Dio, l'unico clandestino che l'Europa espelle

Via dalle scuole francesi, dalle vie e case di Milano, vive in penosa clandestinità

Espulso dalla scuole francesi con provvedimento governativo, sparito dalle case e le vie di Milano, giusta denuncia del cardinale Scola, Dio vive in Europa una penosa clandestinità. In Europa è sfrattato e obliato, in Africa è massacrato, in Medio Oriente è schiacciato dai suoi concorrenti. È costretto a rifugiarsi in Sud America e nelle periferie del pianeta. È un po' curiosa la definizione di ateismo anonimo che ha dato l'arcivescovo di Milano, come se l'ateismo avesse bisogno di nomi per farsi riconoscere. Forse sarebbe più rigoroso parlare di ateismo pratico, ovvero della rimozione di Dio nella vita di ogni giorno, senza porsi il problema, ma facendolo scivolare nel niente. Non contenti di questa scomparsa di Dio, i francesi vogliono decretarne pure l'espulsione pubblica. Ma c'è bisogno, egregio ministro Peillon, di fare affiggere nelle scuole la Carta della laicità? Non basta la Costituzione repubblicana, la retorica laicista del 1789, la pratica di vita che emargina la religione? E se stavolta la Carta serve a disarmare pure l'islam, non rischia di produrre la reazione opposta, verso l'integralismo e l'odio verso l'ateismo occidentale? Non è bello imporre Dio per legge, ma ancor più brutto è dichiararlo fuori legge. Le religioni sono alle fonti delle civiltà, generano comunità, valori e carità; un conto è frenare l'intolleranza religiosa e la pretesa di disporre del mondo in nome di Dio; un'altra è sostituirla con l'intolleranza laica e l'indifferenza pratica. E ricordatevi: in dubio pro deo.

Commenti
Ritratto di franco.biolcati

franco.biolcati

Mer, 11/09/2013 - 16:03

Caro Veneziani, quando posso ti leggo con piacere e, quel che più conta (per me), ti apprezzo.

Andoni

Mer, 11/09/2013 - 16:08

E ricordatevi: in dubio pro silvio

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 11/09/2013 - 16:39

Questa volta veramente bravo Andoni. Ma la esse potevi farla maiuscola.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 11/09/2013 - 16:41

Così come, nell'articolo di Feltri, ho definito i dieci milioni di Elettori di Silvio, autentici INTELLETTUALI, parimenti lo sono quanti credono in Dio.

Aristofane etneo

Mer, 11/09/2013 - 18:06

Caro Veneziani, non capisco ... do per scontato che se Lei non è ateo poco ci manca ... non so ... è come se lei si esprimesse a favore dell'omosessualità con il sedere degli altri. Condivisibile quanto da Lei asserito e confortevole la Sua citazione del cardinale Scola che conosco e che ben meglio di Bergoglio avrebbe sostituito l'esausto Papa Benedetto XVI, grande teologo e catechista. Ovviamente a mio parere di Italiano e di Europeo. Si inventi un argomento per citare il cardinale Ravasi, altra grande mente pensante della Chiesa e pure Italiano.

Andoni

Mer, 11/09/2013 - 18:14

franco.biolcati- una curiosità, scusami: ma chi è questo piacere con il quale insieme leggi veneziani ?

rino biricchino

Mer, 11/09/2013 - 18:35

Il discorso è complesso e contraddittori: se togliamo la religione e i suoi simboli(il crocefisso) dalla vita pubblica si viene accusati di eresia o apologia dell'ateismo freddo, se invece li si lascia si viene accusati di troppa ingerenza della religione nella vita pubblica (il rischio c'è ed è dimostrato). Dobbiamo deciderci; o assumiamo definitivamente la religione come aspetto inscindibile del nostro essere occidentali, senza non poco senso di costrizione verso chi non ne condivide credo e simboli, oppure, in nome del progresso civile e del rispetto sia di chi non crede sia di chi crede ad altre forme di culto, dobbiamo assumere un aspetto pubblico totalmente laico, correndo fin anche il rischio che la fede, o meglio il numero di credenti, si affievolisca e sia totalmente demandato alla sensibilità (vogliamo chiamarla libertà?) privata.

