Basta coi piccoli passi. Ecco la cura choc per rianimare il Paese

Servono 50 miliardi subito per pagare i debiti alle imprese la riforma dell'Imu e del welfare e l'abbattimento del debito

È arrivato il momento delle scelte decisive: o i piccoli passi, come vorrebbero il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il suo ministro dell'Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, o la manovra choc come vorrebbe il Pdl. Da questa scelta dipende il futuro dell'Italia.
Piccoli passi vuol dire rinvii della riforma dell'Iva, rinvii della riforma della tassazione sugli immobili, piccole correzioni nel mercato del lavoro, nessuna aggressione strutturale al debito pubblico, nessuna aggressione strutturale alla spesa pubblica corrente, nessuna riforma fiscale né sostanziale liberalizzazione/privatizzazione.
Manovra choc, invece, vuol dire concentrazione nel secondo semestre 2013 dei pagamenti dei debiti delle Pubbliche amministrazioni per 50 miliardi di euro, più altrettanti nel primo semestre del 2014. Manovra choc vuol dire straordinaria deregolazione in entrata del mercato del lavoro per i prossimi 3 anni, fino a Expo 2015; manovra choc vuol dire riforma fiscale; manovra choc vuol dire attacco al debito; manovra choc vuol dire riforma strutturale dell'Iva e del sistema di tassazione degli immobili. Il tutto con una particolarità: concentrato tra seconda metà del 2013 e prima metà del 2014, vale a dire in una finestra temporale decisiva per farci agganciare la ripresa internazionale e per arrivare con questa credibilità al semestre di presidenza italiana della Ue del prossimo luglio.

Dall'analisi che segue vedremo emergere un paradosso: che la soluzione choc ha un modello: la Germania di Schroeder dei primi anni 2000. Era solo un anno fa e ancora ci impiccavamo tutti all'andamento degli spread. Venerdì il differenziale Btp-Bund ha toccato quota 303 (per poi chiudere a 293 punti base), ma in pochi si sono allarmati. Così come troppo poco rilievo è stato dato al declassamento del rating del nostro paese da parte di Standard&Poor's (martedì pomeriggio a mercati aperti e non, come si usa, di venerdì sera), o all'ultimo terribile rapporto di Mediobanca, che vede l'Italia sull'orlo del default nel giro di pochi mesi. Né si presta la dovuta attenzione al cambio euro/dollaro. Nonché della diversità di politica monetaria adottata dalle banche centrali dei due continenti.

Partiamo dall'Italia. Si può finalmente cominciare a sperare? Non più di 10 giorni fa lo spread Btp-Bund era sceso sotto i 280 punti base e nello stesso periodo lo spread tra i Bund tedeschi e i Bonos spagnoli era passato da 327 a 299 punti. Solo sei mesi fa la differenza tra lo spread dei Bonos e quello dei Btp italiani rispetto ai titoli decennali tedeschi era a nostro favore per circa 100 punti base. Ora quelle differenze si sono quasi annullate. Il rischio Italia è cresciuto e quello inerente la Spagna diminuito? Ipotesi plausibile. La Spagna, infatti, ha messo in moto qualcosa nel cuore dell'economia mentre, in Italia, purtroppo si resta ancorati alla politica dei piccoli passi. Nella ricerca di un «margine», su cui intervenire, che è sempre più difficile trovare: per il semplice fatto che non esiste.

La verità è che Spagna e Francia, ottenendo una proroga di due anni di deroga dai rigidi parametri del Patto di stabilità, hanno «comprato» quel tempo necessario per far avanzare riforme strutturali che stanno rimettendo in modo l'economia. I mercati hanno permesso loro di firmare una cambiale a scadenza. Se quel tempo non sarà usato per risanare i conti la cambiale andrà in protesto. E quegli stessi Paesi dovranno rimborsare il prestito ottenuto gravato da ingenti interessi.
Indubbi sacrifici da un lato, ma anche benefici. Spagna e Francia potranno usufruire di altri due anni di zona franca. L'Italia rischia così di subire un doppio svantaggio. I suoi «compiti a casa» hanno reso poco, al di là del loro significato simbolico. La obbligheranno ad una cura ben più draconiana.

