Dai marò al pasticcio kazako la Bonino colleziona solo flop

Dopo le lotte per l'aborto e per lo spinello libero, la leader radicale conquista poltrone da oltre 30 anni. Ma agli Esteri i risultati lasciano molto a desiderare

Messa di fronte alla sua grande occasione, nella piena maturità dei suoi sessantacinque anni, Emma Bonino delude. Titolare del ministero degli Esteri, responsabile dell'immagine italiana nel mondo, Emma ricalca le mediocri prestazioni dei due immediati predecessori, Giulio Terzi di Sant'Agata e Franco Frattini. Di Sant'Agata ha le tremebonde incertezze, di Frattini la spocchia verbale e la mentalità gregaria verso gli Alleati più forti.

Nella faccenda dei due marò, malamente pasticciata da Giulio Terzi, siamo lì dove l'ha lasciata lui. Dal lato diplomatico, nulla di rilevante è stato fatto da quando alla Farnesina c'è Bonino. Ci si è rassegnati ai capricci indiani, scanditi da piogge e monsoni, anziché internazionalizzare il caso denunciando le tropicali lentezze di Nuova Delhi.

Ogni quindici giorni, Emma dice qualcosa sui due fucilieri - per esempio che stanno bene -, aggiungendo che fra Italia e India c'è perfetta identità di vedute, ma senza specificare quali per non dare luogo a sberleffi. Chiarito che lei non ha scordato i prigionieri, ripiomba nel letargo di iniziative concrete per due settimane, trascorse le quali, riparla di loro, dicendo nulla. Intanto, anche il fiocco giallo del Giornale, che doveva servire da sprone, sembra ormai un insetto impigliato nella rete delle incompetenze governative.

Neppure è uscita bene dalla rocambolesca faccenda del rimpatrio violento della kazaka Alma Shalabayeva e bimba, nonostante fossero in gioco i «diritti umani» che sono il forte di Bonino. Ammettiamo che il 31 maggio (giorno clou del fattaccio), come ha detto il premier Letta, il governo fosse all'oscuro di tutto. È un fatto, però, che ventiquattro ore dopo i ministri erano informati. Noi invece abbiamo dovuto aspettare metà luglio. Ci sarebbe già da chiedersi le ragioni di tanto ritardo ma ciò che colpisce è che, dopo il lungo silenzio, è partita un'ammuina in cui Bonino si è distinta più di chiunque.

Il ministro si è mosso su due piani. Il primo è stato accertare le condizioni di Shalabayeva e figlia ad Astana (capitale kazaka). Si è tenuta freneticamente in contatto con la nostra ambasciata, dando l'impressione di metterci l'anima. Il tutto con furia, come se i fatti fossero appena accaduti e non vecchi di cinquanta giorni. A questo punto, le autorità locali hanno dichiarato che le due potevano tornare a Roma, purché l'Italia ne garantisse la reperibilità. Era il trionfo di Emma che raggiungeva lo scopo di tutelare i «diritti umani» e attenuare la figuraccia dell'espulsione. E lei che ti fa? Ignora la proposta kazaka e molla le due ad Astana, poiché in Italia la vicenda si era ormai sgonfiata.

L'altra pensata boniniana - dare addosso all'ambasciatore kazako, reo di avere imbambolato le autorità italiane per intrappolare Shalabayeva - prese presto la stessa piega. Prima denunciò le ingerenze e prevaricazioni del diplomatico, facendo intendere che poteva espellerlo. Poi, lo convocò d'urgenza. Ma poiché erano passati cinquanta giorni dalla faccenda, l'urgenza suonava ridicola. Per di più, essendo l'ambasciatore partito per le ferie in Kazakistan, la convocazione precipitò comicamente nel vuoto. Così, la vicenda finì nel dimenticatoio e l'imperizia di Emma tra le cose da ricordare.