guidode.zolt

Mer, 11/09/2013 - 21:25

Quindi dire in Francia "Dio t'assista" senza accento non viene considerata un'imprecazione...?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 11/09/2013 - 21:27

@ rino biricchino- Lei parla di progresso civile,sarebbe abilitato in suo nome all'affermazione di un aspetto pubblico totalmente laico se ciò fosse condiviso dalla maggior parte della popolazione,altrimenti sarebbe un atto prevaricatorio della volontà della maggioranza;quest'ultima inoltre non si rende affatto persecutoria nei confronti delle minoranze che più che laiche direi 'laiciste',semmai direi che attualmente avviene il contrario.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 11/09/2013 - 21:44

@rino bicchino - Non voglio fare un discorso sulle omissioni,sulle responsabilità della Chiesa ne sono stati fatti tanti,,ma a lei non sembra che oggi la cultura e la società 'laiche' siano ancora più confuse,più stanche e più inaridite della Chiesa stessa? Non le sembra che l'attuale società nata dai Lumi ormai solo apparentemente si rifà ad essi,perché estremizzandoli finisce col negarli, e che non è in grado di elaborare un'etica efficace per la collettività?

Ritratto di balonid

balonid

Mer, 11/09/2013 - 22:36

Davanti al problema Dio, tutti si scompongono. Marcello, Lei scrive cose troppo intelligenti, fuori della portata del lettore medio.

Ritratto di Maurizio Da Lio

Maurizio Da Lio

Gio, 12/09/2013 - 01:35

L'unico problema è la contaminazione islamica la quale, non ha similitudini con quella cristiana o di altre derivate e parallele. Questo crea una crepa invalicabile oramai insita nelle nostre società che prima o poi scoppierà con un bagno di sangue come già accade in molte parti del mondo. Ai nostri figli dovremo pur dirlo di prepararsi.

Ritratto di sergio.stagnaro

sergio.stagnaro

Gio, 12/09/2013 - 08:30

Rallegriamoci: nonj solo i PdL-ini ma anche i francesi sanno legiferare CONTRO! Non mi preoccupa affatto l'espulsione di Dio dalle piazze e dalle scuole, secondo legge. Importante che Egli trovi alloggio in un angolino della coscienza degli uomini . In 44 di professione medica ho visto morire molti atei, sia teorici sia pratici (non conosco atei anonimi...): vi assicuro che tutti hano espresso un pensiero - più o meno pelese - verso la sua misericordia.

Paul Vara

Gio, 12/09/2013 - 08:40

Credere in (un) dio non è la prova della sua esistenza. Dio è il prodotto della mente umana incapace di dare una spiegazione logica all'esistenza. In certi casi la religione è fonte di ispirazione, in molti altri (troppi) è solo superstizione e sopruso. Abbiamo già troppi problemi nella vita reale per inventarne altri con la "presenza" di dio...

pgbassan

Gio, 12/09/2013 - 09:54

A parte la superstizione (fenomeno contrario alla religione) non si potrà mai distruggere il cuore dell'uomo, l'anelito a qualcosa di superiore e che spieghi il mistero della Vita. Non ci sono riusciti i sovietici con 70 anni di feroce repressione e scuole di ateismo, non ci riuscirà neanche la Francia, che pur adottando forme più leggere, che non arriveranno alla soppressione della gente, è pur sempre pesantissima nella repressione. "...L'uomo è fatto così, signora Germania (Unione Sovietica, Francia, Cina ecc., ndr), fuori è una faccenda molto facile da comandare, ma dentro c'è un altro e lo comanda soltanto il Padre Eterno. E questo è una freagatura per te". Giovannino Guareschi. La Francia poi del suo laicismo esasperato ne fa una religione (di Stato).