Nella sua recente audizione in Parlamento, il ministro Saccomanni ha sostenuto che progressi nel contenimento della spesa, da qui a fine anno, sono assolutamente poco realistici. Ed allora? I persuasori occulti si sono già messi all'opera, con un fuoco di sbarramento. L'Iva? Il temuto aumento non può essere scongiurato. Imu sulla prima casa? Va mantenuta. E se non bastano le argomentazioni dei maitres à penser italiani, ecco che arriva sollecito l'intervento del Fondo monetario internazionale. Che non si occupa della foresta, vale a dire gli equilibri di fondo della nostra economia, bensì di un albero sparuto (l'Imu) che vale meno dello 0,3 % del Pil italiano.
Nel frattempo si stringe ulteriormente il cappio sull'economia, trascurando di considerare che quel che si ottiene, in termini di risorse, lo si paga cento volte in più sul fronte dello sviluppo economico complessivo.

E qui subentra il modello tedesco: nel 2003 Schroeder impose all'economia tedesca una robusta cura riformatrice. Modificò le pratiche del mercato del lavoro, al punto che ancora oggi più di 7 milioni di lavoratori vivono di mini-job: una salario part-time che non supera i 500 euro al mese. Altro che precari italiani. Trasformò le vecchie strutture del welfare per ridurre le sacche di semplice assistenzialismo. Con l'aiuto dei sindacati attirò gli investimenti esteri, facendo divenire, dopo una breve recessione, un'economia che, da tempo, batteva la fiacca una potente macchina da guerra. Lo fece approntando i necessari ammortizzatori sociali, anche a costo di non poter rispettare i vincoli del 3 per cento nella politica di bilancio. E fino a definire «stupidi» i parametri di Maastricht.

La Commissione europea fece la faccia feroce, ma incassò di buon grado senza ricorrere ad effettive reprimende. Merito anche del sostegno offerto dall'Italia alla decisione di non procedere altrimenti. Il Governo Berlusconi, che si era da poco insediato, fu naturalmente accusato, dalla stampa militante italiana, di connivenza. Si stava solo cercando un alibi per evitare di incorrere negli stessi inconvenienti. Come nella Germania di allora, nell'Italia di oggi servono ammortizzatori specifici se si vuol ridurre il perimetro dello Stato, accrescere la competitività, legare i salari alla produttività e via dicendo. E se la Germania avesse un pizzico di riconoscenza dovrebbe plaudire a quest'iniziativa.
Per questo, al di là delle polemiche, ogni giorno ci poniamo questo interrogativo: qual è il contributo del Pdl ad un governo di cui fa parte, ma di cui non controlla i dicasteri chiave ai fini della ripresa economica? Soprattutto insistiamo sulla coerenza e sulla necessità di una serie di misure, tra loro coordinate, per potenziarne l'impatto sull'intera economia. Per questo abbiamo insistito sull'accelerazione delle procedure per i pagamenti dei debiti delle Pubbliche amministrazioni e sulla necessità di ampliare l'intervento previsto, passando da 30 a 50 miliardi nel 2013 e intervenendo ulteriormente con altri 50 miliardi nel primo semestre del 2014, con un sistema di cessione dei crediti dalle imprese alle banche e garanzia dello Stato. E abbiamo insistito con il governo per riprendere in mano il dossier di attacco al debito pubblico, già proposto un anno fa, che può portarci a ridurre, nell'arco di 5 anni, lo stock del debito di 400 miliardi, riportandolo sotto il 100% rispetto al Pil, e a dimezzare, sempre in 5 anni, il servizio del debito.

Tutto questo serve. Perché vuol dire più mercato, più capitalismo, nuovi investimenti, più occupazione, più produttività, più competitività, più crescita, minore pressione fiscale, emersione del sommerso, più responsabilità, più credibilità. Non è più tempo di lavorare «a margine», correggendo norme o piccoli passaggi di leggi obsolete. La politica dei piccoli passi non ci porta da nessuna parte. Se non nel baratro. Persino l'Europa ne è consapevole, fino magari ad accettare, anche se non lo dirà mai, il non rispetto del Patto di stabilità.

Commenti
Ritratto di Reinhard

Reinhard

Lun, 15/07/2013 - 09:13

Poi però chi lo spiega a quelli di sinistra e alla Camusso che le famose riforme tedesche che tanto invocano (pure loro), sono lavori sottopagati a 500€? Ora si capisce a che sono serviti tutti quei disoccupati fatti da Monti e Fornero.

