Caccia al cinghiale o ragù dei deputati

Un cinghiale della Maremma mi ha rilasciato a Capalbio un'intervista in esclusiva a condizione di mantenere l'anonimato e di rileggere il testo prima della pubblicazione

Solitamente restio a parlare e a relazionarsi con gli umani, un cinghiale della Maremma mi ha rilasciato a Capalbio un'intervista in esclusiva a condizione di mantenere l'anonimato e di rileggere il testo prima della pubblicazione.

Più che un'intervista è stato uno sfogo: «Ma io non capisco - ha esordito grufolando in modo visibilmente alterato - ripetete ogni giorno che siamo troppi e andiamo abbattuti. E ci massacrate senza pietà, anzi col plauso dello Stato. Trappole dappertutto, appostamenti. Ci negate il diritto a sfamarci, ci accusate di mangiare l'uva, tra poco ci farete la prova palloncino per vedere il tasso di moscato ingerito. Ma insomma. Ovunque è strage di Stato col favore della stampa e il silenzio dei magistrati. Mai un'operazione Scrofe Pulite. Perché lo stesso criterio non vale anche per gli altri? Pure i parlamentari sono troppi e mangiano più di noi, perché non li abbattete? E i bidelli nelle scuole, in soprannumero ed esonerati pure dalle pulizie? E le guardie forestali, una ogni albero in Calabria, perché non abbattete loro?».

«Ma voi siete aggressivi - obietto - rovinate i campi e le vigne, non controllate le nascite...». «Dateci la mensa e non lo faremo più. E poi, è una reazione a come ci considerate: noi chiediamo la parità dei diritti con cani e porci e voi ci parificate alle pappardelle... E ci fate pure le sagre. Una vergogna. Il ministro delle Pari opportunità che ci sta a fare? E gli animalisti? Quanto all'eccesso di prole ricorreremo in Corte di Castrazione. Ma i figli so' piezz 'e carne».

Commenti

Raoul Pontalti

Mer, 18/09/2013 - 18:12

Grufolando? Ammettiamo che il cinghiale quale porco selvatico sia poco educato, ma mettersi a grufolare (ossia a raspare col grifo) mentre si rilascia un'intervista e nel bel mezzo del discorso è davvero troppo anche per lui. Forse volevi dire "grugnendo" o Marcello e al cinghiale non hai fatto rileggere il testo...Per il resto ottima celia.

Agev

Mer, 18/09/2013 - 19:00

Egregio Veneziani .. il fatto che Lei non abbia pubblicato il mio pensiero/commento ... mi da pensare che tutto ciò è già in essere ... Sappia che può essere solo d'aiuto . Cordiali saluti Gaetano

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 18/09/2013 - 19:34

Dr. Veneziani, è uno dei Suoi Cucù dal carattere virtuosistico, molto personali, ardui da commentare. Perchè ogni commento non saprebbe aggiungere alcunchè o non potrebbe competere con il suo spirito. Ci provo, anche se, mi scuserà, mi rifugio in una dimensione "parallela", più affine alla mia formazione architettonica. Capalbio. infatti, mi ricorda un documentario (così allora dicevamo) degli anni '60, che, ogni tanto ritrasmettono su RaiStoria, quei documentari assolati e notturni nel loro bianco e nero, sulla fine della mezzadria, "lamento per un'epoca", dove un contadino maremmano, intervistato sulla sorte di quel paese là in fondo (proprio Capalbio), dove l'erba già cominciava ad accasarsi sulle soglie, affermava, con la massima convinzione, che quelle case sarebbero sparite di lì a poco, abbandonate al loro destino e nessuno mai più avrebbe coltivato quelle campagne. La vita è sorprendente; tutti vediamo, invece, come sono andate le cose. Ma, in un certo senso, quel cinghiale è il simbolo di quello che è successo. Perchè da una campagna curata e lavorata dalla fatica in ogni sua parte, siamo passati ad una campagna ormai "naturalizzata", parcellizzata dalle villette e lasciata alla cruda sterpaglia nelle aree non più lavorate. Con il risultato che gli animali selvatici, come il nostro cinghiale, hanno ricolonizzato il territorio anche in aree prossime a quelle urbane, producendo un paesaggio che alterna lati oscuri, chiusure private, immondezzai, riserve naturali (che un tempo erano campagna) e riserve artificiali. La metafora del nostro Paese, depresso, chiuso dalle caste e dai privilegi, invaso e diviso in zone d'influenza nelle aree degradate e costellato di riserve e "land" tematici a macchia di leopardo. A meno di smacchiare il leopardo, tra una macchia e l'altra, il nostro amico cinghiale si trova bene, beato lui!