barretta gennaro

Gio, 12/09/2013 - 09:57

Marcello , già a suo tempo hai denunciato questo argomento ,ovvero l'esclusione della cristianità dalla costiutuzione europea , nel tuo libro : " I vinti. I perdenti della globalizzazione e loro elogio finale "

gazzifam

Gio, 12/09/2013 - 10:02

Non solo Dio è clandestino ma pure i popoli Europei. Vengono imposti modelli economici,morali,religiosi senza che le "persone " possano esprimersi. In nome del siamo tutti uguali, vi è un appiattimento culturale ed ideologico. Fermate l'Europa ....voglio scendere.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Gio, 12/09/2013 - 10:10

Naturalmente parliamo del "Dio" cristiano, poichè in Europa sembra vi sia, ad esempio,largo spazio per Allah. La posizione della Francia, sebbene estremistica, appare del tutto coerente: i simboli religiosi vanno rimossi e basta. Da noi, come al solito, si preferisce ondivagare, se non scimmiottare: da un lato abbiamo la moschea più grande del continente e dall'altro pensiamo di sentirci più civili "abolendo" tutto ciò che richiama il Cristianesimo. Non sono credente ma la presenza di una croce in un luogo pubblico non mi ha mai offeso,allo stesso modo di un velo islamico indossato da una donna che lo faccia, però, in maniera consapevole e senza costrizione. Ma cancellando le nostre origini, se pure in esse non abbiamo fede, non annulliamo anche noi stessi?

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 12/09/2013 - 10:54

Leggendo i “cucù”, con mia grande sorpresa, ho trovato quattro altrettanto sorprendenti post che mi hanno fatto sciogliere come un panetto di burro al sole d’agosto. Gentili Signore #Euterpe e Nadia Vouch#, prima di tutto grazie per l’affettuoso pensiero che mi avete rivolto il 22 agosto u.s. . I vostri commenti, sempre all’altezza delle varie situazioni, fanno onore al genere femminile che, anche se poco rappresentato, in voi si impone con fermezza, senza scalfire la grazia insita in tale appartenenza. Confesso che non ho la vostra cultura; la mia é la cultura del mio vissuto e quello che scrivo é solo quello che sento e penso. Leggervi é uno stuzzicante piacere. Che la vita vi sorrida sempre. Cari saluti. Rosella

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 12/09/2013 - 10:57

#Caro Rosario, sono sempre qui a Milano un po’ acciaccata, un po’ fuori gioco e un po’ “così così”. Finalmente é arrivato il fresco e spero si rinfreschino anche i miei neuroni. Potrò rientrare così in gioco, fregandomene altamente di chi mi potrebbe definire una “gatta spelacchiata”. Grata per la tua vicinanza, con sincera e immutata amicizia, ti auguro ogni bene. Rosella

Nadia Vouch

Gio, 12/09/2013 - 10:57

Abbattuti i regnanti considerati di nomina per discendenza divina, nelle rivoluzioni (o involuzioni)gli umani non sanno comunque distinguere l'umano dal divino. Molti pensano che privando alcuni umani del loro Dio, possano privarli anche della loro umanità. Altri, pensano di essere giusti paragonando tra loro gli idoli,e tra essi annoverano anche se stessi.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 12/09/2013 - 10:59

#Caro Dario, meno male che anche tu, come me, non sei un “musone”. Malgrado le nostre divergenze, da come ti sei espresso, si direbbe che l’amicizia nostra non ne abbia risentito. Non mi rimane altro da fare che arrendermi e accettarti per quello che sei: una persona generosa in tutti i sensi. Ti sono grata per le tue parole scevre da qualsiasi animosità e cariche di affetto che ricambio di cuore. A rileggerti presto. Ciao, ciao a te e un “amarcord” alla tua meravigliosa terra. Rosella