WSINGSING

Lun, 15/07/2013 - 09:44

Parole, parole, parole. Alla fine della giostra cosa PROPONE l'On.le Brunetta? E soprattutto dove pensa di trovare i 50 miliardi di euro?

handy13

Lun, 15/07/2013 - 09:51

...tanta carne al fuoco,..ma se c'è bisogno dell'appoggio del sindacato ...STATE FRESCHI.!!!...mica abbiamo i sindacati tedeschi...

paolonardi

Lun, 15/07/2013 - 09:53

Grande Brunetta! Purtroppo ha ragione al 200%, ma il nostro stato con l'intoccabile costituzione, con le rendite parassitarie, con i lavori socialmente utili, con un apparato burocratico elefantiaco, con l'assistenzialismo erogato al buco nero che tutto inghiotte senza niente restituire (sud), com'è possibile far qualsiasi cosa? Speriamo bene, ma ci credo poco.

Caravaggio73

Lun, 15/07/2013 - 09:57

Tutto bellissimo. Però aggiungerei un punto: per aumentare la competitività in un regime di cambio valutario fisso -come è appunto la zona Euro- c'è un solo modo per farlo velocemente: diminuire i salari. Infatti Brunetta parla di mini-job alla tedesca. Anche ammettendo di continuare lo scempio sociale, per un ipotetico benessere futuro, mi domando: ma le decine di miliardi che ogni anno diamo al Fondo Europeo "Salva Stati"? a me sembra che vogliamo migliorare a nuotare (più competitività) portandoci un macigno legato ai piedi: il macigno si chiama Euro. Siamo sempre stati piegati a 90° con i tedeschi in passato quando sgarravano loro, e ora che chiediamo più flessibilità noi, ci dicono di no in coro. Il problema principale è l'euro e gli accordi che abbiamo firmato in bianco, da autentici cialtroni. Occorre uscire da questa gabbia arrugginita e piena di spina, e in parallelo agire sulle riforme amministrative.

ilfatto

Lun, 15/07/2013 - 10:00

Facile parlare ehh on brunetta? ma 50 miliardi di EURO solo 100.000 miliardi delle vecchie LIRE!! dove li prenderebbe di grazia? desidererei numeri chiari e NON le solite chiacchere e poi se non sbaglio lei è stato ministro nell'ultimo governo e sottosegretario in qualche altro e il problemi dei pagamenti della PA non è di oggi quindi perchè NON hai mai fatto niente prima? la ringrazio immensamente per le risposte che ella di sicuro NON mi darà...cordialmente

Ritratto di bassfox

bassfox

Lun, 15/07/2013 - 10:12

il più grande economista del secolo! nella squadra del più grande statista! 2 persone veramente all'altezza!

gigi0000

Lun, 15/07/2013 - 10:20

Saccomanni si sta sforzando di trovare i fondi per riformare l'IMU e rimandare l'IVA. Porca vacca, son quasi tre mesi che non fa altro e non ha ancora combinato un tubo. VIA, fuori dai piedi, non è il suo mestiere! Di questo passo l'Italia muore, ma non in qualche anno, bensì in pochi mesi, forse, ma non è detto siano tanti più di quelli che ci separano dalla fine dell'anno. Se fosse impossibile la svalutazione dell'Euro, ovviamente tutti insieme i paesi che vi fanno parte, almeno aboliamo immediatamente tutti i privilegi sindacali e mettiamoci a lavorare, tanto e subito. L'imprenditore bellunese che ha chiesto ai suoi dipendenti di lavorare un po' di più gratuitamente è stato pienamente compreso dai suoi dipendenti, 28 su 30, con l'eccezione dei soliti rompiballe (2) della CIGL FIOM. Costoro vadano dai sindacati a farsi dare lo stipendio. Se non fosse possibile ridurre drasticamente i dipendenti statali, ma, soprattutto i dirigenti pubblici inutili e dannosi, oltre che costosissimi, almeno obblighiamoli a lavorare senza eccezioni di mansionamento e fesserie di questo tipo, bensì per fare ciò che si rende necessario. Se non volessimo fregarcene dell'Europa per sforare quel che è necessario per la ripresa, almeno battiamo i pugni sul tavolo per ottenere ciò che necessita per non fallire. In ogni caso, visti i risultati di Saccomanni e Zanonato, senza defenestrarli come a me sembrerebbe giusto, almeno mettiamoli per qualche mese in condizioni di non nuocere di più e proviamo qualcun altro con qualche altra idea, come Brunetta suggerisce.