Ritratto di SCACIOSO

SCACIOSO

Mer, 18/09/2013 - 21:26

Capalbio terra ambita da compagni di alto livello. Quelli che se ne intendono e brucano nei pascoli di Siena. Quelli che si sono appropriati dell'ultima spiaggia della Toscana, quelli con Repubblica sotto il braccio e macchinoni, quelli che sono per l'ecologia e le risorse naturali, quelli che si sbafano le pappardelle alla lepre e i tortelli al cinghiale. Quelli che si sgrufano nel trogolo della loro giustizia. Quelli che dopo aver ingoiato quel mondo e quell'altro ,ancora con il mento sugoso, mentre ruttano dicono che sono contro la caccia. Tutte le loro accuse , sono un rutto , perche' loro sanno che sono i primi a sbafare ,e dove c'e' il sospetto c'e' il difetto. I loro camerieri ,il pololo che li ha eletti , fa e fara' sempre la scarpetta con i miseri avanzi che ' bonta' loro' hanno lasciato nel piatto, solo briciole.

Holmert

Gio, 19/09/2013 - 07:48

Io invece penso che Veneziani abbia scritto bene. Grufolare oltre a raspare con il grifo, vale anche "frugare con il muso emettendo grugniti"(Zingarelli).Mi pare l'immagine più consona al comportamento di un cinghiale. Come dire che il porco od il cinghiale non grufolano mai in silenzio, ma grugnendo. Ca va sans dire. comunque chissà cosa avrà voluto dire Marcello con la storia del cinghiale? Aspetto che qualche esegeta me lo spieghi. Ecco, forse un animalista di professione ce lo potrebbe dire.

spugna55

Gio, 19/09/2013 - 11:11

ok passi per il grugnire, ma per il resto mi sembra una fotografia sin troppo benevola, la dimostrazione che la legge NON è uguale per tutti, l'abbiamo sotto gli occhi in ogni manifestazione di questo stato, che si ricorda di essere la legge solo quando gli fa comodo.Sono un "servitore dello stato/travet" (leggi anche mangia pane a tradimento) per l'opinione pubblica. Dopo 37 anni non voglio più avere a che fare con chi mi costringe alla povertà (1300 euro dopo 37 anni, a roma sono povertà) se avessi "Lavorato sotto Padrone" ed oggi avessi voluto dare le dimissioni per motivi vari, il Padrone avrebbe dovuto farmi fare i conti dal ragioniere e il giorno dopo, sarei stato libero da tutto e tutti, e mi sarebbe stato pagato tutto il dovuto, pena per il Padrone, di chissà quali e quante ritorzioni dello stato Giusto ! invece siccome sono nella condizione di cui sopra, se volessi dare le dimissioni per gli stessi motivi, lo stato Giusto, non mi darebbe una lira del mio TFR (perchè se lo è già preso e già speso) ed anche per la pensione dovrei "Esodarmi" fino a quando deciderà lui, dato che ogni tre per due alza l'asticella dei "requisiti" nel frattempo spera che la gente shiatti così dovrà pagare una "legittima" e risparmierà ancora!! (sempre se uno non si sposa la badante di 20 anni, così manterremo tutti una famiglia dell'est) Ma forse il cinghiale non era il Popolo Italiano e/o forse era un certo Berlu....ma non è italiano Pure lui ? saluti.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Gio, 19/09/2013 - 12:37

Ma perché al seguito di pezzi come questo non si appassionano i luigipiso e agrippina che altrove praticano il sito coi loro "pensieri" da compagni fegatosi? Sarà che in questo pezzo figura ben poco materialismo? Storico e scientifico? Eppure il sito è frequentato da prodotti del comunismo scientifico che, come si auspica, viene (prima?) testato sulle bestie. A proposito di cinghiali.

Raoul Pontalti

Gio, 19/09/2013 - 13:35

per Holmert. Si può anche parlare con la bocca piena, ma ciò non è educato....un porco che durante l'intervista grufola, ossia raspa il terreno con la parte rostrale dello splancocranio immergendo anche fin quasi agli occhi il grugno magari perché ha rinvenuto un tubero ed emettendo ad intervalli grugniti di soddisfazione, francamente non tiene un contegno acconcio in primo luogo ma nemmeno funzionale: in questo modo l'intervista di poche righe dura una giornata e più...

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 19/09/2013 - 14:05

Mi associo all'appello del lettore Holmert.Tento un'interpretazione,confidando nel perdono: forse i porci 'selvatici',in nome di una pur distruttiva libertà,avendo preferito non omologarsi,non aver voluto indossare la divisa mentale che abilita alla partecipazione ai pasti,abbondanti o meno,sono esclusi per questo dalla protezione?Però, a quanto risulta, anch'essi sono stati dichiarati specie protetta,come i clandestini e i rom,forse sperando che possano essere prima o poi addomesticati e possano recarsi alle urne?Sinceramente non so cosa pensare.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 19/09/2013 - 14:05

Mi associo all'appello del lettore Holmert.Tento un'interpretazione,confidando nel perdono: forse i porci 'selvatici',in nome di una pur distruttiva libertà,avendo preferito non omologarsi,non aver voluto indossare la divisa mentale che abilita alla partecipazione ai pasti,abbondanti o meno,sono esclusi per questo dalla protezione?Però, a quanto risulta, anch'essi sono stati dichiarati specie protetta,come i clandestini e i rom,forse sperando che possano essere prima o poi addomesticati e possano recarsi alle urne?Sinceramente non so cosa pensare.

