C'è il compagno G, D'Alema si scopre garantista

L'ex premier freddo sull'inchiesta. E Lupi si difende sul pizzino di Frigerio: mai ricevuto

Milano - Dopo i sette arresti dell'alba di giovedì e le 80 perquisizioni in 15 città che hanno decapitato i vertici dell'Expo con il general manager Angelo Paris finito a San Vittore, Massimo D'Alema si riscopre garantista. Sarà perché questa volta alle patrie galere sono state associate anche due vecchie conoscenze di Mani pulite come l'allora segretario della Dc Gianstefano Frigerio e il cassiere del Pci Primo Greganti e quello erano tempi in cui «Baffino» era giovane e sognava per sé un futuro ben più radioso di quanto sia poi stato. O forse perché quando l'inchiesta cominciò a occuparsi delle tangenti rosse al Pci-Pds, fu proprio D'Alema a definire con disprezzo il pool «soviet di Milano». In realtà un soviet che si occupò di tutti fuorché dei comunisti, spianando loro la strada verso un potere che mai avrebbero conquistato. Son passati gli anni ed ecco D'Alema a difendere (forse per gratitudine) il «compagno G», quel «militante di scarsa fama, ma di sicura fede» che, arrestato nel '93, tenne testa ai magistrati negando che una tangente da 1,2 miliardi di lire fosse destinata al suo partito. Risparmiando così qualche guaio ai «rossi», ma arrecandone parecchi al nostro sventurato Paese. «Sono molto prudente a parlare di vicende giudiziarie che non conosco», ha detto ieri D'Alema presentando il suo Non solo euro al Salone del libro di Torino con il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer. Tanto per non andare troppo lontano. «Ho imparato - ha assicurato iper garantista - che il 40-45 per cento delle persone accusate vengono prosciolte». Dicendosi perciò scettico sulla «smania di pronunciare sentenze su istruttorie parziali». E assicurando che «oggi sono finiti i partiti ma non la corruzione che è un fattore endemico nella società italiana».
A Roma, intanto, un «biglietto» galeotto fa tremare il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che nella sfida dell'Expo si è buttato a capofitto. Perché molti lavori e finanziamenti sono di sua competenza, ma anche perché sogna di correre tra due anni per diventare sindaco di Milano dove fu assessore nella giunta Albertini. Allora formigoniano di ferro, oggi in rampa di lancio per prendere il suo posto al vertice di quella galassia ciellina da cui sta cercando di estromettere il Celeste, ormai troppo invischiato nelle vicende giudiziarie per essere un buon testimonial del nuovo corso dell'Ncd alfaniano. «Leggo che nell'ordinanza per gli arresti dell'indagine sugli appalti di Expo - si legge in una nota di Lupi - vengo citato da Gianstefano Frigerio. Il quale, il 29 aprile dell'anno scorso, affermava: “Devo mandare un biglietto a Maurizio Lupi con il nome di Antonio per suggerirlo come presidente Anas”. Posso dire con assoluta certezza di non aver mai ricevuto quel biglietto né alcun altro tipo di comunicazione». A parlare del biglietto è il gip di Milano Fabio Antezza nell'ordinanza di custodia cautelare, mentre l'Antonio di cui si parla è quel Rognoni arrestato un mese fa nell'inchiesta su Infrastrutture Lombarde.
A Milano, intanto, il giorno dopo le manette il sindaco Giuliano Pisapia e il governatore Maroni spingono per accelerare al massimo la nomina del sostituto di Paris. «Purtroppo - dice Maroni - Paris faceva tutto e deve essere sostituito immediatamente con una persona che abbia due requisiti: grande competenza e professionalità e, visto questo rigurgito di Tangentopoli, magari se viene da fuori e non ha avuto rapporti con questi ambienti è meglio». Fretta e condizioni che sembra non siano piaciute al commissario Expo Giuseppe Sala a cui spetta la decisione. E martedì a Milano arriva il premier Matteo Renzi.

Commenti
Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Sab, 10/05/2014 - 09:16

Massimo D'Alema è e resta un grande farabutto oltre che un vigliacco senza pari!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 10/05/2014 - 10:32

Eppure il piede libero dell'emerito picchiatore D'Alema è comunque fasciato dalle scarpe da nababbo. Scarpe su misura che si toglie solo per salire sullo yacht.

cast49

Sab, 10/05/2014 - 11:05

che grande mascalzone!!! deve vergognarsi di esistere, non si può essere garantista quando è invischiato con i suoi compaghi, e giustizialista contro i nemici, insomma è un pezzo di merda...

bob82

Sab, 10/05/2014 - 11:14

D'Alema è proprio il simbolo di come la politica sia il loculo dei più grandi farabutti e ladri legalizzati!! gente senza alcun scrupolo di coscienza mentre invece essendo politici dovrebbero essere loro ad insegnarlo agli altri! a mio modo di vedere molto peggio dei criminali organizzati che hanno regole e codici d'onore!sono veri e propri vampiri che vivono accumulando beni rubati al popolo senza aaverne alcun merito!! l'Hitlerino di provincia poi è sicuramente un simbolo assoluto in male della categoria! 1 che è presidente di un ente oltre che totalmente inutile di un'inefficenza invero unica e solo per il nome che ha COPASIR anche se fosse vitale bisognerebbe eliminarlo!! un castigo di dio quindi per chiunque!!

canaletto

Sab, 10/05/2014 - 14:18

tutti si difendono negando anche se stessi, ma allora tutti quesrti pizzini chi li prende????? è mai possibile che non ci sia un politico tanto uomo da dire, si l0ho preso???.