Altro che novità: poltrone a trombati e ripescati

Cuperlo presidente, la prodiana Zampa vice. Cariche distribuite col bilancino in stile vecchia Dc

Milano - Matteo Renzi promette cambiamenti, ma finora nella gestione del partito non si sono viste novità, a parte l'abolizione dei cognomi, banditi dall'eloquio ufficiale. Grazie Pier Luigi, grazie Walter, bravo Enrico, ho camminato accanto a Gianni, Pippo e Gianni: tutto così, stile terza superiore dove sono tutti amici-amici e chiamare uno per cognome equivale a bollarlo come l'antipatico della classe.
Con Renzi dunque la «cognomenklatura» è tornata nomenklatura. Come quella che ha preso in mano il partito secondo scelte da Prima Repubblica. Renzi ha voluto che il suo principale antagonista delle primarie, Gianni Cuperlo, diventasse presidente del partito. L'altro antagonista, Pippo Civati, ha espresso uno dei due vicepresidenti, l'onorevole Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi, mentre l'altro è un renziano doc, Matteo Ricci. Poltrone per tutti, col bilancino.
Nella direzione nazionale del Pd entrano poi i governatori e i sindaci delle maggiori città con in tasca la tessera del partito oltre a presidenti ed ex presidenti del Consiglio, gli ex segretari e i candidati delle primarie: quindi D'Alema e Prodi, Bersani ed Epifani, Franceschini e Veltroni, Fassino ed Errani. Per Franco Marini, ex presidente del Senato trombato nella corsa al Quirinale, è stato trovato un posto nella commissione di garanzia. L'unica della vecchia guardia tagliata fuori è Rosy Bindi: in direzione non è prevista la presenza degli ex presidenti del partito.
Rinnovamento virtuale, dunque. E neppure nel sistema di voto si è visto qualcosa di diverso dalle procedure in vigore in Bulgaria. Renzi aveva il 70 per cento dei delegati all'assemblea nazionale, ma le votazioni per eleggere le nuove cariche interne sono avvenute tutte per alzata di cartellino e perciò quasi all'unanimità. Minoranze e dissenso interno sono già state zittite.
E nonostante le promesse di trasparenza, non se n'è vista l'ombra quanto alla gestione finanziaria. L'assemblea milanese di ieri doveva essere l'appuntamento in cui comunicare il rendiconto delle primarie: quanti soldi spesi dai candidati, quanti soldi incassati da chi ha votato, come verranno impiegati. Se non fosse saltato fuori un delegato a porre il problema, nessuno ne avrebbe fatto cenno. «Non voglio essere soltanto uno che alza a comando la tessera di delegato: voglio un ordine del giorno e conoscere in anticipo le candidature per poterle valutare, e voglio il bilancio delle primarie», ha protestato durante il dibattito il monzese Fabio Maggioni.
Renzi è stato preso in contropiede e ha potuto soltanto prendere l'impegno di rendicontare ogni centesimo degli 1,5 milioni di euro incassati ai gazebo domenica scorsa. L'altra furbata del nuovo corso è stata quella di non replicare alle osservazioni emerse dagli interventi (oltre due ore) seguiti alla relazione del nuovo segretario. «Ci sarà tempo», ha detto Renzi. Secondo il buon vecchio stile dc.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 16/12/2013 - 08:23

Renzi è arrivato al traguardo ed ora vuole manovrare per consolidare la sua posizione. Una domanda: non aveva detto che avrebbe tagliato il finanziamento ai partiti? Come la mettiamo con la legge truffa avviata da Letta? Renzi si renderà complice dell'ignobile farsa post referendum recitata dalla politica da circa 20 anni?

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mortimermouse

Lun, 16/12/2013 - 09:09

come volevasi dimostrare! i sinistronzi come MARK61, PISCIASTRATO, LUIGITIPISICO, PAZZ84, CURTY MAYFIELD, ecc, hanno votato una sinistra che ripete la stessa storia di 20 anni fa. hanno cambiato tutto per non cambiare nulla. ed in più grazie a questa sinistra, pagheremo più tasse! complimenti :-) non c'è da stupire se è partita la rivolta dei forconi....

el cachivache

Lun, 16/12/2013 - 09:24

Ecco il nuovo che avanza: democristiani inciuciati con comunisti. Se la povera Italia non la salvano i FORCONI, Renzi non la salva di sicuro: dalle mie parti, in Romagna, del resto si dice che i toscani sono falsi come l'ottone.... (vedi letta...)

cecco61

Lun, 16/12/2013 - 09:34

Che Renzi sia una bufala lo si sa da tempo: basta vedere la parentopoli che ha costituito a Firenze. I comunisti cambiano il nome, mai la sostanza. In uno dei suoi discorsi, è riuscito ad elogiare "Enrico" per aver eliminato il finanziamenti pubblico ai partiti quando in realtà, essendo le future donazioni private degne di una detrazione d'imposta, alla fine saranno ancora i cittadini italiani che pagheranno. Nulla di fatto ma riesce a riempirsi la bocca con aria fritta. Il dramma è che ci sono milioni di gonzi che gli credono.

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dbell56

Lun, 16/12/2013 - 09:36

La solita logica spartitoria sinistrata sinistronza! Che aspettarsi dal "nuovo che avanza"?

Rossana Rossi

Lun, 16/12/2013 - 10:17

Sempre comunisti sono.......e poi Berlusconi non ha ragione.......

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 16/12/2013 - 10:21

Un furbetto. Ma almeno non è un deficiente. Il problema non è Renzi, ma il Paese che è al tracollo, economico e morale.

gianchi0655

Lun, 16/12/2013 - 10:26

Bertold Brecht, che era comunista, diceva che il bello del comunismo è che quando il popolo non è d'accordo si cambia il popolo e tutto si aggiusta! Anche Renzi non sfugge a questa nemesi. Ha esordito che peggio non poteva con tre proposte che sono inivse alla stragrande maggioranza degli italiani: jus soli, Bossi Fini e coppie gay. SE fossimo ancora nell'URSS Renzi cambierebbe il popolo, ma non potendolo più fare, sarà il popolo a cambiare Renzi. Mi sento di fare un pronostico: Renzi farà la fine di Veltroni. I Pidiellini sono come i Borboni: non perdonano niente e non imparano niente.

demoral

Lun, 16/12/2013 - 10:33

Cos'altro deve succedere per ravvedersi sul colore rosso?

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Memphis35

Lun, 16/12/2013 - 10:34

Il fregnacciaro mediatico era largamente prevedibile...

ingdef@libero.it

Lun, 16/12/2013 - 12:38

Nulla di peggio che un pateracchio del genere. il PD non si rinnova, ma si ricicla al suo interno. Lo ha sempre fatto. I compagni a 24 carati non si bruciano, si riciclano. Il rinnovamento di Renzi è solo apparente, ne sono arciconvinto. Come si può mai pensare che i boiardi comunisti del partito comunista si ritirino. Chi pensa questo, dei comunisti italiani non hanno capito un fico secco.