baserino

Lun, 15/07/2013 - 10:30

Gentile Brunetta, la sua sarebbe perfetta se non scordasse, quando la Germania ha fatto le sue riforme, chi in quegli anni era governo in Italia, non certo la socialdemocrazia tedesca o una petulante sinistra italica... ma un centro destra con lei ministro....e una volta aperta la bottiglia di champagne non si possono certo rimettere le bollicine nella bottiglia..Lei e chi ha governato in quegli anni è responsabile delle mancate riforme...

clod46

Lun, 15/07/2013 - 10:40

Brunetta è un grande e dovrebbero dargli retta invece di insultarlo ad ogni piè sospinto. Purtroppo la teoria di delegittimare il governo del proprio paese che si è usato finora da parte della sinistra ha finito di delegittimare il paese stesso, sarà molto difficile che ne possiamo venir fuori a questo punto, con qualsiasi governo.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Lun, 15/07/2013 - 10:41

Altro che cinquanta miliardi, si possono reperire subito! Tagliare immediatamente del 90% gli emolumenti (stipendi, liquidazioni, pensioni) ai dipendenti pubblici, che superino il reddito annuale di quarantamila euro. Sia chiaro, soltanto per gli statali e parastatali. I privati possono guadagnare ciò che sono capaci di fare, secondo legge.

linoalo1

Lun, 15/07/2013 - 10:46

Ieri ho sentito in un TG che l'Italia ha un mucchio di soldi stanziati dall'Europa!E' vero?Se si,perchè non li prendiamo e non li usiamo per risolvere qualche nostro problema?Fateci sapere qualcosa in merito!Lino.

Azzurro Azzurro

Lun, 15/07/2013 - 11:03

Limpressione che mi sono fatto io e' che Saccomanni non stia affatto cercando i pochi soldi che servono a non far aumentare l'iva e a togliere l'imu. Sono 6 miliardi su 800 di bilancio dello stato. Una cifra ridicola. No lui non li oerca perche' l'iva la vuole alzare e l'imu che ha messo in ginocchio l'edilizia, la vuole mantenere. Non li trovera' mai, finche' falliremo. Via subito questo personaggio

cast49

Lun, 15/07/2013 - 11:06

WSINGSING, Brunetta propone tutti i "più" di cui parla l'articolo.

Zizzigo

Lun, 15/07/2013 - 11:07

Cari ragazzi, se qui continuiamo a guardarci in giro senza fare nulla siamo già bell'e spacciati! Occorre decimare, in fretta e con la scure, la P.A. che ci succhia più sangue di quanto il nostro organismo riesca a produrre!

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 15/07/2013 - 11:07

L'Italia è già in default (fallimento). Occorre uscire immediatamente dall'euro, il marco sotto mentite spoglie, e andare verso il nostro destino, accettandolo e ripartire daccapo. E'inutile prenderci in giro. Siamo ormai un paese decotto!

Rooster69

Lun, 15/07/2013 - 11:12

Ci vogliono fatti, avete stancato con i proclami......fatelo.

Cassandraprof

Lun, 15/07/2013 - 11:20

DI METTERE UNA BELLA PATRIMONIALE SUI PATRIMONI SUPERIORI AL 1.000.000 DI EURO NEPPURE PITTURATI OVVIAMENTE. DI RIDURRE I SUPERSTIPENDI DEI BUROCRATI AL MASSIMO A 90.000 EURO L' ANNO NEANCHE PER SOGNO. DI RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI, DEI CONIGLIERI REGIONALI, COMUNALI DEL 50% MANCO SOTTO TORTURA. DI LIMITARE LE PENSIONI AL MASSIMO A 5.000 EURINI NETTI AL MESE AUMENTANDO L' IRPEF AL 70% SOPRA I 60.000 EURINI NEPPURE SOTTO TORTURA. DI APPLICARE I COSTI STANDARD NELLA SANITA' MANCO DAVANTI AL PLOTONE DI ESECUZIONE. DI RECUPERARE IL 50% DELL' EVASIONE FISCALE NEANCHE IN PUNTO DI MORTE........ ETC

Ritratto di pisistrato

pisistrato

Lun, 15/07/2013 - 11:38

Brunetta è un chiacchierone al pari di Letta.

acam

Lun, 15/07/2013 - 11:44

speculazione maligna - non sarà che i piccoli passi servono a coprire grandi inghippi tipo MPS. come era pensa male è peccato ma spesso ce se acchiapa

Ritratto di Il corvo

Il corvo

Lun, 15/07/2013 - 11:55

Da quel poco che lascia capire, ma si guarda bene dallo scrivere chiaramente, Brunetta propone di uscire dalla crisi facendo pagare il prezzo più caro al ceto medio-basso, non vedo chiedere sacrifici là dove i soldi ci sono davvero e non si parla di lotta ai ladri evasori.

