Premier forte o "scrofellam"?

Il problema non è passare dal porcellum alla scrofellam, ma far nascere la Terza Repubblica

È una sciocchezza il derby tra Prima e Seconda Repubblica: i primi che vogliono tornare al proporzionale e i secondi che vogliono difendere il maggioritario. Il problema non è passare dal porcellum alla scrofellam, ma far nascere la Terza Repubblica. La vera priorità è garantire che dalle urne escano governi di legislatura, con pieni poteri, non succubi di ricattucci, ribaltoni e turbolenze. Si tratta allora di separare il luogo della rappresentanza dal luogo della decisione, ovvero non far dipendere l'esecutivo dai partiti e dai giochi parlamentari. E qual è la soluzione? Elezione diretta del capo del governo e mandato di legislatura. Premierato forte, per lasciare il quadro dei contrappesi istituzionali, col ruolo di Massimo Garante del presidente della Repubblica. Al Parlamento competono il controllo e la rappresentanza. L'azione del governo va sganciata dalla palude del mercatino parlamentare. È quella la riforma più popolare tra gli italiani. Ed è quella l'idea che può far convergere il centrodestra intero, il pd renziano e la sinistra referendaria, larga parte dell'elettorato grillino e magari pure il suo leader. Terza Repubblica. Poi sulla riforma elettorale del Parlamento si può discutere tra voto di preferenza e collegio uninominale, tra doppio turno, soglia di sbarramento e premio di maggioranza. E per completare la riforma, drastica riduzione del numero dei parlamentari e fine del bicameralismo omozigote, con due camere gemelle e ripetenti. Riusciranno i nostri eroi...?

Commenti

mares57

Dom, 08/12/2013 - 19:35

Non c'è altra strada. Bisogna solo vedere quante batoste dovremo ancora subire prima di arrivarci. Niente doppio turno. Basta mercanteggiare.

Ritratto di franco.biolcati

franco.biolcati

Dom, 08/12/2013 - 19:36

Riusciranno i nostri eroi...? Non credo perché non sono eroi: tengono famiglia.

edoardo55

Dom, 08/12/2013 - 20:09

E' quello che mi auguro,caro Veneziani. Speriamo in bene.Dobbiamo sconfiggere i cagadubbi. Riformare completamente lo Stato eliminando le regioni e le varie confraternite mangiasoldi, puntando sulla ricerca, istruzione e banca di Stato a sostegno dell'economia. Le banche fameliche e speculatrici falliscano pure.

belmonte

Dom, 08/12/2013 - 20:25

No, caro Veneziani, non ci riusciranno. Se chiedere ai capponi di festeggiare il Natale è chiedere troppo, pretendere da deputati e senatori di votare per la loro riduzione numerica è impresa al limite dell'impossibile. Secondo me, il rimedio potrebbe essere quello seguito da De Gaulle al tempo della crisi algerina: riforma costituzionale, semi-presidenzialismo con elezione diretta, turni elettorali con ballottaggio. Amen. Un saluto.

Kairos

Lun, 09/12/2013 - 07:26

Marcello,concordo pienamente; il progetto è talmente positivo che pare un bel sogno. Ma prima dobbiamo svegliarci e uscire da questo incubo in cui ci siamo cacciati per dar retta ai minchioni che, con la barzeleltta dell' uguaglianza, hanno affidato le sorti del Paese ad una combriccola di incompetenti a causa di ignoranza o a causa di supponenza, diversi ma col comune denominatore della ' arroganza e l' aggravante della mancanza di attributi. Per non dire della dipendenza dai burocrati che sono quelli che fanno e disfano e forniscono dati. Vediamo di uscire da questo empasse, prima di tutto, perchè questo altro motivo di discordia proprio non ci voleva. Finchè non avremo un nuovo Parlamento staremo sotto schiaffo. Con certa gente in giro non si sa mai. Facciamo presto!!!

Aristofane etneo

Lun, 09/12/2013 - 09:08

Concordo pienamente ma non basta. VA MODIFICATO l'art. 67 della Costituzione che permette ai paraculi di farsi eleggere in un Partito con idee e progetti dell'elettorato che il Partito esprime per poi farsi beffe di loro e passare al Partito avverso. Magari a suon di milioni di euro che gli Italiani saranno costretti a sborsare direttamente o indirettamente con tasse e balzelli vari.

nino47

Lun, 09/12/2013 - 10:07

Se è vero che non c'è due senza tre, considerate le prime due repubbliche, dio ne scampi cosa verrà fuori nella terza!!!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 09/12/2013 - 11:07

