Ma comprare tricolore non può essere obbligatorio

Le ultime iniziative della Coldiretti per impedire l'importazione di carne dall'estero possono solo danneggiare la nostra economia

Le ultime iniziative della Coldiretti per impedire l'importazione di carne dall'estero possono solo danneggiare la nostra economia: colpendo, specie sul lungo termine, la stessa zootecnia. Per avere allevamenti moderni e in grado di far profitti, è necessario che siano esposti alla concorrenza estera. Chiudersi significherebbe condannarsi al declino, come già successo in varie parti del mondo che hanno adottato politiche di isolamento. Questo non significa affatto negare l'importanza di un'etichettatura che indichi l'origine del prodotto. In un'economia concorrenziale non c'è neppure bisogno che tale misura sia imposta per legge, perché in presenza di una forte richiesta di tali informazioni saranno gli importatori stessi a fornire questi dati. Oltre a ciò, una limitazione all'importazione di carni danneggerebbe l'intero settore dell'industria alimentare. Chi opera sul mercato, deve poter acquistare sulla base di proprie valutazioni indipendenti: orientandosi verso i fornitori che giudica migliori. Per quale motivo bisognerebbe colpire queste imprese? Non vi sono insomma buone ragioni a favore del protezionismo: né in questo caso, né in altri. A subire gravi conseguenze negative da una limitazione dell'ingresso dall'estero di carne straniera sarebbero infine i consumatori: tutti noi. È chiaro d'altra parte che l'iniziativa dei mira proprio a questo: a fare alzare i prezzi e ottenere maggiori benefici agli allevatori italiani. È la richiesta di un finanziamento surrettizio, che peserebbe sui conti delle famiglie. Per giunta, questo tipo di richieste mette in discussione la base stessa dell'economia privata: anche nel settore agricolo. Gli allevatori sono imprenditori che fanno profitti in quanto hanno ricavi superiori ai costi. La legittimità dei loro profitti, però, si basa sulla possibilità di scelta dei consumatori. Senza la libertà di comprare come si vuole, il profitto finisce per diventare rendita. È lo stesso discorso che vale per le automobili, dato che nessuno di noi vorrebbe essere costretto ad acquistare una vettura Fiat, e questo solo per aiutare il «made in Italy». Gli stessi agricoltori mobilitati dalla Coldiretti sono ben disposti a capire la bontà di questo ragionamento. Al Brennero molti trattori spediti dalla Coldiretti sono tedeschi, e non già gli italiani Same o New Holland. Giustamente, gli imprenditori agricoli italiani comprano il «made in Italy» solo quando ne hanno voglia. Anche noi, in fondo, rivendichiamo la stessa libertà.

Commenti

CALISESI MAURO

Gio, 05/12/2013 - 09:07

No forse vogliono che un prosciutto prodotto a parma non sia di provenienza polacca con aggiunta di sale e bandierone tricolore. Mi sembra evidente o no? O frutta che viene dalla spagna dove mani straniere nei nostri magazzini appiccicano la bandierina ( mani straniere perche' le regioni facilitino le assunzioni di stranieri dando aiuti a chi impiega tale manodopera ). Tutto qui penso, poi se uno vuole acquistare prosciutto di Praga sono affari suoi. Questa confusione e truffa fa comodo a chi commercia non a chi produce, ecco perche' da anni si menziona l'europa dei consumatori.... invece dovrebbe essere dei produttori, altrimenti si va gambe all'aria... ed e' quello che sta' succedendo.

Agostinob

Gio, 05/12/2013 - 09:08

Occorrerebbe essere sempre obiettivi, ma se non sempre, almeno qualche volta. Per un lungo periodo di tempo ho dovuto recarmi al Sud, molto spesso. Ebbene, rimanevo sorpreso quando vedevo alcuni banchetti, agli angoli delle strade che vendevano prodotti che per me erano sconosciuti. Erano produttori locali che offrivano a prezzi bassi, i loro prodotti. Arance grosse come cocomeri, verdura strabiliante e così via. Alle mie domande piuttosto banali del perchè non vedessi quella frutta e verdura eccezionale al nord, mi rispondevano che tutta la nostra frutta e verdura migliore, quella davvero super, va tutta nel nord europa perchè viene pagata di più. Così la migliore uva o gli agrumi. A noi, ed ai nostri mercati rimane quella più scadente. Arance piccole e dure, uva che non sa di niente e verdura che sa di acqua. Questo perchè i nostri mercati vogliono merce a prezzo basso ed ovviamente il produttore vende dove ottiene di più. Ora, non ci si può lamentare se poi in Italia, per avere prodotti buoni dobbiamo importarli dall'estero. Pensate che le arance spagnole di qualità, che arrivano sin qua, con trasporti via tir e qualche migliaio di chilometri, costano al rivenditore molto meno delle nostre striminzite della Sicilia. Il consumatore ovviamente compra ciò che trova meglio. Naturale che al sud questo problema non lo avranno, ma nel resto dell'Italia, esiste. Noi siamo i primi produttori, si fa per dire, al mondo di tonno rosso, il migliore e che si pesca solo nelle nostre acque attorno alla Sicilia. Ebbene, tutto questo tonno viene mandato in Giappone che lo strapaga e noi importiamo tonno surgelato da tutto il mondo. Tutto questo per dire che spesso le conseguenze dei nostri atti sono ciò che noi stessi vogliamo. Come posso pensare che i consumatori siano fedeli al prodotto italiano se è meno buono e costa di più? Se io produttore preferisco mandare all'estero il meglio della produzione, non posso poi lamentarmi se devo vendere a poco quello che rimane. Vorrei poi dire che è apprezzabile consumare possibilmente ciò che è italiano, ma solo se è davvero superiore. Non posso comperare qualsiasi cosa solo perchè fatta in Italia. Anche noi abbiamo le bontà e le schifezze. E se ci sono bontà estere e schifezze italiane, beh, scelgo quelle estere. Purtroppo noi siamo troppo "furbi" commercialmente, grazie alle leggi appositamente vaghe e volutamente permissive. Se garantissero maggior sicurezza, eccome se salirebbe il consumo dei prodotti italici. Infine, dire che si consuma italiano, indipendentemente da tutto, vuol dire dare una mano proprio a chi approfitta di questo per vendere schifezze taroccate. Se un produttore pensasse che i suoi prodotti potrebbero non essere più acquistati, si muoverebbe velocemente a migliorarli ed a certificarli, di suo. Ma questo, solo se esiste la concorrenza, altrimenti potrebbe dar da mangiare agli altri ciò che vorrebbe. Cordialità

paspas

Gio, 05/12/2013 - 09:08

Chi ha scritto l'articolo si vede che non conosce assolutamente il mondo dell'agricoltura. Non sa quante volte i governi passati e presenti per difendere altri settori hanno sbdicato sui prodotti della nostrab agricoltura. Bata dare un occhio ai limiti di produzione di latte ecc. Ora scrivono "Made in Italy" perche' sanno che i prodotti italiani sono una eccellenza, ma adoperano tal modo per ingannare i consumatori. Se volete far morire completamente l'Agricoltura italiana ditelo apertamente. La penalizzazione dell'agricoltura a causa delle politiche di tutti i governi passati e presenti e' gia' piu' che sufficiente. Ora l'articolista non trovi scuse per difendere la sua ignoranza in materia e non adoperi la sua penna per scagliare una ennesima spada contro il mondo agricolo. Il mondo puo' voivere senza presidenti, senza primi ministri, senza giornalisti ecc. ecc. ma per vivere sono indispensabili i coltivatori.

Ritratto di frank.

frank.