Negli stessi giorni dello scandalo kazako, a Panama venne arrestato l'agente Cia, Robert Lady, condannato dal Tribunale di Milano a nove anni per il rapimento di Abu Omar. Il nostro Guardasigilli, Cancellieri, chiese subito l'estradizione ma la Cia, impipandosene totalmente, si riprese il suo uomo dai panamensi e lo trasferì in Usa, sottraendolo all'italica giustizia. Meglio per lui, ovviamente. Ma questo posso dirlo io. Lei, ministro degli Esteri, avrebbe come minimo dovuto convocare l'ambasciatore Usa e dirgliene quattro. Bonino si è, invece, girata dall'altra parte, felice di non avere grane con i temibili yankee.

Infine, in agosto, Emma si è illustrata da par suo nella mattanza egiziana. Forte di un lungo soggiorno di studio in Egitto all'inizio del Duemila e col tono dell'esperta, inneggiò due anni fa alla «primavera» egizia, garantendo che la cacciata di Mubarak era l'inizio dell'Eden. In seguito, invece di ravvedersi per la piega islamista dei Fratelli musulmani, ha pontificato sugli errori dei militari cairoti e, alla vigilia del recente summit Ue a Bruxelles, ha detto che eventuali sanzioni economiche sarebbero blande e inutili. «Proporrò invece il blocco delle armi all'esercito», proclamò in tv la sera. Nella riunione dell'indomani, ammesso che abbia parlato, nessuno le dette retta e l'Ue decise per le sanzioni economiche. Finito il vertice, Bonino, immemore di sé, si dichiarò perfettamente soddisfatta.

Di origini contadine come Giovanna d'Arco e piemontese di Bra, la radicale Bonino ha sempre avuto la passione delle lingue, viatico dei suoi interessi mondialistici. Dopo gli esordi nel partito di Pannella con gli aborti, il divorzio, lo spinello libero, ecc. che la portarono alla Camera ventottenne, nel 1976, Emma, da trentasette anni, non è mai scesa di serpa: sette legislature al Parlamento italiano, quattro in quello Ue, commissario Ue dal 1995 al 1999, ministro delle Politiche comunitarie con Prodi, ora agli Esteri. I suoi fan dicono che è tutto strameritato. Un'analisi meticolosa, farebbe emergere dubbi. Come quando dovette dimettersi con tutta la Commissione Ue nel 1999 (c'era anche Mario Monti) per brogli di altri ma ombre varie che riguardavano lei.

È proprio come commissario Ue che conobbe il suo secondo mentore, dopo Pannella, il discusso ultramiliardario americano di ceppo ungherese, George Soros. Costui, per salvarsi l'anima, fa anche beneficenza ma essenzialmente per promuovere la «società aperta», in opposizione agli Stati e ai nazionalismi. Dovunque ci sia una crisi, con la possibilità di scardinare tutto, c'è lui. Fu così che Emma e George si incontrarono a metà degli anni Novanta quando stava saltando la Jugoslavia. Soros si iscrisse ai radicali, ne divenne finanziatore e, solleticandone gli umori, trascinò il partito a tifare per l'oscena guerra alla Serbia. Un'altra idiozia da attribuire alla coppia, in quegli anni unitissima, è la Corte penale dell'Aja per i crimini di guerra. I due erano insieme alla Conferenza di Dakar che ne anticipò l'istituzione. Il Tribunale è un bluff poiché gli Usa, il Paese più in armi che ci sia, non lo riconosce anche se lo incita ad appioppare ergastoli ai propri nemici. Un assurdo. Al dunque, la Corte se l'è presa solo con Milosevic e quattro gatti ex jugoslavi. Da allora, è in catalessi e spilla denari. Per quali meriti, dunque, Bonino guida gli Esteri?

Commenti

angelomaria

Lun, 26/08/2013 - 09:54

la signora dagli 2 canne e lavora fino alle 4 ma quel ministeroGROSSO SBBAGLIO magaroTOPOGIIGIO farebbe meglio buongiorno e buontutto ha voi cari lettori

Mario-64

Lun, 26/08/2013 - 11:01

Veramente il N.H. di Sant'Agata e' stato l'unico a fare la cosa giusta sui maro' ,cioe' cercare di trattenerli in Italia. Poi il don Abbondio-Monti se l'e' fatta nelle brache di fronte agli 8 miliardi di investimenti italiani in India e sappiamo com'e' andata. La povera Emma ,per la quale non stravedo ,cosa puo' fare a questo punto ??