Non ne uscirà niente!Questo modello democratico,basato sui PARTITI,è cotto,obsoleto.La Costituzione(tanto sbandierata a "destra" e "sinistra"),è vecchia.Consulte,Corti Costituzionali,magistratura,numero parlamentari,Regioni,Provincie,Comuni,accoglienza,carriere,promozioni,TUTTO DA RIFARE!!...Uno dice,l'altro disfa!I privilegi restano,le greppie pure...In Italia,c'è ancora chi crede in QUESTO sistema "democratico"???Oggi,nel 2013(l'ho scritto tante volte....),la vera democrazia "TRASVERSALE",ovvero la convergenza SU TEMI AFFINI,è tutt'altra cosa!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 09/12/2013 - 11:29

Terza Repubblica? Io riscontro molti presupposti per ché, invece, rischiamo di diventare Terzo Mondo, caro Veneziani. Un po' già lo siamo, anche se camuffati da un “civilismo” ipocrita e cialtrone. I Bokassa e Mugabe, Jong-Il e Gheddafi, c'erano molti nomi non così conosciuti. Ad esempio, Gurbanguly Berdimuhamedov del Turkmenistan. Aleksandr Lukashenk in Belorussia. Paul Biya del Cameroon, Manuel Noriega, Francisco Macias Nguema, Mbasogo, Yhayha Jammeh, Thomas Sankara, Blaise Compaoré, Re Mwsati III, tanto per citarne qualcuno della vicina africa e non annoiare più di tanto. Ognuno di noi si chieda: ma io che minchia conto in questa simildemocrazia? Rispondere sinceramente, assicurasi anonimato. Nella risposta troverete il responso. 

avvfabiolazari

Lun, 09/12/2013 - 12:07

Sono d'accordo con Lei, Veneziani. un asse trasversale che, finalmente, sia istanza e risposta di Destra! FI-M5S-Estremi sociali vari(che oggi intendono presidare l'Italia ). Renzi? personalizzerà il partito terminando la di esso trasmutazione dal vecchio PCI verso un soggetto politico amorfo che il Segretario dovrà guidare in fieri.Avrà tempo sufficiente?

idleproc

Lun, 09/12/2013 - 13:59

Secondo me è un errore pensare oggi di risolvere il problema a livello istituzionale e di forme senza il popolo italiano e senza che si riattivi politicamente. Rischiamo di trovarci "governi" teleguidati da fuori ancora più facilmente di oggi. E' sicuro che andrà così ed è quello che vogliono. Prima bisogna pensare a rifondare la Repubblica che non abbiamo più dalla fine di WWII. Ci troviamo ancora una divisone socioeconomica nord-sud che è stata approfondita nel dopoguerra. E' la Repubblica da rimettere in piedi col popolo italiano, altrimenti gli forniamo su un piatto d'oro (quello della nostra Banca d'Italia e che è degli italiani) la pappa pronta a chi ha teleguidato gli ultimi "governi".

mariolino50

Lun, 09/12/2013 - 14:53

I pieni poteri non sono certo roba democratica, qui si vuole stravolgere il senso delle istituzioni, il luogo dove si dovrebbrero fare le leggi è il parlamento, altriementi conviene chiuderlo e si risparmia, affidandosi al premier "forte", e senza controlli o regole. Esempio Hollande dotato davvero di pieni poteri, superiori ad Obama, che stà distruggendo la Francia senza che nessuno possa fare niente, visto che governo e parlamento sono ai suoi ordini, il potere non deve mai essere di una sola persona, altrimenti è un'altra cosa che comincia sempre con D.

Ritratto di Coralie

Coralie

Lun, 09/12/2013 - 15:16

Egregio Signor Veneziani, al suo aticolo io aggiungerei: 1. l'elezione diretta ( dei cittadini ) del Capo dello Stato; 2. la legge elettorale deve esprimere il voto dei cittadini e basta! Percio' chi ottiene piu' voti governa. In caso di parita o + o -, si governa insieme, ma non con larghe intese ma su programmi ed obietivi specifici e condivisi. Altrimenti non se ne fa niente e tutti a casa!

glasnost

Mar, 10/12/2013 - 12:04

A me sembra chiaro che la Democrazia non esiste più, almeno in Italia. E' un sistema superato. Il potere ce l'hanno, sempre più in modo evidente, i burocrati, oso dire, comandati dalla massoneria. In Italia sarebbe bene smetterla di prenderci in giro e riconoscere che se c'è una categoria che ha il potere di fare tutto quello che vuole, senza essere responsabile di nulla, è quella che comanda. Smettiamo di spendere soldi e chiacchiere per un parlamento che non serve a nulla.