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 12/09/2013 - 11:01

L’uomo moderno non perderà la sua divinità. Da qualche parte ho letto: “Non importa se tu non credi in Dio; Lui crede in te”. E questo Dio, che l’anima di un nostro grande poeta, Giuseppe Ungaretti, così vede, sarà sempre dalla parte dell’umanità. Dalla poesia: “Mio fiume anche tu”. Fa piaga nel Tuo cuore// la somma del dolore// che va spargendo sulla terra l’uomo;// il Tuo cuore è la sede appassionata// dell’amore non vano.//Cristo, pensoso palpito,// Astro incarnato dell’umane tenebre,// Fratello che t’immoli// perennemente per riedificare// umanamente l’uomo,// Santo, Santo, che soffri,// Maestro e Fratello e Dio che ci sai deboli,// Santo, Santo che soffri// per liberare dalla morte i morti// e sorreggere noi infelici vivi,// d’un pianto solo mio non piango più,// ecco, ti chiamo, Santo,// Santo, Santo che soffri.

Nadia Vouch

Gio, 12/09/2013 - 11:40

@Rosella Meneghini. Bentornata e grazie per le Sue parole.

Ritratto di SCACIOSO

SCACIOSO

Gio, 12/09/2013 - 11:52

Ricordatevi anche chi c'e' dietro a tutto questo. Esempio: il MPS ha finanziato la costruzione della Moschea in Toscana.

Holmert

Gio, 12/09/2013 - 12:06

Caro Veneziani, ogni popolo ha il suo Dio. Credere non è obbligatorio come non è obbligatorio tenere esposti crocefissi o immagini sacre il luoghi pubblici. Ora se il governo francese ritiene di vietare di esporre immagini sacre negli edifici ad esso riconducibili, mi pare segua una certa logica, ma imporre alla popolazione tutta, di diventare laica atea e miscredente mi sembra paradossale. Quando oggi esistono altre ben note ed esiziali sacralità: xenofilia, solidarismo, fratellanza universale, perdonismo, tolleranza, nessuno tocchi Caino, etc. etc. e per di più un papa che va a ruota libera. Stiamo per caso tornando in Francia alla stagione dei lumi, che poi furono solo lucciole?

rino biricchino

Gio, 12/09/2013 - 12:13

@Euterpe. Le rispondo ad entrambe le istanze. Il progresso civile, o meglio il livello di cultura civica di un paese, si misura quando la maggioranza si priva di qualcosa in rispetto della minoranza, non il contrario. Se lei ha dei figli, immagino che sia lei a privarsi di qualcosa per accontentare chi si trova in condizione di debolezza o di bisogno, cioè i suoi figli. Per quanto riguarda l'inaridimento sociale e personale: beh, mi scusi, secondo me ciò è avvenuto più per colpa dell'egoismo e dello squalismo liberista, che non per una eventuale diminuzione di fede religiosa personal e collettiva. Altrimenti sarei portato a pensare che i popoli che hanno maggiore fede e seguito religioso abbiano anche una società più equa e meno arcigna, e ciò non mi pare proprio (vedi i paesi latinoamericani o asiatici al contrario delle laiche socialdemocrazie del nord europa). Mi stia bene

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/09/2013 - 12:46

@Rosella Meneghini- E' un grande piacere riaverla tra noi,bentornata.

pgbassan

Gio, 12/09/2013 - 13:29

Rosella Meneghini: "la mia é la cultura del mio vissuto e quello che scrivo é solo quello che sento e penso." La cultura non è sapere tante cose o averle imparate metodicamente tramite la scuola. Chiunque di noi sarebbe più acculturato addirittura di un Leonardo da Vinci (conosciamo tante più cose, necessariamente e solo perchè si sono accumulate tante nozioni in più rispetto al '500). E' molto di più. E' proprio il vissuto nella profondità delle cose, nell'accumulare l'esperienza, intelligenza (intus lègere: leggere dentro le cose), la profondità nel vedere e analizzare la realtà, la sensibilità ecc. E' una cosa in continua evoluzione e maturazione. Quante persone laureate o diplomate poi di cultura ne hanno poca. ### Euterpe: bravissima. Saluti.