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 26/08/2013 - 15:16

un bilancio da ministro, fallimentare. come del resto, tutta la sua miserabile vita. vecchia strega !

Sapere Aude

Lun, 26/08/2013 - 16:13

Che volete che faccia se non stare alla finestra…e aspettare! Invocare i santi non se ne parla; chiedere aiuto alla Comunità sa già che riceve sberleffi; gli americani, dopo anni a guardarci le spalle hanno capito che di noi non sanno proprio cosa farsene; ci sarebbero gli arabi che potrebbero mettere una buona parola, ma parliamoci chiaro per smuoverli dovrebbe abbracciare l’islam (manco a pensarlo); russi e cinesi non sanno neppure chi è (che lo chieda a Berlusconi, lui lo conoscono sicuramente perché di “chiara fama”). Purtroppo Emma è solo lì per tappare il buco. E D’Alema ha già sentenziato che Berlusconi è un pregiudicato, non all’altezza di salvare nessuno che bazzichi i tribunali. Così va il mondo. Spiace per i due, ma la politica italiana non sa offrire di meglio.

Roberto Monaco

Lun, 26/08/2013 - 16:55

Perna, dei due marò, non gliene frega niente a nessuno degli abitanti di Palazzo Madama e Montecitorio. Se il fatto di metterli all'ergastolo servisse agli affari, qualsiasi governo non avrebbe esitazione a lasciarli al loro destino.

chiara 2

Lun, 26/08/2013 - 17:58

No, la Bonino con colleziona alcun flop LA BONINO ESEGUE SOLO GLI ORDINI DEI SUPERIORI

Nadia Vouch

Lun, 26/08/2013 - 18:51

Io alcuni di questi attuali ministri li vedo come spaesati. Danno la sensazione di attendere sempre delle notizie che non arrivano. Quando vengono informati, lanciano qualche proclama e là finisce. Con la situazione interna e internazionale in atto, non dico che bisogna reagire come chi s'è bevuto dieci caffè, ma almeno avere un comportamento rassicurante verso il popolo sì. Non si pretendono miracoli, ma chiarezza. Solo chi ha idee chiare può trasmetterle.

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Lun, 26/08/2013 - 19:43

Perna ha perfettamente ragione. E l'interrogativo dell'ultima domanda è assolutamente lecito. Distinti saluti. Roby

vince50

Lun, 26/08/2013 - 20:25

Questa categoria di politicanti assolutamente inutili oltre che dannosi,possono trovare terreno fertile soltanto nell'Italietta degli Italioti.Sempre nell'ombra ma sempre mantenuti da decenni mentre l'italia affonda sempre di più,chi politicamente ci rappresenta rispecchia il popolo becero e assuafatto.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Lun, 26/08/2013 - 21:12

soldi rubati al popolo italiano che si illude di votare liberamente e non si accorge delle catene che gl hanno messo ai piedi i massoni del Nuovo Ordine Mondiale.

Braveheart_1969

Lun, 26/08/2013 - 21:24

Al di là della palese inconsistenza politica della Bonino, brava, al pari del suo mentore e alter ego Pannella, a riempirsi la bocca di paroloni e massimi principi ma del tutto incapace di dar seguito alle buone (?) intenzioni coi fatti, bisognerebbe chiedersi a che serva ancora la figura del ministro degli Esteri nell'era di internet, dei jet super rapidi e dell'assoluta personalizzazione con la figura del leader di tutti i Governi occidentali. E' noto da sempre che i rapporti con il resto del Mondo sono, per qualsiasi politico, la parte più significativa e gratificante del ruolo di premier o di un primo ministro. Nel momento in cui, tramite le videoconferenze, le linee satellitari criptate o le veloci flotte aeree di stato, un capo di governo può conversare in tempi pressocchè reali con i suoi partners stranieri, la funzione del capo della diplomazia si è ridotto a quello di portavoce del pensiero e della linea politica del suo capo e non può essere una figura dotata di un peso politico autonomo o di grandi ambizioni personali, perchè rischierebbe di oscurare l'immagine del leader nell'area più importante di tutte, q . Siccome