Gio, 05/12/2013 - 09:41

Caro Lottieri, mi sa che lei della manifestazione di ieri non ha capito una mazza!

francesco scinto

Gio, 05/12/2013 - 09:49

Non c'é lo spazio per contraddirla sig.Lottieri,non so chi voglia convincere con questo.Per farla breve,spero di essere compreso,Lei comprerebbe una bottiglia di vino Montalcino o Sassicaia al loro prezzo se sapesse che quel vino é stato prodotto con uve proveninti dal Marocco o dalla Tunisia?Lei come ha impostato l'articolo difende solo gli avidi sofisticatori,se quel prodotto é diventato famoso e richiestissimo,esempio un prosciutto,é perche é stato prodotto in un certo modo con carni allevate con certi frumenti tipici della zona che lo hanno fatto famoso,quindi un prosciutto fatto con maiali tedeschi non puo costare uguale,si vendilo, dite che é tesdesco e si fara il suo spazio magari fara concorrenza per il prezzo,perche se costasse uguale io compro il nazionale.Questo non sarebbe protezionismo,ma lealta e onesta.

difrado

Gio, 05/12/2013 - 09:57

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1371_allegato.pdf Questa è la circolare riguardande l'allevamento di suini.Qualcuno può mettere la mano sul fuoco che in Romania,Ucraina ecc.ecc. si rispettano gli stessi criteri adottati da noi? Riuscirebbero forse a mandare avanti un azienda e a vendere a prezzi stracciati con tutti gli obblighi di legge rispettati? Io ho visitato gli allevamenti dell'est europa.C'è da diventare vegetariani.

francesco scinto

Gio, 05/12/2013 - 09:58

Continua.Possono anche tentare di far alzare i prezzi,legittimo, ma c'é crisi,io nazionale allora non compro,compro il concorrente che spero costi meno,se mi piace,ma se tu mi vendi allo stesso prezzo quello estero io la chiamo truffa,tu smetti di lavorare prodotti nazionali troppo cari? Lavora esteri,MA COMUNICALO,IL RICAVO LO TROVERARI LO STESSO E SEI SALVO.Secondo me lei ha qualche parente nel settore,oppure non capisce una mazza.

Agostinob

Gio, 05/12/2013 - 10:08

PASPAS Non credo si tratti di conoscere o meno il mondo dell'agricoltura per dire quanto l'articolista ha detto. Non credo neppure che si voglia far morire l'agricoltura italiana. Certo è che in Italia i costi di produzione, in genere, sono abnormi grazie al protezionismo dei sindacati ed alle tasse che pretende lo Stato. L'agricoltura non è fuori da questo contesto. Ed oggi, sappiamo tutti, che produrre costa molto più di anni fa. Un agricoltore deve pur pagare i conti; deve in qualche modo rientrare dei costi che gli si chiede e quindi non può che metterli sul conto del prodotto che andrà a vendere. In questo modo potrebbe trovarsi spiazzato da altri prodotti simili che giungono da paesi in cui il costo è più basso. Circa l'eccellenza dei prodotti italiani, in quanto tali, va detto che sono eccellenti quelli eccellenti ma ve ne sono di assolutamente normali e di non eccellenti per niente, esattamente come in ogni altro paese. Non sono eccellenti perchè italiani ma perchè il produttore ha deciso di renderli tali. E questo esula dal mercato. Un produttore può amare la massima qualità ma se poi non trova acquirenti, perchè ciò che produce è troppo caro, che fa? Il prezzo è sempre il mercato che lo fa. Non credo che alcuno voglia far morire la nostra agricoltura che, per inciso, è sulla strada del suicidio da ormai molto tempo e questo, semmai, per volontà di quei produttori che hanno truffato o mentito sulle loro produzioni (e credo non si possa negarlo). Sono assolutamente concorde con Lei che in passato (da quando è nata l'Europa unita) tutto è stato fatto per far morire l'Italia agricola a vantaggio di quella Germanica ma deve anche ammettere che gli agricoltori non hanno mai fatto grandi cose perchè questo non accadesse. Se chi deve difenderli non lo fa, si cambia. Invece, come sempre, i Sindacati vincono politicamente e gli agricoltori s'arrangiano. Sul fatto che i prodotti vengono importati per poi essere segnati "made in Italy" dobbiamo dire che A) dovrebbero esserci controllori che probabilmente fanno altro, perchè ogni prodotto viaggia con bolle assolutamente tracciabili e quindi controllabilissime. B) se noi riteniamo i nostri prodotti migliori, non si capisce perchè gli altri paesi non possano ritenere i loro, migliori. Ed in questo caso, perchè dovrebbero svendere sotto mentite spoglie ciò che fanno dando a noi l'opportunità di avere un buon prodotto per spacciarlo come italiano. C) Oggi, in qualunque supermercato, non v'è prodotto che non rechi il paese d'origine. Quindi non può esserci confusione in tal senso. Il consumatore è protetto. Ed allora capita che se un consumatore acquista per Italiano un prodotto che non lo è, vuol dire che il falso produttore o il commerciante all'ingrosso imbroglia. D) la scelta di cosa acquistare, fatta dal consumatore, è quindi assolutamente personale, ben conoscendo da dove arrivano i prodotti. E se oggi si vendono più prodotti stranieri, vorrà ben dire qualcosa, o no? E' perchè questi costano meno? Può darsi, ma allora, i produttori devono darsi una mossa e capire come fare per arrivare alla pari degli altri. Sa perchè lo Stato non vi aiuta? Perchè siete una categoria che brontola ma che alla fine non fa nulla (come tutti gli altri) ed è su questo che i Governi ci giocano. Vi sono poi motivazioni molto più ampie che coinvolgono strategie produttive e mercati di altri settori che portano ad ignorarVi in quanto categoria che oramai non ha peso politico. Troppo lungo parlarne. E' triste dirlo ma è così. Se foste più legati, agguerriti, chissà! Cordialità

Ritratto di deliziosagrc

deliziosagrc

Gio, 05/12/2013 - 10:08

Chiedono sussidi e protezioni invece di scagliarsi contro burocrazia e tasse."Chilometro Zero" è il nuovo nome politicamente corretto della vecchia Autarchia fascista. Anni di propaganda socialista ha cotto i cervelli (il fascismo è un socialismo nazionalista. Stessa famiglia. BRAVO come sempre Lottieri vero liberale.

beale

Gio, 05/12/2013 - 10:10

Caro Lottieri non capisco il senso dell'articolo.I motivi della protesta sono giustificati.La dietrologia è fuori luogo.

steacanessa

Gio, 05/12/2013 - 10:16

Concordo con frank. Gli agricoltori non vogliono che sui prosciutti stranieri venga apposta la scritta "prodotto in Italia". E' così difficile da capire? Se sui prosciutti polacchi ci fosse scritto Made in Poland saremmo liberi di scegliere il prodotto straniero o il prodotto italiano. Adesso ciò è impossibile.

teoalfieri

Gio, 05/12/2013 - 10:27

certo non è obbligatorio..... siamo in una democrazia..nonostante che voi e il pregiudicato dite il contrario... Ma il buon senso impone di acquistare italiano...guardate i franses.... 54% delle auto vendute in Fransa...sono francesi.... gli inglesi scrivono nei supermercati "Marks and Spencer" British goods means British job...... e noi?!?!!? Avevamo il Premier, ora pregiudicato, che invece di usare le auto italiane....girava orgogliosamente in AUDI 8.... e voi criticate la culona Merkel.... come la chiamate voi!!! VERGOGNA!!! Un po di amor proprio.... abbiamo ottimi prodotti agricoli...ottimi prodotti industriali...tipo le Fiat...Alfa Romeo.... o per i ricchi come il Pregiudicato Maserati...ottime auto come le Lamborghini per portare in giro le nipotine... oppure le Ferrari... ma dai!!! Basta scrivere idiozie!

plaunad

Gio, 05/12/2013 - 10:28

E no, questa volta sono in completo disaccordo con Il Giornale. Le motivazioni esposte nell'articolo sono semplicemente ridicole. Che mi si dice delle nostre aziende agricole che devono chiudere? E dei produttori di latte obbligati a buttare il prodotto od uccidere le mucche perché ci si ordina di produrne di meno? E potrei continuare. L'Italia, per lo meno in agricoltura, prodice di tutto e tutto di ottima qualità. Perché dovremmo importare roba dall'estero a scapito dei nostri produttori?

teoalfieri

Gio, 05/12/2013 - 10:51

Cari Amici che difendete i prodotti italiani...questi bananas non arrivano a capire queste cose... Uno che gira con auto straniera non capisce....