CARAMBOLA

Gio, 12/09/2013 - 13:31

A proposito del Dio clandestino, ho ricordato all' improvviso, come un flash di memoria, una brevissima poesia che mi mostrò il mio vecchio nonno, agnostico, agli inizi degli anni '90. Era riportata su libro scritto e stampato in proprio da un suo amico, un poeta-scrittore sconosciuto ai più e che aveva lo stesso cognome di uno degli ospiti che intervengono qui con i loro commenti; anzi, potrebbe essere anche la stessa persona. Ecco, il titolo era “CLANDESTINO” : Anche clandestino /// egli viaggia /// nel cuore /// di chi lo cerca /// o lo perde /// ogni giorno./// In pace /// in guerra. Mi sembra una magnifica occasione per ricordarla qui, come una preghiera. Un libro che oggi conservo io.

Ritratto di cleopatria

cleopatria

Gio, 12/09/2013 - 14:29

DIO C'E'- malgrado i francesi - Complimenti, Marcello!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/09/2013 - 14:31

Rino Biricchino -Con piacere tenterò di rispondere alle sue osservazioni.Il rapporto tra i membri di una società non può essere paragonato al legame privato,affettivo 'parentale',perché ha diversi presupposti ed estrinsecazione,precisando che anche nell'ambito interpersonale una pedagogia corretta invita a ben valutare i bisogni reali per non alimentare permissività e pretese da respingere se giudicate inaccettabili.Sgomberato così il campo,perché mai la maggioranza dovrebbe giungere a deprivare se stessa dei suoi principi identitari,quando già si è detto che essa pratica la tolleranza nei confronti delle minoranz? Semmai sono quest'ultime a mostrarsi ingorde e prevaricatrici.Quanto all'altro tema da lei indicato,le chiedo scusa,ma le sue affermazioni sembrano un po' superficiali,perché non tiene conto del fatto che ciò che lei chiama 'egoismo e squalismo liberista'sono una diretta conseguenza anche dell'affievolirisi di quei principi morali e spirituali che fanno parte dell'insegnamento religioso.La coscienza individuale inquinata fa sì che anche l'agire del singolo in campo sociale tradisca quei principi che dovrebbero essere alla base del vivere civile.Non vorrei dilungarmi,ma, se così non fosse,il diffondersi del laicismo o,per essere buoni,della laicità,avrebbe dovuto condurre a società migliori,cosa che non sembra sia accaduto e non mi dica che la colpa è delle resistenze religiose e reazionarie,non dimentichiamo che sbocco ebbe la Rivoluzione francese dell'89.Ricordiamo inoltre che nei paesi del nord Europa nel secolo XVI si diffusero,contrariamente all'area mediterranea, il luteranesimo e il calvinismo,che stimolarono le virtù pubbliche come osservanza e attuazione di principi religiosi,che qui non possiamo analizzare,ma che certo a lei non sfuggiranno.