Braveheart_1969

Lun, 26/08/2013 - 21:30

internazionale. Per questo, da molti anni alla Farnesina sono andate figure che ricalcano questo identikit: "belle fighe" capaci di conversare amabilmente in un ricevimento di alto livello o di sapersi comportare in una delle tanti, inutili assise del famoso (ma inesistente) multilateralismo internazionale (dall'ONU fino all'Assemblea plenaria della Nato) ma del tutto prive di personalità e di un'autentica caratura politica. Come Fini, Frattini, Terzi e la Bonino. L'unica eccezione a questa regola è stato D'Alema, ma in quel caso ricordiamo tutti i danni che ha fatto il suo iperattivismo all'immagine internazionale dell'Italia (ricordate la passeggiata nei Territori con i leader di Hamas???)

bret hart

Mar, 27/08/2013 - 01:12

ma cosa vi lamentate oramai non contiamo nulla siamo come il 3 mondo ci governano da bruxelles via berlino della culona grazie ha questi politici senza midollo di entrambi gli schieramenti si salva solo berlusconi e infatti lo vogliono fare fuori

Luigi Farinelli

Mar, 27/08/2013 - 09:43

Ma guarda un po': praticamente ogni parlamentare donna eletta (ma anche molti parlamentari uomini della perniciosa categoria "maschi pentiti") esordisce con la frase politicamente corretta ormai d'obbligo (e guai contraddire il pensiero omologato): "noi donne facciamo tutto meglio". Ormai lavano il cervello dei ragazzi (maschi) sin dalle scuole per togliere loro l'autostima, femminilizzarli e integrarli nella criminale ideologia "del gender", cancro dell'Occidente in metastasi avanzata. Vedere casi recenti della Fornero e quelli passati (per esempio della Finocchiaro, con le sue "femmine aggressive e trionfanti che stanno per sostituire gli uomini, genere ormai superato"). Naturalmente occorre loro qualche "aiutino", tipo quote rosa e privilegi ormai in tutti i campi, come per gli omosessuali e inoltre demonizzare il genere maschile, magari col "femminicidio" che, ad una semplice occhiata delle cifre relative, quelle VERE, rivela una truffa di Stato colossale, per continuare a dare privilegi e diritti "positivi" alle donne (alle donne con la "D" dell'autoreferenziazione però, come diceva giustamente Ferrara, perché quelle con la "d" minuscola, ossia quelle vere, non sono ancora cadute nel tranello dell'ideologia, almeno in Italia). Il risultato è un sistema che promuove l'ideologia anziché il merito; le "generalesse" a cinque stelle "conquistate il prima linea" (dopo avere abbassato gli standard dei test fisici per l'accesso alle Accademie per consentire anche la femminilizzazione della carriera militare; la demonizzazione dell'avversario (il genere maschile) anziché l'esame razionale dei problemi sociali) e che non dà certamente notizia delle magagne e defaillances del genere "protetto", quando queste avvengono. Ecco così che si crea il mito della donna che capisce tutto, è in tutto migliore degli uomini, più forte fisicamente, moralmente, psicologicamente; sopporta meglio l'alcool, rutta meglio, eccetera. Che poi la realtà parli di maschicidio e non di "femminicidio" (un delitto su donna per 5 su uomini); che si eviti sui giornali in certi casi di dare solo il cognome del colpevole per evitare che si capisca si tratti di una donna (caso dell'Andrea Costa ma di tantissimi altri); che non si parli mai di infanticidio come delitto imputabile all'80% al genere femminile (senza considerare l'aborto), che non si parli mai del 97% dei morti sul lavoro come triste "privilegio" maschile, fa parte dell'imposizione dell'ideologia che vuole femminilizzare la società e che di disastri ne ha creati già così tanti in Occidente (ma guai parlarne sui media!) da aver compromesso l'equilibrio psicologico delle nuove generazioni, ormai allevate a pane, nutella e ideologia. Secondo questo metro io sarei "maschilista" e, se l'ideologia gender dovesse essere imposta, come è stato fatto nel resto dell'Europa, sarei passibile di denuncia e processo: come quel rettore di una università americana che, solo per aver detto che "i maschi sono più portati per le tecniche e le matematiche" (che è la realtà oggettiva, sebbene non politically correct) è stato dapprima licenziato, poi sottoposto ad un umiliante processo in cui ha dovuto smentire le "orrende" parole (da A. Nucci: "la donna a una dimensione"). Il fatto è che i generi non sono affatto intercambiabili come predica l'infame ideologia del gender e ci sono mestieri adatti agli uomini ed altri adatti alle donne. Quando ci sarà libertà di esprimere opinioni come queste senza essere demonizzati dal pensiero omologato, significherà il riflusso dell'imbecillità ideologica è finalmente cominciato.