Non so

Gio, 05/12/2013 - 10:59

Vero quello che dice nell'articolo, ma mi sembra talmente evidente che l'intenzione della Coldiretti sia quella di sensibilizzare la gente nel favorire, per quanto possibile, industria e produzione italiana comprando made in Italy, poi è ovvio che se uno si vuole comprare la carne polacca è libero di farlo. Anch'io ho una BMW, ma comprata 3 anni fa, quando la situazione era ben differente, .. ora sicuramente non userei più un'auto tedesca nemmeno se me la regalassero, ... probabilmente anche la maggior parte dei trattori saranno stati acquistati in passato.

yulbrynner

Gio, 05/12/2013 - 11:03

ahi ahi ahi lottieri mo mangietela tu la murtadela rumena il salame bielorusso e la coppa slovacca ma x piacere occorre salvaguardare il made in italy occorre sapere la provenienza dei cibi ccosi uno puo scegliere io mangio il salume italiano lei lottieri si mangi pure la murtadela rumena

Maria Lorena Garolfi

Gio, 05/12/2013 - 11:26

Caro Lottieri,anche per me lLei della manifestazione non ha capito nulla! L'Italia deve sostenere i propri agricoltori e i propri prodotti! Io per quanto mi riguardo ceerco di comprare il più possibile italiano! Da nessuna parte si mangia come in Italia! Neanche quella Balena della Merkel abituata a wurstel e crauti, mangia così! Frequentate i mercati della coldiretti e guardate la provenienza dei prodotti! Non frequentate discount, che hanno prodotti esteri! Aiutate i nostri agricoltori!

Ritratto di Vendetta

Vendetta

Gio, 05/12/2013 - 11:31

Giornalista informati meglio oppure molla certe idee, perche l'agricoltura in Italia non e mai stata difesa e tantomeno tutelata. Negli anni 90 tramite contratti assurdi si importava carne di coniglio dalla Francia per il 75% gli allevatori italiani pareggiavano producendo carne bianca migliore, il made in italy va difeso e tutelato. Lascia stare non arrecare al danno la beffa con questi articoli.

PDA

Gio, 05/12/2013 - 11:37

Forse era più semplice dire che é illegale non permettere a merci comunitarie (Austria, Germania e Polonia fanno parte della UE)di essere importate in Italia, non solo perché la UE é un mercato unico e le merci debbono circolare liberamente, ma soprattutto trattandosi di prodotti agricoli essi sono di pertineza della Politica Agricola Comune (PAC) e quindi tutta le legislazione in vigore é adottata a Bruxelles. Il ministro delle politiche agricole cavalca una contestazione illegale e senza nessuna speranza

buri

Gio, 05/12/2013 - 11:48

giusto, non può essere obbligatorio comprare tricolore, ma pdeve essere chiaro da dove viene quello che compro e poi mangio, non voglio comprare il Parmesan finlandesi che quale disonesto spaccia per grana padano o peggio per parmigiano doc, ed è solo un esempio, oppure mozzarella fatta in germania e si può andare avanti così a lungo ,

paspas

Gio, 05/12/2013 - 11:54

La questione di fondo e' che in Italia i nostri bravi agricoltori sono sempre stati presi per i fo.nd.lli. L'articolo in questione ne e' la prova. I nostri agricoltori ancora oggi non possono produrre quello vogliono(vedi quote latte) perche' deve arrivare dall'estero. Hanno provato a ribellarsi. Che cosa ne e' risultato? Multe e se non paghi sequestri......................

Ritratto di cesare.quattrini

cesare.quattrini

Gio, 05/12/2013 - 11:56

Anch'io non capisco il senso di quest'articolo. solo una domanda a Lottieri: lui comprerebbe l'acqua di Fiuggi (per i reni) sapendo che dentro c'è Uliveto (fegato)? E poi si contraddice lui stesso nell'affermare che gli agricoltori italiani comprano trattori tedeschi: li comprano perchè sono sicuri che i tedeschi vendono trattori fatti veramente in Germania, con tecnologia tedesca e non trattori comprati altrove e poi marchiati. Qui non si tratta di rinnegare il liberismo ma di fermare una truffa. Comunque suggerisco di seguire pedinando questi camion e una volta individuata l'azienda che li ha comprati aspettare che esca il prodotto finito e controllare il luogo di produzione dichiarato. Se è dichiarata la vera origine del coscio di maiale non ci sono problemi ma se esce il made in Italy va punita.

Agostinob

Gio, 05/12/2013 - 11:56

Abbiamo prodotti che entrano in Italia marcati "made in italy" e sono fatti in altri paesi. Prendiamone atto. Veidamo allora che succede. C'è un'azienda estera, diciamo in Polonia per evitare la solita Germania, che produce, marca, mette l'etichetta, mette i prodotti nei cartoni, fa bolle e li spedisce. Perchè, essendo in Europa non c'è già in partenza in controllo per verificare che non vi siano etichette corrette? Questo avviene perchè per l'Europa, che tutti vogliono, non è reato farlo. Poi perchè si tratta di prodotto fatto là, che dà lavoro a operai loro, ma che non riempie i loro mercati. Proseguiamo. Il prodotto viaggia. Arriva nelle città e va nei parchi dazio dove c'è la finanza che fa aprire i tir e controlla. Non avviene? Certo che no se questo accade. Ed allora occorrerebbe prendersela con chi deve e non fa controlli. Proseguiamo. Il prodotto arriva in aziende italiane. Qui viene scaricato, probabilmente disimballato, messo nei nostri cartoni e spedito alla clientela. Possibile che nessun operaio veda? Possibile che nessun impiegato sappia? Diciamo che tutti sanno ma che se ne fregano perchè ci andrebbe di mezzo il loro lavoro. Quindi, dare la colpa a chi acquista, dicendo che devono acquistare italiano, che senso ha? Come fa, secondo queste logiche, il cliente a sapere dove è stato prodotto ciò che compra. Se l'etichetta dice italia.... Diciamo allora che, quando accade questo, accade perchè, ripeto, ci sono leggi che lo permettono. Lasciate quindi perdere i consumatori. Le argomentazioni di BMW o Fiat lasciano il tempo che trovano. Ognuno compera ciò che vuole. Le battaglie da fare sono altre ma, come sempre, si vorrebbe che altri facessero qualcosa al nostro posto. Obbligare gli italiani a mangiare italiano, perchè in questo modo si risolvono i problemi, credo capirete sia piuttosto illogico. Come dire che, volendo io guadagnare, chiedo a chi lavora di darmi il pizzo. Non siamo molto distanti.E finisco dicendo: nel mercato tutti si conoscono. Nel mondo degli agricoltori, tutti sanno cosa fa e come agisce il suo vicino. Tutti sanno se fa latte o no; come lo fa; se alimenta bene i suoi maiali o le sue mucche. Ed allora perchè, quando c'è qualcosa di sbagliato non va a dirlo a chi di dovere? Tutti zitti. Idem per le aziende; i macelli; le casearie. Nessuna ignora come lavorano i concorrenti eppure tutti tacciono. Pensate perchè questo avviene.

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 12:06

Articolo decisamente scarso e a tratti banale. Carlo Lottieri dicci perché?? La difesa del made in Italy non è protezionismo!!!(informatevi!) e mi viene il dubbio che articoli del genere siano scritti su spinte "industriali" dato che, dopo la protesta di ieri, qualcuno del settore industria-agroalimentare ha già iniziato a protestare per tale presa di posizione!(visto che intacca qualche interesse)

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 12:12

X >.. chiarisciti un po’ le idee.. i prodotti che vedevi per strada al sud erano belli, buoni, grossi, e costavano meno.. e poi dici che la roba italiana è venduta all’estero perché costa di più!(e importiamo quella che costa meno.. buona..) controsensi.. purtroppo a tratti anche veri.. ma sono le valutazioni associate che denotano poca conoscenza del settore e del sistema italiano. Quell’uva che non sa da niente hai mai visto da dove viene? È proprio per questo che c’è stata la protesta!!!! Per poterlo capire! E per far si che.. se non vale, non venga pagata così tanto come se fosse nostra!!! È una protesta anche a favore dei consumatori!!! Mica solo per gli agricoltori!!!