LAMBRO

Lun, 15/07/2013 - 12:01

Non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire!!! Gli è stato insegnato reiteratamente cosa fare ma pur di non dare ragione a noi si taglierebbero persino i loro gioielli!!! Piuttosto preparano la caduta di Letta con le prove da premier di Renzi in Europa e America e il trappolone per Alfano!!! Vatti a fidare !!! questi se ne fregano degli Italiani !!!

Ritratto di Blent

Blent

Lun, 15/07/2013 - 12:23

non ha detto niente di nuovo ma e tutto condivisibile , peccato che alla sinistra non vada bene , loro vogliono rimanere cosi' , devono difendere i privilegi delle lobby che li sostengono.

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Lun, 15/07/2013 - 12:35

Si prendano dai conti correnti di chi prende al mese più di 5000 euro e ha in banca più di 250000 euro .invece di fregarli a chi ha poco con le tasse Governi inutili che servono solo a considerare gli italiano sotto la media e poveri gli unici da spremere

gramano fernando

Lun, 15/07/2013 - 12:42

Prof. Brunetta, buona giornata, gradirei poter esternare a voce alta quello che tutti gli Italiani pensano: si possono abbassare gli stipendi d’oro dei ( dirigenti ) parassiti pubblici, si possono tagliare le pensioni d’oro dei parassiti pubblici si possono tagliare gli stipendi d’oro di tutti i dipendenti della camera e del senato, si possono tagliare tutte le commissioni e mega commissioni, togliamo tutte le consociate di comodo dove stanno seduti tutti i trombati a fare niente.E’ cosi difficile proporre che dal 27/09/13 tutti i politici ( C. Regionali, Senatori, Deputati percepiranno 4.000 € puliti al mese senza nessun ammennicolo? ( per tagliare i 3€ (tre )dei buoni pasti sono bastati 5 minuti alla Camera. Ultima cosa e poi mi taccio, era proprio necessario nominare questi altri 50? Anche se a titolo gratuito, ma gli possiamo negare una segretaria, una scrivania, un locale in Roma centro, ed un pc portatile, ed un i pad, ed un cellulare. Ma Prof. Brunetta, pensate che il popolo come credono i “ sinistri “ sia ancora fermo ai primi dell’ottocento. Dimenticavo sono di destra dal 1992 come Lei da ex Socialista. Buon Lavoro e buone cose. P.s. nella speranza che abbia il coraggio di rispondere.( I miei dati sono reali )

titina

Lun, 15/07/2013 - 12:43

se tocchi qualcosa qui i sindacati protestano. Ma perchè , per esempio, dare l'accompagno a chi già lavora e prende almeno 1500 euro o a chi lavora, ha due case e i genitori ne hanno 4 fra case e ville e tanti soldi? Bisogna pur mettere un freno. Ho portato degli esempi concreti.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 15/07/2013 - 13:09

Chi sa governare una barca a vela contro vento sa che le virate devono essere assolutamente decise, altrimenti la barca si ferma. Prodi comandava col vento in poppa, ma non è stato capace di governare un bel niente.

Ritratto di pisistrato

pisistrato

Lun, 15/07/2013 - 13:11

@gramano fernando - "Brunetta è andato in pensione a fine 2009, dichiarando di ricevere 3.000 euro netti al mese, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Di questi, gli ultimi 10 anni sono di contributi figurativi per aspettativa di dipendenti pubblici per l'assolvimento di cariche pubbliche elettive, utili a maturare il diritto alla pensione. Come professore ordinario, Brunetta sarebbe dovuto andare in pensione a 70 anni." Fonte: wikipedia.

unosolo

Lun, 15/07/2013 - 13:14

invece di consegnare super TFR o altissimi stipendi o vitalizi lo stato deve pagare con i buoni del tesoro decennali ed ecco che si trovano i contanti per le imprese.Invece di dare il rimborso elettorale in contanti , visto che non vogliono eliminarlo , che pagasse con i buoni a venti anni e quel contante vada alle imprese .