Ortega1991

Gio, 12/09/2013 - 14:51

QUARTO INVIO. EUTERPE, CORNO, non posso che apprezzare il pregio della vostra comune intenzione che, poi, ognuno esprime e recepisce a suo modo. In alcuni casi, la salomonica e la pari distribuzione-attribuzione delle “colpe”, tuttavia, possono essere solo convenzionalmente e generosamente accettate dai contendenti pro bono pacis, ancorché non riconosciute o condivise anche se emerse in misura molto diversa, in sede di una futile schermaglia. Che, affrontata con diverso animus, avrebbe potuto essere, invece, una occasione di un discreto e gradevole conversare. Purtroppo, le parole non sono mai innocenti e 'factum infectum fieri nequit”. Ad esempio: se avessero detto a Dante “ ...complimenti per la tua cultura islamica”, avrebbero riconosciuto una solida verità; lo stesso complimento fatto a me (che non sono Dante e nemmeno suo spurio discendente o epigono di scarto) potrebbe ingenerarmi il dubbio che sia una constatazione velatamente riduttiva a danno della mia cultura non islamica. Che è poca cosa se la considero, ma molto se la confronto; giusto per non peccare di ipocrisia. Mi predispongo, comunque volentieri, secondo il mio costume, ad una convivenza rispettosa e civile con chiunque rinunci veramente a malizie, riserve e prevaricazioni. Ancora oggi, rammento con grande commozione un vecchissimo programma RAI, serale in diretta (Forse era: L'incontro dei cinque o dei, ma la memoria ha la sua età) nel quale conversavano di argomenti vari e con posizioni diverse, personaggi del calibro di Gadda, Giannini, Carnelutti etc. con grande pacatezza e signorilità. Anni '50, introvabile negli archivi RAI. Sarebbe di grande insegnamento per tutti, a cominciare da me stesso, ansioso di recuperarne l' esempio alla memoria. Anzi, chiedo aiuto ai miei coetanei.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 12/09/2013 - 15:05

#pgbassan# Egregio Signore, le sono grata per le sue illuminate parole che hanno sottolineato quello che anch’io ho sempre pensato. In fin dei conti quello che conta é essere in grado di avere una coscienza di sé tale, atta a rapportarci con le persone con rispetto e sensibilità. Ovviamente senza nulla togliere a chi della cultura ne fa una ricerca personale che lo aiuti nei meandri della vita sociale e di una migliore coscienza di sé. Cordiali saluti. Rosella

rino biricchino

Gio, 12/09/2013 - 15:25

Euterpe l'esempio familiare era, appunto, un esempio. Non mi pare il caso di avventurarci in discorsi pedagogici. Rimane tuttavia il concetto, oggettivo e non opinabile, che una prova di maturità sociale si dimostra quando il maggiore accondiscende verso il minore (ok in maniera opportuna) e non il contrario. Riguardo l'altro aspetto non posso che sottoporle in evidenza un dato anche esso oggettivo e non opinabile: i paesi più laici di noi nella vita pubblica (il che non significa assenti di fede personale) sono generalmente migliori di noi come civiltà ed organizzazione sociale( La Francia, la Germania, le socialdemocrazie nordiche, sono inconfutabilmente migliori di noi). Mentre i paesi che grondano fideismo e simbologia religiosa ovunque, come i paesi latinoamericani e medio-asiatici, hanno disparità sociali maggiori, disorganizzazione sociale maggiore, indici di crudeltà sociale maggiori, livelli di povertà spaventosa che contrasta con livelli di ricchezza altrettanto spaventosa . Sono popoli che sovente combattono guerre civili perché non hanno servizi e non ricevono mai la giusta considerazione delle istituzioni.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/09/2013 - 15:34

@ Gazzifam - Una gran folla richiede la fermata, ma l'autista è affetto da sordità.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/09/2013 - 16:06

@ Rino Biricchino- Perché lei considera'oggettivo e non opinabile'il concetto che il maggiore debba accondiscendere verso il minore?In tal modo la si potrebbe anche accusare di adottare comportamenti paternalistici.Essa deve essere sensibile sì alle istanze delle minoranze,ma se contrastano con la volontà dei più,deve rigettarle.Quanto poi alle condizioni dei paesi diciamo terzomondisti,sembra che lei veda solo nella religione il motore di tutta le storia,nella quale invece interagiscono molteplici fattori.Vorrei tentare un'altra interpretazione di quella che sembra una religiosità così diffusa e radicata nei paesi da lei citati,pur con tutte le riserve del caso.Non potrebbe essere che lì la religione non sia da interpretare come l'oppio dei popoli',ma costituisca l'unica egida sotto cui si raccoglie e si esprime il disagio sociale,proprio come accadeva in Occidente durante il Medioevo con i movimenti religiosi pauperistici? E ancora ,se lei attribuisce alla religione un'importanza così grande,allora deve riconoscere che così com'è stata interpretata e vissuta nel nostro Occidente,essa è stata un elemento che ha contribuito allo sviluppo civile,sociale e culturale dei popoli.