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 12:14

Gli italiani producono cose generalmente buone o ottime(con costi aziendali molto più elevati che all’estero), più controllate(e sicuramente più controllate che all’estero),e hanno costi di burocrazia e mancanza di infrastrutture adeguate.. (spesso per colpa dello stato ladro e inefficace..) e ciò è riconosciuto da tutto il mondo! (il vero “made in Italy” va a ruba!!!).. .. e “tutto” ciò fa si che si possano spuntare prezzi maggiori su certi prodotti! (non valutando,ma non trascurando anche un concetto di territorialità in queste eccellenze) POI (come ti è capitato) arrivi a casa del “produttore” che meglio si chiamerebbe contadino e scopri che tali cose specialissime costano pure meno di quanto trovi nel sistema di “distribuzione”(grossisti e commercio) [con prezzi assurdi lievitati spesso in maniera esponenziale anche dal 400 al 1000 per cento) Per questo nacque il “km 0” che vorrebbe esser più vicino a quello delle profumate,belle,buone arance che vedevi a bordo strada. .. è un tentativo per curare “un male”(un problema) che è insito nel sistema-Italia che la politica da 30-40 anni non ha mai trattato.. con negligenza o collusione!! Poi scopri ANCHE che “sono morte” moltissime aziende per colpa del sistema-Italia.. se aumentano i costi di produzione e approvvigionamento di materiali e attrezzature, aumentano incombenze burocratiche, aumentano tassazioni(anche assurde tipo l’Imu sui beni strumentali e sui terreni coltivati(come se ti tassassero-extra l’auto aziendale)) ,aumentano controlli, costrizioni di sicurezza(anche di dubbia efficacia).. MA il prezzo alla vendita (dal contadino alla distribuzione organizzata) è generalmente bloccato o addirittura in calo… (ma non il prezzo al banco(ossia quello per il consumatore finale!) E Scopri PURE che qualcuno per confezionare “un prodotto lavorato ITALIANO” sceglie delle scorciatoie e dei trucchi per “incrementare” i ricavi … ALLORA ARRIVANO QUESTE PROTESTE!!! Proteste ..che dicono solo che non puoi comprare carne polacca o brasiliana meno controllata, meno tutelata per il consumatore e poi venderla per italiana(Made in Italy) al prezzo “alto” che dovrebbe giustificare almeno in parte la produzione in ITALIA! Questa è la truffa!!! Queste sono “sofisticazioni” dannose! Proteste ..che dicono che con la produzione italiana di latte non ci fai tutti i formaggi tipici italiani e non ne fai di sicuro così tanti da venderne gran parte all’estero… perché in Italia stranamente non conviene così tanto produrre latte!!!(le aziende continuano a chiudere).. ma conviene tanto vender formaggio e latticini!!! (strano nooo?) (importiamo cisterne di cagliate e siero che vengono mischiate al sudato latte di produzione locale) .. In questo agricoltori e Coldiretti dicono solo che quel prosciutto che vendi come Italiano, lo sia!!! E che importi pure tutti i prosciutti polacchi che vuoi e li vendi per tali(ma ad un prezzo minore! Perché la loro filiera esige meno balzelli e perché esige meno controlli).. poi ognuno si assume le sue responsabilità e le sue scelte!!! ..e sarebbe una cosa più simile al liberismo nel commercio in “concorrenza leale”!!! (perché poi, se un prodotto italiano davvero non vale.. allora lo eviti!!, ma non puoi evitare un prodotto pensandolo italiano, quando poi non lo è!! .. è come tirarsi “ ’na zappa sul piede”!!!)

Simostufo

Gio, 05/12/2013 - 12:16

@deliziosagrc mi permetta questa osservazione : in ogni stato esistono delle normative diverse, tassazioni diverse, regolamenti diversi che incidono notevolmente sulle imprese e sul loro business. Queste differenze chiaramente sfavoriscono delle imprese e ne favoriscono altre (quindi il problema e' lo STATO), pertanto in un ottica di questo genere XFORZA BISOGNA ESSERE UN MINIMO PROTEZIONISTI. Se invece si vuole creare un VERO LIBERO MERCATO vanno aboliti tutti gli STATI NAZIONALI cosi' saremo degli individui LIBERI senza tassazioni diverse, senza campanilismi,senza le cayman, la svizzera(e tutti i "paradisi"sparsi per il mondo con il fisco leggero)senza limitazioni degli STATI e delle loro politiche fiscali questo sistema sarebbe piu' coerente e liberale del sistema attuale non trova? questo e' liberalismo vero al 100%, tutto il resto e' fascismo mercatista (visto che lei ha tirato in ballo il fascismo, come vede, anche questo sistema "liberal-statale" e' fascista e dittatoriale, forse pure peggiore!). PS: non sono d'accordo spesso con Lottieri che tuttavia stimo in quanto ha molti spunti interessanti ed e' il piu' coerente liberale in Italia!

Agostinob

Gio, 05/12/2013 - 14:07

Vedo dei testi che forse si riferiscono a quanto ho scritto io. Se così è devo dire di rileggere bene ciò che ho scritto oppure, in mancanza di capacità di comprendre bene, di evitare di giudicare. Detto questo, pare che sia sufficiente dire "comperate made in italy" per risolvere tutti i problemi. Dite tutti, che noi facciamo cose eccelse (compreso magari tutte le produzioni cancerogene della famosa e tiste area campana) poi scrivete che noi importiamo dall'estero e marchiamo italiano. Allora due sono le cose: o sono quelli all'estero che fanno cose eccelse che poi vengono marchiate da noi, vendute e, per voi, eccelse perchè c'è scritto made in Italy oppure, visto che la merce viene dall'estero è inutile cercare prodotti dove è scritto made in italy. Mi pare anche, da quello che leggo, che ne venga fuori un'Italia che più che truffe alimentari non fa, taroccando i prodotti. Ed allora come fate a dire che è meglio ciò che è italiano perchè noi facciamo l'eccellenza? Come fate a dire che il made in Italy va a ruba, perchè ottimo, se poi scrivete che ciò che si vende non è made in italy ma c'è solo scritto? Ripeto, non è dicendo agli altri "acquistate made in Italy" che risolverete le cose e nemmeno va pensato che così dicendo la gente si convincerà. Siete, purtroppo, politicamente di scarso peso perchè qualcuno si interessi a Voi. E' triste, non è un rimprovero ma una costatazione. Vi lasciatre prendere in giro da chi viene alle vostre manifestazioni per trarne lui un vantaggio. Le leggi europee sono queste e non le fermerete facendo una manifestazione ogni tanto. Se le aziende, ad esempio, importano prosciutti polacchi, è perchè certamente costeranno all'industria molto meno che quelli italiani. E allora? Vanno puniti gli agricoltori polacchi perchè hanno costi inferiori? Vanno punite le aziende italiane perchè comprando a meno possono essere un pò più competitive? Sapete quande aziende alimentari italiane del nord est hanno aperto stabilimenti all'estero per poter produrre a meno e sopravvivere? Non lo devono fare? Dovrebbero comperare sul nostro territorio ed una volta fatto i prodotti buttarli via perchè essendo cari non riescono a piazzarli? Occorre guardar oltre e capire bene. Ripeto: trincerarsi solo dietro a "noi faciamo solo buone cose e si deve comperare il made in Italy" non risolverà nessun problema, anche se dirlo pare che risolva metà dei problemi. Organizzatevi, strutturatevi, fatevi difendere, usate le moderne armi di vendita, datevi da fare. Sapete perchè la Fiat non vende più? Perchè pretendeva proprio come dite Voi, che gli italiani acquistassero solo le sue auto ed essendo sicura che questo accadesse (negli anni 70) ha iniziato a fare schifezze, non investire più, non fare modelli nuovi ed attuali, arrivando ad un punto di non ritorno. Oggi ha il risultato.

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 16:23

Agostinob.. quello che deve rileggersi e imparare a capire cosa scrivono gli altri ..sei tu!.. (magari con meno arroganza o supponenza!) le cose che dimostri di non capire potrebbero riassumersi in: 1-la battaglia per il "made" in Italia NON pretende che la gente compri prodotti italiani, piuttosto cerca di TUTELARE un "oneroso" lavoro fatto in Italia e di far SAPERE cosa si sta mangiando(italiano o non), e di PAGARLO come tale(altrimenti dovrebbe esser pagato meno se costa meno!). (e questo vale sia x il prodotto Italiano buono che per quello scarso.. ma non si può pretender di vender un "parmigiano" come tale se è fatto da latte importato che costa meno,e prodotto senza le stesse incombenti e onerose tutele!!) (e nessuno vieta di continuare a importare il latte estero più conveniente, ma almeno il formaggio lo si chiamerà Grana d'oltralpe.. lo venderai a 20 euro di meno finchè non dimostrerà il suo effettivo valore di mercato(scelto dai consumatori). Perché il resto è SOLO sofisticazione alimentare a fini di lucro)) 2- il made in Italy è simile a quella cosa che un turista assaggia in un paesino in Italia, se ne innamora e poi torna ogni anno per trovarla o tenta di comprarsela per rinverdirne il ricordo. Se comprerà una cosa falsificata, non è buono, nè giusto, nè bello, nè economico.. nè utile.. e agli agricoltori non va bene!! Se il prodotto italiano è scadente, sarà una colpa italiana,e ce ne assumiamo le responsabilità,ma non per i pomodori “made in cina” importati a navi intere e trattati nel campo ancora con pesticidi cancerogeni!!!(nel banco come “passata di pomodoro italiana”!!) ma evidentemente a qualcuno va bene così(Agostinob) e son problemi tuoi,suoi e dei vostri perchè!!! Ma almeno ammettetelo invece di far proseliti! 3-(Agostinob) non c'è equidistanza nel tuo schierarti: e SCRIVENDO:

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 17:00

Se potete,se vale,comprate il “vero made in Italy” e combattete le truffe. (comprese quelle di stato!)