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Gio, 19/09/2013 - 15:19

Naturalmente Marcello non si batte e leggerlo mi mette sempre di buon umore, ma il commento del lettore "SCACIOSO" è piacevolissimo e anche il grande Epifani lo apprezzerebbe. Distinti saluti. Roby

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 19/09/2013 - 15:58

Il post del lettore Scacioso dipinge come meglio non si potrebbe ,con pennellate decise e realistiche,il ritratto dei radical-chic che si muovono come se indossassero l'abito da sera pur se immersi nella melma più maleodorante.Contrasto perfetto tra essere e apparire.Temo che la terra dei cinghiali,la Toscana,pulluli da decenni di simili personaggi. @Robertoguli -Perché ha appellato 'grande' Epifani,forse perché anche lui apprezza le pappardelle al sugo di cinghiale?

Holmert

Gio, 19/09/2013 - 17:30

Eh no, caro Pontalti ,lei è solito fare della tetratricotomia, però questa volta ha messo un piede in.. fallo...splancocranio? Oppure, splancnocranio?

Raoul Pontalti

Gio, 19/09/2013 - 18:00

hai ragione Holmert, mi è rimasta una enne nella tastiera e avrei fatto meglio a parlare di faccia (si può dire anche nelle bestie) visto che questo è il termine più comune in luogo di splancnocranio o cranio viscerale. Ma sappi che sono octotricotomo...

Ritratto di demistotele

demistotele

Ven, 20/09/2013 - 11:45

ma tutto ciò farebbe ridere?

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Ven, 20/09/2013 - 15:52

@demistotele, forse, ma soprattutto dovrebbe far pensare. Provi ad esercitarsi.

Ritratto di GWENDOLIN

GWENDOLIN

Ven, 20/09/2013 - 16:29

Grande Marcello con sua parabola ha descritto il concetto italiano. La sinistra non si smentisce mai.

Ritratto di demistotele

demistotele

Ven, 20/09/2013 - 17:15

@marco piccardi, sì infatti, bella pensata, metafore sottili, fine dialettica, argomentazioni raffinate. Tutti sti pensieri alti mi stanno debilitando, 'mo vado a leggere la home che ritorno al livello che mi compete

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Ven, 20/09/2013 - 17:39

@demistotele, e oltre a tutto, se lei per caso fosse di sinistra, sarebbe certamente molto piu' fortunato di me. I filosofi comunisti in Italia sono numerosi ed avrebbe l'imbarazzo della scelta. Io no.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 20/09/2013 - 18:34

@ Demistotele - Il suo nick incuriosisce, vorrebbe spiegarcelo?

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 21/09/2013 - 10:34

@Holmert, provo io a dare una spiegazione alla Sua domanda nel post di giovedì, ore 7,48. La vado a pescare, pensi un po', nel "Dialogo della Natura e di un Islandese" di Leopardi, dove si discute della visione che ha la Natura della Natura come noi la intendiamo. E la natura come noi la intendiamo non è il bel paesaggetto di Capalbio; non sono i cipressi di Bolgheri "in duplice filar"; non sono i roseti di Ninfa e i pini dell'Appia Antica; le Ville settecentesche delle campagne di Palermo o gli aranceti della Piana di Catania. La natura ci è sostanzialmente ostile, irrimediabilmente incapace di dialogare con noi. Possiamo curare le campagne o irregimentare le acque. Ma sempre rimane la ferocia di essa. Topi e scarafaggi, cornacchie e piccioni, pesci siluri e api africane: un numero sterminato di bestie che a noi danno fastidio, o fanno letteralmente schifo, depreda e si nutre alla faccia nostra, alla faccia del "dominatore" della Terra e vivono benissimo in paesaggi degradatissimi che a loro sono del tutto indifferenti. Anzi gli sono utili. Il povero cinghialetto, per la verità, è simpatico, quando è cucciolo è una pallocchetta; ciò non toglie che, da adulto, diventi un devastatore, un distruttore. Ecco, questo è il problema: che noi siamo legati ad una visione "arcadica", che è quanto di più falso possibile dal punto di vista della Natura! Gli animalisti senbrano, così, "atteggiarsi" a Natura e proteggono, quindi, tutte le bestie possibili; sarebbero capaci di proteggere anche i topi se non li soccorresse il buon senso!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 21/09/2013 - 11:18

Signor Francalanza,il suo post pone interrogativi destinati a rimanere irrisolti,e sono quelli 'sempiterni' che si pone il 'pastore errante dell'Asia' nel Canto notturno.