Alla Camera lavorano in 4. Per parlare dell’Inter

Ecco lo "stakanovismo" dei deputati. Seduta aperta anche il venerdì, ma in un'aula deserta si discute solo dei troppi stranieri nerazzurri. La denuncia parte dal piddino Sarubbi: attorno a lui ci sono solo quattro parlamentari

Roma - «Signor presidente, sul sito della Gazzetta c’è la formazione dell’Inter per la prossima di campionato contro il Bologna. La vado a leggere: in porta Julio Cesar: in difesa Maicon, Samuel, Lucio e Chivu; a centrocampo Javier Zanetti, Cambiasso e Stankovic; trequartista Sneijder; in attacco Eto’o e Milito. La squadra campione d’Italia in carica manda in campo tre brasiliani, quattro argentini, un romeno, un olandese, un serbo ed un camerunese. Neppure un italiano».

È implacabile l’onorevole Andrea Sarubbi, deputato del Pd ala binettiana, «peón tra i peones» come ama definirsi. Parla guardando dritto davanti a sé, al banco della presidenza. Anche perché se volesse volgere lo sguardo di tanto in tanto ai suo colleghi come s’usa, non incrocerebbe nessuno, peggio di San Giovanni nel deserto. E però il decollato Sarubbi non s’arrende, prosegue arringando come se tutti i 630 scranni fossero animati e non quei soli 4 compreso il suo. «Uno si potrebbe chiedere: avranno messo in panchina tutti gli italiani? Macché: in panchina ci sono solo due italiani su sette, Toldo e Balotelli; gli altri, Cordoba, Thiago Motta, Muntari, Mancini, Vieira, sono un colombiano, due brasiliani, un ghanese e un francese. E stiamo parlando di una squadra che in Europa difende i colori dell’Italia. Ma non si può dire certo che difenda il made in Italy, visto che pure il tecnico è di importazione: l’allenatore campione d’Italia, Josè Mourinho, è infatti portoghese».

Aula di Montecitorio ieri, venerdì 13 novembre, ore 11. È in corso la 246ª seduta pubblica della XVI legislatura. Presiede Antonio Leone, segretario Gregorio Fontana, rappresenta il governo Antonio Buonfiglio, sottosegretario all’Agricoltura. Ma la notizia non è che si sta discutendo di calcio, anzi dell’Inter extracomunitaria. No, la notizia è che i deputati presenti sono quattro, per scemare ad uno solamente quando la seduta viene tolta; e che è venerdì.

È tale combinazione, che fa eclatante la giornata di ieri alla Camera. Perché il venerdì, di norma, non c’è seduta. Dall’inizio della legislatura sarà successo un tre o quattro volte, che gli onorevoli fossero convocati a dispetto del fine settimana. L’ultima volta s’è registrata venerdì 24 luglio, ma c’era il decreto anticrisi che rischiava la decadenza, dunque sotto ragazzi, fate anche voi un po’ di straordinari. Ieri invece, perché?

A pensar male si fa peccato ma ci si prende, insegnava una vecchia volpe. Tant’è che dopo la valanga di critiche caduta sui deputati colpevoli di assenteismo e scarso attaccamento al lavoro, è legittimo che si volesse riscattare il buon nome della categoria facendola lavorare un po’ di più. Dopo la settimana di riposo ormai rituale, una settimana «lunga» di lavoro non guastava, avrebbe migliorato il tasso di credibilità. E con quanto è accaduto appena mercoledì, quando le truppe del Pdl chissà dov’erano mentre l’opposizione faceva passare due emendamenti, vai col venerdì di riscatto.
Un peggior flop non si poteva immaginare. All’ordine del giorno è stata messa la discussione di svariate mozioni, sull’immigrazione clandestina, il sostegno allo sport giovanile, i cambiamenti climatici, l’aiuto a lavoratori e pensionati. Le mozioni totalizzavano almeno 300 firmatari, ma si son presentati soltanto in 13 iscritti a parlare. Con l’aggravante che i più se ne andavano appena finito di dir la loro, senza restare ad ascoltare gli altri. Ad eccezione del dipietrista Augusto Di Stanislao, intervenuto su tutti e quattro i pacchetti di mozioni, ed ultimo a parlare. A se stesso.

Ah, volete sapere come è andata la discussione sulle mozioni Ciocchetti e Zazzera per finanziare i vivai sportivi nazionali? Dopo il sostegno di Sarubbi ha preso la parola Mario Pescante, che se ne intende, manifestando il suo disappunto perché in quella mozione «parte del linguaggio è incomprensibile, almeno da parte del mondo dello sport, e le conclusioni lo sono altrettanto». Ha citato, Pescante: «attivarsi presso le istituzioni europee affinché vengano accelerate le procedure per l’adozione di un protocollo che tuteli le peculiarità nello sport». Che vuol dire?