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 17:29

.. e SCRIVENDO: “Siete, purtroppo, politicamente di scarso peso perchè qualcuno si interessi a Voi. E' triste, non è un rimprovero ma una costatazione.” ..dimostri pure tutta la scarsità che “affibi agli altri”, visto che a motivazioni resti proprio carente.. e il fatto che scrivi così tanto per confondere i poco preparati lettori, o per fuorviarli, denota pure un'altra contraddizione del “poco peso” che accosti alla cosa! La “scarsità” sta forse da altre parti?? 4- scrivi pure: A parte che nessuno punisce gli agricoltori polacchi se non la tua VALUTAZIONE opinabile.. ma Quindi, e INVECE… dobbiamo continuare a pagare prodotti a elevato prezzo senza che sotto ci sia elevato valore e corrispondente costo!! .. se produrre all’estero costa meno, il prosciutto importato deve costare meno!! Non come quello a marchio italiano per lucrare sul consumatore!! .. poi il libero mercato, e la LEALE concorrenza faranno il resto decidendo che il prosciuttPolacc è valido tanto quanto il nostro e magari anche di più!! 5- gli agricoltori italiani è una vita che denunciano troppi costi, troppe tasse, troppa burocrazia, troppe imposizioni nel settore.. troppa gente che altera il prezzo che alla produzione è basso e al consumo è sempre crescente!!! ..ma la politica non ha mai fatto niente se non trascurare il settore che assieme al turismo potrebbe essere pure economia trainante!!!

gxgiornale

Gio, 05/12/2013 - 17:31

certi aricoli e certi commenti li trovo un po’ DEPRIMENTI!! Denotano un po' di ignoranza, incomprensione e non propongono nemmeno soluzioni!!! Sono solo “critiche” che non mostrano nemmeno in trasparenza le loro motivazioni(forse perché tese anche esse a proteggere delle rendite di posizione o conflitti di interesse?) (p.s. le macchine scadenti non servono nemmeno se sono italiane, non vedo perché importarne dovrebbe esser un valore aggiunto e non vedo perché se son prodotte all’estero è giustificabile pagarle come quelle prodotte agli improponibili costi esistenti in Italia.. ma a volte alla Fiat come a qualcuno nel settore industriale-agroalimentare (Italiano e estero) queste cose non interessano)

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 05/12/2013 - 18:28

Lottieri,discorso sensato..Il concetto del "Made in Italy",andrebbe rivisto di sana pianta!di certo,serve una più trasparente comunicazione,fra "produttore-consumatore",sull'origine delle materie prime,e sopratutto,quello che conta è il rapporto qualità/prezzo dei prodotti.In tale senso,i "produttori" seri,DOVREBBERO(a loro vantaggio),essere più precisi in tale senso,addirittura precisando la "zona",non solo il Paese(vedi pomodori e verdure del genere,senza che vengano sollevati scudi...).Personalmente,sapendo che in Austria,il latte segue una legislazione(e dei controlli),migliori,lo prediligo.Qualità-prezzo-controlli,CONCORRENZA,NIENTE CAMPANILISMI!!Concludo:Il mercato agro-alimentare "Italiano" in Cina,si era avviato con buone prospettive di esportazione(60 milioni di Cinesi,sono "ricchi"),....subito dei soliti "furbi produttori italiani",hanno approfittato per TAROCCARE l'olio di oliva,spacciandolo per Italiano quando non lo era...Queste sono le FURBATE,che la Coldiretti dovrebbe denunciare,e di cui preoccuparsi,non della carne che viene dall'Argentina,proveniente da animali che vivono allo stato brado,e non pompate di antibiotici,o con altro!!!

Agostinob

Ven, 06/12/2013 - 06:51

GXGIORNALE Non so se leggerà questo scritto ma lo scrivo. Quando ho scritto "mancanza di capacità di comprendere bene" era ovvio che intendessi riferirmi alla volontà di capire ciò che scrivevo senza preconcetti: Spesso, e capita a molti, si legge ciò che si vuole leggere e si è pronti a rispondere ciò che è già nella nostra testa, indipendentemente da quanto l'altro scrive. Così nascono i problemi. Se Lei rileggesse il Suo scritto, vedrebbe che in più punti, alla fine dei suoi discorsi, dà ragione o quanto meno capisce che ho detto il vero. In realtà Lei parte da un principio, sano, ma non sempre valito e sopratutto non risolutivo, e cioè: comprate italiano. Io ho detto che dire solo così non risolverà nulla e Lei lo vedrà: Ci sono altre azioni da fare, invece che fanno gli agricoltori? Vammo davanti al Parlamento con i maiali. Pensa che questo serva? Fa solo spettacolo. Si pensa che così facendo la gente prenda atto dei problemi della categoria, ma la gente passa e ride. Ed allora? Sui prodoti non made in Italy marcati e venduti come tale, Lei dice le mie stesse cose. Non va fatto. Anzi, non andrebbe fatto ma se lo fanno vuol dire che possono farlo, in mancanza di leggi che lo vietino. E se invece ci sono perchè non reagite? Perchè non denunciate? Insomma, non si può gridare al lupo, al lupo, ed aspettare che qualcosa accada. Avete un'associazione di categoria, rompete i coglioni a chi Vi guida affinchè faccia qualcosa anzichè andare a Roma a pranzare sorridendo con gli addetti! Altrimenti, via. Non sono gli altri Italiani che devono risolvere i problemi dellagricoltura se non lo fatre voi. Gli altri hanno i loro problemi. E, ripeto, ognuno è libero di mangiare ciò che vuole e, se vuole, di farsi infinocchiare con prodotti fasulli. Non deve prenderseLa con la gente per questo. Se, come dice Lei, va venduto un buon prodotto italiano al turista affinchè ne abbia un buon ricordo, mi spieghi cosa c'entra la gente. Dovrà essere il produttore a produrre al meglio ciò che vende per avere successo. Se non è interessato lui, cosa possono farci gli altri? Sta truffando? Se la prenda con chi non fa controlli. Insomma, ci sono mille cose da fare e, mi scusi, Lei si ferma solo a dire "comprate italiano", ben sapendo che con tutte le schifezze che facciamo (è Lei stesso a ripeterlo più volte) siamo quanto meno alla pari degli altri. Cordialità

angeli1951

Ven, 06/12/2013 - 10:48

Ma questo Lottieri è uno che passa veline delle multinazionali dell'alimentare? Quello che pretendono, con tantissima ragione, gli agricoltori italiani, che vengono sottoposti ad innumerevoli e pesanti obblighi e vincoli di produzione talvolta pure inutili, è che, per esempio, non si possa spacciare (altro vocabolo non mi viene) prosciutto di Parma un prosciutto prodotto con maiali importati dall'Olanda che magari a sua volta li ha importati dal Kenia e con il solo passaggio per le scartoffie ue; così per i formaggi, i pomodori, il grano e tutto quello che viene spacciato per "italianità" nel mondo tra l'indifferenza dell'europa tanto solerte a sanzionare l'Italia per qualunque piccolo non accoglimento delle sue direttive spesso idiote: ultimo lo studio sullo standard del water.

