Bergoglio ai «pro life»: «Andate avanti così»

Roma In 50 mila hanno riempito Piazza San Pietro, e il Papa li ha salutati e incoraggiati. Ma forse avrebbero sperato in qualcosa di più. Nell'affollato corteo della quarta «Marcia per la vita» che ieri hanno sfilato manifestando a gran voce il loro «no» all'aborto c'era comunque entusiamo. Il pontefice, durante il Regina Coeli, li ha salutati, citandoli insieme all'Associazione Meter, da vent'anni in lotta contro gli abusi sui minori. Bergoglio ha spesso parlato di cultura della vita nei suoi discorsi, ma ha anche spesso ricordato che la Chiesa su temi come aborto ed eutanasia, al pari delle nozze gay - tutti dei «must» per il predecessore Joseph Ratzinger -, non deve fare crociate.
Ieri, alla domenicale preghiera mariana, non erano mancati gli appelli da parte del Papa argentino: come quello per la pacificazione in Ucraina o quello per le vittime della frana in un villaggio dell'Afghanistan. Francesco si è soffermato a lungo anche sull'odierna Giornata per l'Università Cattolica, annunciando che andrà in visita alla Facoltà di Medicina e al Policlinico Gemelli (la data è il 27 giugno).
Per i volenterosi 50 mila della Marcia per la Vita - tra loro anche esponenti politici di Fratelli d'Italia, Lega Nord, Forza Italia, tra cui Giorgia Meloni e Maurizio Gasparri - invece nessun appello ma un sentito «Grazie per il vostro impegno!», espresso ricordando che «i partecipanti alla Marcia per la Vita, che quest'anno ha un carattere internazionale ed ecumenico. Tanti auguri e avanti, e lavorare su questo!».
Il movimento pro vita intanto si sta impegnando su una battaglia più radicale. Al corte c'era anche il cardinale americano Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica, che ieri nel convegno dei movimenti a Roma, ribadendo il divieto della Chiesa di amministrare la comunione a «peccatori manifesti», ha appoggiato l'appello lanciato in quella sede da 52 leader «pro-life» mondiali ai vescovi cattolici affinché neghino la comunione ai politici a favore dell'aborto.