rino biricchino

Gio, 12/09/2013 - 19:05

Stiamo andando fuori traccia. Provò a fare un passo indietro e a semplificare; io non voglio fare l'esegesi della religione, perché nemmeno ne sono capace. Sto solo dicendo che, a mio parere, una società dimostra maggiore civiltà quando, nel rispetto di tutte le sensibilità, rende la vita pubblica laica e rimanda il culto ed i suoi simboli ad un fatto privato. Senza paura che ciò produca inaridimento sociale o denigrazione delle nostre radici cristiane, perché così non è .

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 12/09/2013 - 19:54

@Rosella, scusa il ritardo con cui mi collego, ma il lavoro mi ha assorbito! Non puoi immaginare con quale sollievo e piacere ho rivisto le rose della tua immagine di riconoscimento (sinceramente non so qual'è il nome tecnico: sono un "burino" del computer!). Spero che la tua lunga assenza non abbia avuto conseguenze serie e quindi ti auguro di stare con noi per tantissimo tempo ancora! Un caro abbraccio a Te e famiglia!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 13/09/2013 - 11:26

@Rino Biricchino - Lei forse dimentica che il tratto fondamentale della laicità è la tolleranza,il rispetto per la libertà individuale,se questa si estrinseca senza danneggiare gli altri.L'eliminazione dei simboli pubblici della religione praticata da milioni di individui nella propria Nazione( e badi bene,parlo di Nazione,non solo di Stato) è un atto limitativo della libertà di culto,il quale,oltre la dimensione privata,ha anche quella corale,collettiva.Se seguissimo alla lettera ciò che lei afferma,si dovrà giungere anche all'abbattimento delle chiese cristiane,salvo permettere e finanziare poi la costruzione delle moschee...contro cui non mi sembra si siano levate molte voci da parte di coloro che si autodefiniscono 'laici'.

accagiacca

Ven, 13/09/2013 - 15:53

@ Euterpe giustamente la laicità deve essere tolleranza. Ma ogni luogo ha una funzione, e tollerare non vuol dire permettere tutto ovunque. Intolleranza sarebbe vietare chiese e moschee, tolleranza è permettere edifici di ogni culto e che chiunque segua il proprio credo senza discriminazioni. Ma gli spazi pubblici di uno stato laico cosa hanno a che fare con una fede? Li non avrebbero senso simboli religiosi nemmeno fossimo tutti cattolici o musulmani, ebrei, o induisti. Per i crocifissi ci sono le chiese, dove non avrebbe senso pretendere di appendere la foto del capo dello stato, benché si trovino in Italia. E poi allora dovremmo mettere tutti i simboli, religiosi e non, che rappresentano gli italiani? Compresa la A per i 10 milioni di atei che vivono in Italia, o la maggioranza può proibire negli spazi pubblici ogni simbolo tranne il proprio, sennò urla all'intolleranza?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 13/09/2013 - 16:42

Biricchino(lo sa che il suo nick è simpatico?), ma lei sembra ignorare che il suolo in cui sorgono gli edifici di culto è anch'esso pubblico,per cui si potrebbe giungere alla decisione di cui le ho parlato,cioè radere al suolo le chiese( solo quelle cristiane,solo esse offenderebbero la 'laicità').Le ho già detto che,anche per questioni di spazio,prevale il simbolo in cui la maggioranza si riconosce.Voglio inoltre farle notare che lei si dice contrario all'esposizione dei simboli religiosi nei luoghi laici e poi invece vorrebbe esporre le migliaia di simboli che verrebbero messi per rappresentare la fede o l'ateismo di tutte le minoranze? Non le sembra una contraddizione? Non si deroga dai propri principi.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 13/09/2013 - 16:45

Chiedo scusa,ho indirizzato il mio post come risposta a Rino Biricchino. Accagiacca e Biricchino non me ne vogliano per la mia distrazione.