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 10:52

Buongiorno! Agostinob Questo tono già mi piace di più, ma purtroppo la sua “valutazione critica” comunque non propone ancora nessuna soluzione. O meglio , se non ho capito male la “sua”proposta, (“ci sono altre azioni da fare”) è riassumibile in ”agricoltori svegliatevi, protestate ma arrangiatevi!” ..perchè forse non sa che il sindacato(o meglio i sindacati)di categoria “non pesano niente” nel mondo politico e anzi a volte si fanno anche lo sgambetto .. e magari disertare i tavoli politici non è di sicuro soluzione!!, o fare proteste violente non è soluzione!! C’è chi va a spaccare Roma.. per ora gli agricoli e coldiretti vanno coi maiali in piazza e lasciano anche pulito!!! Lei dice:“La gente ride”.. beh..!! di questi tempi non è trascurabile, ma se una persona ride per la sua superficialità non è un problema dell’agricolura!!! Non le sembra??? E se ben guarda.. questa protesta è solo per svegliare i consumatori! E’ Un blocco civile, in collaborazione con la guardia di finanza(cioè con il sistema legale) per scovare dei possibili traffici che truffano i cittadini italiani!! Non vedo come una persona a modo dovrebbe lamentarsi?? E’ “sano” come dice anche lei.. perché allora fa “il disfattista” con i suoi commenti!!! O protegge un articolo che è solo parziale e "ignorante"!! (caro Lottieri)(ci dica perché “difende” il “settore industriale carni” visto che la protesta riguarda tutto il settore alimentare!!!!)

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 10:57

E noto con piacere che a tratti “diciamo le stesse cose”.. vuol dire che vediamo entrambi la realtà.. ma come ho “già scritto” sono le sue valutazioni su tale realtà ad esser per me discutibili. Lei ribadisce il suo punto di vista: afferma che la protesta e “io” suggeriamo di “COMPRARE ITALIANO” Io prima e anche ora le ho spiegato che la questione posta in questi termini è solo fuorviante! Si riguardi il mio punto 1 sopra) : la battaglia per il "made" in Italia NON pretende che la gente compri prodotti italiani, piuttosto cerca di TUTELARE un "oneroso" lavoro fatto in Italia e di far SAPERE cosa si sta mangiando(italiano o non), e di PAGARLO come tale(altrimenti dovrebbe esser pagato meno se costa meno!)

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 10:58

Argomento diversamente se non si capisce: E’ DIFESA di lavoro qualificato, oneroso, immerso in un sistema che(dall’agricoltura al terziario, passando per commercio e industria,politica,finanza,burocrazia.. ) è gestito malissimo rispetto ad altri competitori nel libero mercato!!! E’ TRASPARENZA e CONOSCENZA cioè INFORMAZIONE che per ora è abbastanza assente! E’ GIUSTIZIA e LEALTA’ nella concorrenza di mercato e nei confronti del consumatore: un prodotto va pagato per quel che vale! Attualmente si pagano tantissimo ANCHE prodotti che non giustificano tali spese. [[..poi son conscio anche io che non è tutto rose e fiori, che c’abbiamo la diossina a napoli, che le pecore le eliminano attorno all’ilva perché son tossiche, che in sardegna ci son zone radioattive.. che siamo anche noi italiani truffatori anche al nord,che le ciambelle non escono sempre col buco.. MA su questo ci mettiamo sempre la faccia come italiani!]] E resta il problema: come combattiamo la falsificazione del made in Italy(totale o parziale) se la gente non se ne rende neanche conto!!! Le aziende italiane muoiono!!! Ma esportiamo sempre più “made in Italy”! c’è margine per crescere, per nuovi insediamenti!!! Se la politica abbassasse le tasse e semplificasse davvero, saremmo anche iper-competitivi!! Ma, non so in che settore sia lei, o in che mondo viva lei.. ma tutte queste volontà nella politica io mica le vedo???

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 10:58

Tornando all’articolo: -non è “limitazione all’importazione”di carne che danneggia l’industria..ma è piuttosto tentativo di riaprire le aziende zootecniche che continuano a morire vessate dallo stato e dalla smania di lucro di qualche operatore! (perché visto che la richiesta c’è, ma la politica non sa fare o non vuole,tentiamo di tener viva l’Italia che altrimenti continua a morire!! ) E allo stesso tempo continuare a importare prodotti esteri ma più facilmente identificabili e tracciabili che avranno lo stesso un mercato valido, ma non tutelato da un marchio che esprime anche l’onerosità che c’è nel fare lavoro in Italia.

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 10:59

Tornando all’articolo: -"È chiaro d'altra parte che l'iniziativa dei mira proprio a questo: a fare alzare i prezzi e ottenere maggiori benefici agli allevatori italiani." Falso!!! Perché gli allevatori italiani vogliono solo lavorare e in genere a loro il prodotto è pagato poco rispetto al consumo.. (altrimenti non chiuderebbero!!!) Spesso chi fa la cresta è spesso la distribuzione,il commercio e l’industria.. per loro ragioni, anche capibili visto che anche loro stanno nel malato sistema italiano(e ho scritto “capibili”, NON GIUSTIFICABILI!) E se l’unico beneficio degli allevatori è non morire o non chiudere l’azienda… beh!! Sembra sciocco dire che è una buona causa, ma il beneficio maggiore è ancora tutto per l’ITALIA.

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 11:03

Tornando all’articolo: -ed è vero che “Chi opera sul mercato, deve poter acquistare sulla base di proprie valutazioni indipendenti”.. ma deve CONOSCERLE!!!! Invece qua si vuole far i furbi!!! e non tentiamo di vendere il concetto che bisogna lucrare sulle spalle della salute dei consumatori, o semplicemente lucrare alle spalle del sistema Italiano!! (che poi ricade sempre sui consumatori) ..Perché come già detto qua la questione della contro-protesta industriale(lato Squinzi) mi sembra solo per tutelare l’orticello che permette l’ampio margine di introiti!!!!! ..è solo nell’approvvigionarsi di materia prima dall’estero (dove i cicli produttivi costano meno) per vendere in Italia sotto tutela di marchio a elevato prezzo,senza che tale processo sia chiaro al consumatore(cui potrebbe non andar bene di mangiarsi i pomodori ai pesticidi asiatici, il tonno radioattivo,la soia trasgenica, la carne brasiliana agli ormoni..robe del genere)!!!! (vogliamo continuare con queste forme di nuovo colonialismo becero che il sistema di mercato e finanziario continuano ad alimentare? Ok , ma diciamolo alla gente!!! .. -la delocalizzazione è una forma di colonialismo.. i nuovi schiavi sono solo gente che si accontenta di più di altri, a discapito di tutela e diritti.. -l’approvvigionamento di materia dall’estero spesso è colonialismo!!! Andiamo a prender “il coltan” in congo dove i minatori spesso bambini hanno aspettativa di vita bassissima,e lavorano a mani nude, per l’equivalente di pochi euro a settimana.. chissenefrega se poi il cellulare che ne esce lo paghi 800 euro!! andiamo a far magliette in Sri lanka perché sfruttano i bambini.. poi sono capi made in Italy di lusso, andiamo a smaltire rifiuti in Cina, via Germania(con cui abbiamo libero scambio europeo,e magari ha norme meno restrittive sulle società che possono esportare anche in cina), perché tanto chissenefrega se i cinesi lavorano senza protezioni e muoiono, andiamo a far disarmare le navi dalle parti dell’India.. la lavorano a 1 euro al giorno, su bacini altamente tossici e nessuno si indigna.. prendiamo la carne brasiliana che costa meno perché il Brasile ha fatto sviluppo nel settore primario.. ma magari ammette uso di ormoni e steroidi e disbosca la foresta amazzonica per far spazio alle colture intensive per foraggiare i nuovi allevamenti Vogliamo continuare a importare tali cose? Ok!! Lo si scriva chiaramente sul prodotto, poi vediamo davvero la gente chi premia!!!! NON MI SEMBRA UNA BATTAGLIA DA POCO!!! NON MI SEMBRA UNA BATTAGLIA STRUMENTALE! NON MI SEMBRA UNA BATTAGLIA INGIUSTA , NE’ INSANA! E MI SEMBRA CHE CHI SI OPPONE LO FACCIA SOLO PER TORNACONTO PERSONALE!

