprire puzza e pulci. Ogni epoca ha i suoi canoni. I gusti non si discutono. Saluti.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 14/08/2013 - 18:08

Grazie dei saluti NADIA, bentornata! Si racconta che Napo, inviava dei corrieri per avvertire la moglie del suo arrivo, si che non si lavasse e odorasse di ...amore, al momento giusto.

GUGLIELMO.DONATONE

Mer, 14/08/2013 - 18:27

"blues188" - Ma perché le legge e, peggio ancora, le commenta? Se non ci è riuscito sin'oggi non sarà mai in grado di capire e apprezzare l'intelligente ironia di Veneziani. Buona serata.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 14/08/2013 - 20:25

I basilischi con la buonanima di Stefano Satta Flores, particolarissimo attore di grande fascino meridionale, che ti parlava con la mano sulla spalla, con un curiale atteggiamento della massima segretezza, mentre descriveva la lunghezza delle cosce, e poi più su, più su, lu piettu. A pera. Una vera religione. L'ascolto non poteva che essere il più devoto e serio come mai accadeva a scuola durante le lezioni. La Wertmuller è stata immaginifica con quel film. Più di quello dal titolo lungo con Giannini-Melato.

Gadget Kitsch

Mer, 14/08/2013 - 21:05

Se esprime un mondo da rimpiangere non so, ma è poesia.

janry 45

Mer, 14/08/2013 - 22:54

Ogni epoca ha la sua usanza,ieri si mettevano le gocce di belladonna negli occhi per sembrare più languide,oggi si mettono le lenti a contatto di svariati colori e ciglia finte per sembrare più provocanti.Ieri sbuffi di cipria, finti nei e finte parrucche, oggi finti seni finte labbra,finti zigomi e finti glutei,il tutto condito di deodoranti e profumi per nascondere corpi che per la maggior parte dei casi,al naturale, non farebbero alzare nemmeno il fumo di una sigaretta.Forse sarebbero state meglio avere una puzza di sottofondo e delle pulci come spettatori,non per latro ma almeno erano naturali.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Mer, 14/08/2013 - 23:08

Cambiano i mezzi, ma le tradizioni non si perdono. Certo, prima c'era più ingenuità e genuinità. Ma è inutile fare dietrologie. Tra trent'anni le generazioni di allora troveranno ridicoli i social network perchè loro useranno altri mezzi ancora

barretta gennaro

Gio, 15/08/2013 - 09:32

il sesso : tutti lo vogliano tutti lo fanno ma a tavola in famiglia resta comunque un tabu'

Paolo.

Gio, 15/08/2013 - 10:48

Grazie Veneziani del mirabile cucu' dove ci ricordi il "cardilio". Si chiamava infatti "cardiliare" l'andare a fare le "vasche" nel corso principale nella speranza di poterla vedere. La domenica succedeva dopo la messa delle 11, durante la quale ci si era scambiato qualche sguardo furtivo, subito represso.La mattina si andava al liceo sul percorso giusto per incontrarla. I piu' audaci poi andavano , non visti, nei pressi della abitazione dell'amata sicuri che dietro la finestra, nascosta, c'era lei. Mi e' venuta voglia di rileggere Brancati.

Agev

Gio, 15/08/2013 - 10:48

Egregio Veneziani ... buon ferragosto ... l'energia sessuale è di una potenza inimmaginabile .. se ben indirizzata conduce all' unità di mente/corpo/vita . Auguri e gioiosa giornata .Gaetano

rino biricchino

Gio, 15/08/2013 - 14:44

Veneziani vai in ferie

ROBERTSPIERRE

Gio, 15/08/2013 - 17:37

avendolo contraddetto diverse volte per altri articoli, stavolta invece devo farle i complimenti. Se mettesse lo stesso impegno nel trattare con oggettività argomenti politici (o meglio di ...criminalità politica), evitando di difendere gli indifendibili, la sua figura di giornalista e di pensatore ne guadagnerebbero sicuramente, perchè la cultura e la stoffa davvero non Le mancano.

Nadia Vouch

Ven, 16/08/2013 - 10:01

Hanno appena ritrasmesso in tv il mitico film "A qualcuno piace caldo" e c'è in esso una battuta tra Lemmon e Curtis, dove l'uno dice all'altro che "Non è giusto che le donne possano travestirsi da uomo e gli uomini non possano travestirsi da donna". Sullo sfondo c'era la femminilità della meravigliosa Marilyn. Intendo che oggigiorno non solo mutati solo i modelli femminili. Anche i maschi sono variabili. Alcuni sono rifatti né più né meno come le donne: palestra, interventi di bellezza, interventi chirurgici di estetica. Barbie e Big Jim hanno fatto scuola. Che noia.