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 15/07/2013 - 13:19

I responsabili degli ammanchi di cassa avranno pure una lauta pensione? E allora: basta abbassargliela fino alla pensione minima. E' talmente facile da capire. Ma perché i magistrati non ci arrivano? Che siano in torta anche loro?

giuliana

Lun, 15/07/2013 - 13:20

La realtà dell'adesione ai trattati europei e all'euro è stata una catastrofe con uno stillicidio di tragedie quotidiane di cui i politici (apparentemente impotenti perchè dipendenti dalle direttive europee) sono gli unici responsabili. ME-MMT è l'unica ancora di salvezza. Inutile piangere lacrime di coccodrillo quaando sappiamo tutti benissimo che i politici traditori hanno ceduto la nostra sovranità monetaria e di conseguenza quella economica a farabutti speculatori e banchieri internazionali. Ho sempre stimato l'onorevole Brunetta, per questo non riesco a capacitarmi di come non denunci l'origine di tutti i nostri problemi (adesione all'euro),la bufala del debito pubblico e la criminale sottoscrizione di trattati capestro europei. FUORI DALL'EUROPA E FUORI DALL'EURO: RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA SOVRANITA'!!!!!!!!.

xgerico

Lun, 15/07/2013 - 13:33

@titina- Scrive:Ma perchè , per esempio, dare l'accompagno a chi già lavora e prende almeno 1500 euro o a chi lavora, Ho portato degli esempi concreti..... e che prende 1.000 + 508 Euro tra pensione e accompagno e deve pagare circa 1.400 Euro mensili, tra stipendio, tredicesima, TFR, ferie e malattia, senza contare il vitto e alloggio, ad una badante!? E convinta di essere "concreta"?

mares57

Lun, 15/07/2013 - 14:02

OK! Solo che il governo in carica al massimo potrà fare le riforme necessarie a governare e se possibile limitare l'azione dei grandi burocrati che tengono i conti dello Stato. Sarebbe già molto. Cosa si sta aspettando? O si continua a raccontare la fava e la rava a noi poveri fessi?

tiptap

Lun, 15/07/2013 - 14:07

Brunetta ha perfettamente ragione. Ed i soldi ci sono tutti, anche di piú, solo che sono imboscati dalla politica e particolarmente dai partiti comunisti. Nonché dai sindacati. I comunisti lavorano (e rapinano) per impoverire, sia economicamente che culturalmente, i cittadini "sudditi" e poi, una volta distrutta l'indipendenza e la libertà individuale, una volta conquistato il potere assoluto, usare soldi e potere per schiavizzare completamente il popolo. Hanno sempre fatto cosí nei paesi in cui hanno preso il potere.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 15/07/2013 - 14:10

Brunetta continua a menare il can per l'aia. Fa finta di non capire che il vero disastro arriva dall'Euro e dall'Unione Europea. Trovare dei soldi, prestati indubbiamente dai soliti strozzini internazionali che ci renderanno ancora più schiavi indebitati, eliminare il Welfare mandando a ramengo più di mezzo secolo di riforme sociali a favore dei cittadini, ridurre il Debito Pubblico, cosa possibile solo pagandolo non si sa con quali soldi, sono tutte cose che NON HANNO SOLUZIONE se continuiamo a rimanere sotto Euro e sotto Unione Europea. Non si vede dove sia la diversità delle proposte di Brunetta e del PdL dalle proposte del PD? Sui due soldi dell'IMU? Forse così si aiutano le famiglie italiane che possiedono un immobile ma non si esce dalla crisi economica dell'Italia e dal disastro che ci aspetta se continuiamo su questa strada. Se il PdL vuole continuare ad avere il mio voto DEVE DICHIARARE DI VOLERE USCIRE DALL'EURO E DALL'UNIONE EUROPEA, altrimenti tanto vale che comandi la sinistra.

giuliana

Lun, 15/07/2013 - 14:14

linoalo1 delle 10.46- i soldi stanziati dall'europa (?) sono i nostri soldi che vanno a finire in europa. Infatti versiamo agli euroburocrati molto di più di quanto ci venga restituito. L'euro-disgrazia sopravvive fino a quando gli italiani grulli non staccheranno la spina. Parlare di europa è parlare di SANGUE degli italiani. Questa europa è il risultato di un progetto FOLLE che ha come unico scopo la creazione di un popolo meticcio servo di euro-burocrati(ben retribuiti) che ingrassano le multinazionali.

tiptap

Lun, 15/07/2013 - 14:17

La patrimoniale su partiti e sindacati, quella sí!!! I patrimoni privati creano lavoro, mercato, ricchezza per molti; i patrimoni pubblici creano ingiustizie, prepotenze, prevaricazioni, povertà diffusa, privilegi iniqui, schiavitú del popolo.