Agostinob

Ven, 06/12/2013 - 14:24

per GXGIORNALE Chissà se leggerà anche questa. Ormai è un dialogo a due e penso sarà l'ultimo per motivi di tempo mio. Non ho cambiato il mio modo di esprimermi; ha cambiato Lei il modo di vedere le cose. inizialmente Le ha viste con irruenza e su quelle si è fermato anzichè andare sino in fondo, rileggere e rispondere. ma non importa. Dialoghiamo e questo basta. Lei, caro Gxgiornale, dice tante cose giuste, comprensibili e condivisibili ma sono utopie o quasi. Tutti vorremmo il meglio, il giusto, il bello, ma dobbiamo poi fare i conti con la realtà che è attorno a noi e con quella dobbiamo patteggiare. Lei scrive che io non do soluzioni. E' vero. Ma non sono io che devo darle (anche se fa parte del mio lavoro). Tra l'altro non sono nemmeno del settore. Però, se rilegge ciò che Lei scrive vedrà che anche Lei, che presumo del settore, non dà soluzioni. Guardi solo il finale del Suo ultimo scritto. Scrive che non Le sembra una battaglia inutile, ingiusta e da poco. Ma la Sua non è una battaglia; è la somma di una serie di enunciazioni, di aspirazioni, di intenti che Lei fa e che vorrebbe che qualcuno usasse per far battaglie. E' quanto Lei sogna o spera ma, comunque si affida ad altri affinchè questo avvenga. So bene che da soli non si fa nulla ma so anche che non si può pretendere o aspettare che siano altri a farlo per noi. Ho scritto che questo discorso è lungo e non posssiamo farlo qui, e me ne spiace. Pensi piuttosto quanti sono, come Lei, intenzionati ad una battaglia con la Sua stessa enfasi. Pochi, e Lei lo sa. Si parla, si parla, ma poi si lascia stare. Io non sono nel Suo settore, come Le ho detto, ma conosco molti agricoltori ed anche il mondo dell'agricoltura e la mentalità degli agricoltori. Quando parlo con un produttore agricolo, spesso mi racconta tutto ciò che sa di sbagliato dei suoi colleghi, dicendomi cosa dà da mangiare il tizio alle sue bestie e cosa quell'altro fa di non giusto. Poi parlo con un altro ed anche questo sa tutto ciò che di sbagliato fanno gli altri. Ma allora, perchè non vengono fatte denunce? Se vogliamo pulire il mercato, perchè non iniziano gli stessi agricoltori a far smettere i colleghi che rovinano la categoria? Lei lo sa perchè ciò non avviene. Circa i prodotti made in Italy taroccati, Le ho detto che noi siamo come tutti gli altri e quindi, oggi, a parità di tarocco, il consumatore acquista ciò che ritiene più conveniente. Vede, nei supermercati vi sono in vendita carni pregiate piemontesi e carni chianina eppoi tutte le altre. I prezzi ovviamente sono diversi. Ora, con una parte di italiani in difficoltà, come possiamo pensare che si debba assolutamente magiare italiano anche se costa di più. Tant'è che di carne piemontese chianina se ne vende una infinata parte in meno dell'altra. Non si può pretendere che chi non può comperare quella cara, non debba comperare carne. Comprerà quella che riterrà adatta alle sue tasche. Sul fatto che se un prodotto non è fatto totalmente in italia non dovrebbe fregiarsi di queto titolo, può gridare all'infinito e potrei fare la stessa cosa anch'io, ma Le ripeto, non cambiarebbe la storia. Se le leggi sono queste vanno accettate. Se non si accettano, ci si fa in quattro (ma tutti Voi) per far pesare la vostra voce. I Vostri sindacati non vanno bene; mollateli. La Confederazione non fa nulla, non iscriveteVi. Il guaio sa qual'è. Che se ci fosse questa possibiltà forse sarebbe solo Lei a non iscriversi e a mandare al diavolo il sindacato. Gli altri lascerebbero correre e se ne fregherebbero. Lo Stato frega loro? E loro pensano che tanto anche loro fregano lo Stato! Non è ben accompagnato caro GXgiornale! Le auguro di poter portare avanti le Sue idee ma la vedo dura, a meno che non voglia mettersi in politica. Magari è la strada. Perchè non prova? Ne parli con i colleghi, faccia valere le Sue ragioni. Se le cose non dovessero andare, capirà allora come gira il mondo. Cordialità

Mario-64

Ven, 06/12/2013 - 15:11

Eh no ,cari miei ,non sono d'accordo. Io non voglio solo sapere dove e' stato appeso il prosciutto ,voglio anche sapere dove e' stato allevato e cosa ha mangiato il maiale!

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 17:24

Che bello.. nel suo discorso "Agostinob" intravedo la classica pacca sulla spalla del referente di turno che dicendo "lei ha ragione, ma se ne faccia una ragione" si gira dall'altra parte per confabulare con l'affarista di turno. (anzi.. non è proprio bello!) E sa.., penso proprio che l'aggettivo "disfattista" le si addica molto da quel che emerge: una rassegnazione e una assuefazione ad un sistema che pure lei trova carente se non meglio sbagliato. (non capisco proprio perchè ci tenga a difenderlo!!)

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 17:25

Ma a volte bisognerebbe anche capire da che parte dello schieramento si è. "Se le leggi sono queste vanno accettate".. ma stiamo scherzando?? se le leggi si dimostrano fallaci, "delinquenti" e "assassine" vanno cambiate!! (italiane o europee, accettarle vuol dire continuare sulla strada di questa Italia che sta morendo!!!) e serve farlo velocemente! e a che servono i politici altrimenti? solo a rubar soldi e render l'Italia più schifosa? e "Certo che ci si fa in 4!!!" lo stiamo facendo!! ma forse lei non lo vede!! e anzi si oppone con dubbie motivazioni seguendo la logica di un mercato "libero e globale" che per ora aiuta solo "i sistemi più furbi". E' un mercato da legge della giungla!!! ma perchè dovremmo "declassarci" a semplici animali dove vige comunque la regola del più forte? Questo mercato NON E' LIBERO, NON E' EQUO, NON è LEALE, nemmeno GIUSTO, men che meno PERFETTO! quindi, la prego in coscienza,non cerchi di demolire certe iniziative. io penso che bisogna battersi per le battaglie che si ritengono giuste!! sono illuso? non mi interessaaaa!!! devo capire come gira il mondo? beh.. CONOSCERE,FORMARSI e INFORMARE è già un primo passo!!!

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 17:26

gli agricoltori italiani possono fornire anche carne,uova,verdure,lavorati e semilavorati anche a basso prezzo. In attesa che la politica batta un colpo per tutto il sistema economico(dall’agricoltura alla grande industria e commercio) "il km 0", i gruppi di acquisto solidale,ne sono un esempio. (il resto sono balle!) (le limitazioni sono balle)!! Perchè sa.. non esiste solo la "chianina".. ma se continuiamo a far morire le medio-piccole aziende italiane.. non avrà più senso aver una qualità tradizionale che si chiamava chianina!! ..e prima o poi il consumatore lo dimostrerà!! (tanto per dire, girano già nel web articoli pro-vegetariani .. perchè andrà "di moda" dire che la carne proveniente da ciclo industriale fa male,e non ci sarà chianina che tenga!!! e boicotteranno anche il latte perchè fa bene solo nei primi anni di vita.. a supporto lo dicono certi studi scientifici(che ritengo sciocchi e parziali!)) Banalità a parte, beh!!! ovvio, prima ti abituano a mangiar “quella cosa per cui hanno multato i baby-tifosi della Juve.. “ e poi ti diranno che fa male,col solo scopo di propinarti a lauto costo un'altra soluzione a cui non si potrà resistere!!!

gxgiornale

Ven, 06/12/2013 - 17:26

Ma il ciclo degli alimenti è importante!!! ed è solo certa carne,certa verdura,certe colture che seguono troppo le logiche dei soldi CHE FANNO MALE! ..e non è detto che aver quei tre grandi allevatori con migliaia di capi renderà migliore il prodotto, ne' il territorio, ne il sistema economico-sociale!! non sarà mai "necessariamente migliore" la carne che gira mezzo mondo in celle frigo.. anche se costa meno perchè sfrutta qualche sistema economico "distratto" .. non si spiega mai al mondo come migliaia di cargo e navi intere piene di semini o verdure possono girar mezzo mondo e spuntar ancora prezzi più bassi delle produzioni locali. (forse da una parte non ci son tutele, ne spese.. dall'altra ce ne son troppe anche truffaldine) .. beh, la battaglia per ravvicinare le due soglie di prezzo, è una battaglia di diritto al valore della vita!! e son sicuro di non esser solo a farla!!!

Agostinob

Sab, 07/12/2013 - 07:04

GXGIORNALE Lei è un predicatore nato. Pensavo fosse un agricoltore ma mi sono sbagliato. E' colui che dice "armiamoci e partite". Non se ne voglia, se ci riesce. Ma mi pare davvero che Lei sia critico e critichi per il gusto di farlo. Le ho scritto, con sincerità, che Lei potrebbe far politica per portare avanti le Sue idee. La Sua risposta è una sfilza di concetti già espressi che portano sempre allo stesso punto: "Non si può; non si deve accettare; questo no; bisogna ribellarsi. Scrive "in attesa che la politica batta un colpo...." Vede, anche Lei è in attesa anzichè fare. Scrive a me che se le leggi sono fallate vanno cambiate ( e lo dice con passione) incolpandomi d'essere uno che se ne frega e accetto. Lei, mi scusi, cosa sta facendo per cambiare tutto, tranne che dirlo? Perchè, vede, occorre guardarsi negli occhi per dire le cose. Le frasi utopiche non cambiano il mondo; fanno solo sognare! Non so sinceramente se Lei è agricoltore, ma se lo fosse Lei ed i Suoi colleghi avreste molte ma molte soluzioni per cambiare la situazione. Io non posso dirLe ciò che faccio per diversi motivi, ma so cosa dico. Invece, che fà oltre a scrivere con me? Scrive che state facendo molte cose anche se non si vedono o anche se io non le vedo. Beh, se state facendo già molte cose, non dovrebbe lamentarsi. Ma se non si vedono e Lei è incazzato, vuol dire che forse non è poi così. Se non si vedono, a che servono? Guardi, non Le sto dicendo cose cattive; voglio farLe prendere atto che, se rilegge tutto ciò che ha scritto, vedrà che c'è un insieme di enunciazioni di intenti e di cose che andrebbero fatte, e basta. Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. O ci si impegna seriamente, se si crede in ciò che si dice, altrimenti meglio bersi un bicchiere e starsene sul divano. Ho scritto che se le leggi ci sono, vanno accettate. Lo ripeto. Non ho detto che vanno mantenute (cosa che ha subito pensato Lei); ho detto che vanno accettate in quanto fatte da persone che abbiamo mandato noi in Parlamento. E$ se di queste persone o partiti non siamo contenti, perchè continuiamo a tenerli in vita? Se non ci vanno e sopratutto se non vanno ad un'intera confederazione, sta a questa far di tutto per cambiare leggi e partiti. L'aiuto dergli altri lo lasci perdere, che se dovesse cercarlo non lo tova nemmeno tra chi Le è più vicino. Ho iniziato questo dialogo con Lei pensando che non divenisse politico. Non so se Lei ha partecipato o legge altre sezioni di questo blog ma se lo facesse e casualmente avesse letto qualcosa di mio, quando posso, saprebbe che solitamente non rispondo. L'ho fatto con Lei, e volentieri, perchè era un argomento che mi interessa e che non toccava le solite offese a questo o quell'altro. Lei si sta portando su questa china e la cosa perde molto interesse. Mi spiace. La ringrazio comunque per lo scambio di opinioni. Cordialità

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 10:54

Cordialmente, Agostinob, ringraziando anche a priori… ma se la politica ce la mette dentro lei(e me la affibia) in più di 30 righe che non parlano minimamente ne dell'articolo, ne della protesta.. di che mi "accusa"?? ..il suo è l’essenza del linguaggio politico, ma quello che trascende i problemi!! (e grazie per avermi associato altre sue valutazioni continuando anche a sbagliare bersaglio,lei è “così”, poi è “colà”.. !) mi duole avvisarla che io non c’entro con quello che c’è scritto nell’articolo, ma noto curiosamente che lei ci tiene a parlar di me.

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 10:55

E qui non interessa ciò che si mette in campo per modificare il sistema, interessa di più perché qualcuno osteggia a parole una protesta che sembra giusta agli occhi di tanti “contadini” e di tanti “consumatori”. e.. “MI LAMENTO” perché c’è gente che scrive questi articoli, e c’è gente che “sa tutto” come ammette lei stesso, facendo però solo sermoni e proseliti che però sono abbastanza vuoti di significato, che nemmeno centrano la questione, ed esulano i problemi di cui sopra: …Parlando poi a difesa del settore industriale della carne. Le altre cose, magari a commento di altri articoli SBAGLIATI.

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 10:56

Dal canto mio, se mi rilegge, ci sarà tutto l’idealismo che pensa lei, o l’utopia che mi “appioppa“ ..ma ho semplicemente parlato dell’articolo e dell’agricoltura, ho chiarito motivazioni di una protesta, tentando pure di giustificarle al meglio che il mezzo scritto e la mia dialettica permetta. Ho chiarito le criticità di un articolo “parziale” e “tendenzioso” nelle informazioni e nelle valutazioni, che sembra pure spinto da dubbie e incapibili motivazioni(simil pro-industriali .. non smentite,non chiarite) che ha l’unico punto forte nella difesa di un libero mercato che però non è libero, ne leale! Tutto “abbastanza” ben argomentato per chi vuol capire o parlarne. Nel merito aggiungo: titolo e sottotitolo sono sbagliati.. (la protesta non riguardava quegli “assunti” tendenziosi!! E di sicuro si nota l’intento di colpire una associazione di categoria precisa) …

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 10:56

Faccio notare che “CONTROLLARE” le merci in ex-frontira è diverso che “IMPEDIRE”.. ma si sa, qualcuno potrebbe non accorgersene se poi gli si dice che tutto ciò farà alzare il prezzo delle carni!!(FALSITA’ anche questa perché gli agricoltori hanno marginalissima capacità di influire sul prezzo di mercato alla vendita(se non quando a vendere siano direttamente loro(tipo con l’iniziativa del “km 0” o GAS(gruppi acquisto solidale) ) È un dato di fatto che “QUESTO bel libero mercato” e “lo stato Italia inteso come sistema economico-amministrativo-logistico-buroicratico” stanno uccidendo tutti i settori produttivi Italiani.. (questo non vuol dir parlare di politica!!!)

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 10:57

NON FIDATEVI di chi vi dice che “gli altri” alzeranno i prezzi quando non s’è mai visto un abbassamento di tali al banco sebbene da decenni si opera con lucro sugli approvvigionamenti (non solo intra-europei) a basso costo.. (nel tanto declamato libero mercato concorrenziale) Ma la battaglia Agricola non vuole esser una lotta fra classi produttive italiane, e se commercio e industria fanno bene il loro lavoro nessuno dice niente. AGGIUNGO che “loro” per PRIMI non dovrebbero aver problemi a far conoscere meglio i prodotti che vendono!!!! ETICHETTATURA CHIARA e TRACCIABILITA’!!! E la battaglia è soprattutto contro quel sistema che penalizza l’italianità, messo in atto da quei paesi che falsificano prodotti e marchi, usano nomi assonanti per spuntar vendite migliori o più redditizie, e non tutelano perciò i consumatori giocando però con la faccia(o il sedere) dell’italia. In tutto questo: Noto che a qualcuno il sistema va bene così! Un po’ losco, un po’ coperto.. ma così mica migliorano le cose??, e nemmeno cambiano!!

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 11:19

Esercizio di italiano: titolo e sottotitolo in cui potete liberamente cambiare le parole maiuscole per arrivare al vero senso della protesta!! Cit.1 “Ma comprare tricolore NON può esser OBBLIGATORIO” Cit.2 ”Le ultime iniziative di COLDIRETTI per IMPEDIRE l’importazione di CARNE dall’estero possono SOLO DANNEGGIARE la NOSTRA ECONOMIA”

gxgiornale

Sab, 07/12/2013 - 11:19

.. io consiglierei ad esempio dei più veritieri Cit.1 Ma comprare tricolore NON può esser CONSIGLIATO.. Ma comprare tricolore .. può esser CONSIGLIATO? Ma comprare tricolore NON può esser CONTROLLATO? E poi.. Cit.2 Le ultime iniziative di AGRICOLTORI e COLDIRETTI per CONTROLLARE l’importazione di PRODOTTI dall’estero possono SOLO DANNEGGIARE la CONTRAFFAZIONE Le ultime iniziative di AGRICOLTORI,COLDIRETTI,MINISTRO eFINANZA per BLOCCARE l’importazione di QUEI PRODOTTI CHE dall’estero possono SOLO DANNEGGIARE la NOSTRA ECONOMIA Le ultime iniziative di AGRICOLTORI e COLDIRETTI per RENDER TRASPARENTE l’importazione di PRODOTTI dall’estero possono ANCHE MIGLIORARE la NOSTRA ECONOMIA Insomma, basta volerle vedere le cose!!!!