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Mar, 27/08/2013 - 10:11

Lo squallore di detto personaggio è pari al Governo a cui partecipa con kyenge,boldrini,delrio,letta ecc.Il fatto eclatante a partire dai travaglio alla canea schierata davanti al mondo e agli illeggibili quotidiani della perfida Albione il disonore è rappresentato da Berlusconi.Cose da pazzi.La storia dei due marò grida vendetta al mondo.Grazie all'incapacità dell'oxfordiano ,del suo ministro e ora questa cariatide che dice di dire al satrapo Siriano,non rendendosi conto di cadere nel ridicolo, di smetterla, siamo in ostaggio di una Nazione di un miliardo di persone di cui la più parte si scaldano e vivono con l'immondizia e lo sterco di mucca.E sono due anni che va avanti questa storia.Vi fosse stato il Caimano a quest'ora sarebbero a casa da mesi. Mi fermo poichè pensando a costei e ai suoi colleghi di S-governo mi viene da vomitare.

Pazz84

Mar, 27/08/2013 - 10:24

Quindi il caso kazako ora viene scaricato sulla Bonino?!? Nello scaricabarile siete sempre i migliori. Alfano ne esce pulitissimo dalla vicenda

Roberto Casnati

Mar, 27/08/2013 - 11:39

Volete essere sicuri che vada tutto a puttane? Metteteci una donna!

giottin

Mar, 27/08/2013 - 12:53

...e sì la bonino era molto più brava a fare aborti con la pompa da bicicletta!!! Poveri noi!!!!

luca gionco

Mar, 27/08/2013 - 13:11

a parte che sono schifato dai commenti qui sopra... Se nella prima pagina dite che non bisogna intervenire e la Bonino (che non vuole intervenire) fa flop mi sembra che ci sia un piccolo problema di redazione, parlatevi...

moshe

Mar, 27/08/2013 - 15:42

La bonino non è che una mummia incastonata nel parlamento, mummia che manteniamo da una vita e non ha mai combinato nulla di buono. E' degna del governo letta.

Nadia Vouch

Mar, 27/08/2013 - 15:55

@Roberto Casnati. Davvero? Non sapevo. Complimenti per l'assenza di analisi.

disalvod

Mar, 27/08/2013 - 16:21

MA PERCHE' NON SI RITIRA E SI METTE A FARE LE CALZE?NON HA NESSUNA VOCE IN CAPITOLO E QUANDO PARLA CHI LA SENTE?SE L'ITALIA NON DIVENTA COME L'INDIA,MALTA O ALTRI PAESI CHE SANNO FARSI RISPETTARE E NON STANNO MICA A SENTIRE O GUARDARE GLI ALTRI PUR DI DIFENDERE IL PROPRIO PAESE ED I PROPRI INTERESSI FARA' LA FINE DEL TOPO CIRCONDATO DA GATTI.PURTROPPO POLITICAMENTE,E NON SOLO, STIAMO COMBINATI MOLTO MALE PERCHE', RIPETO, VI SONO MOLTI GALLI SENZA CRESTA E SENZA PALLE CHE ANCORA SUCCHIANO COME VAMPIRI IL SANGUE DI UN POPOLO COMPIACENTE AD ESSERNE VITTIMA.

il consumatore

Mar, 27/08/2013 - 16:56

Anche la Bonino si è dimostrata un bluff. Criticare e pontificare da fuori e facile, ma quando si tratta di dimostrare le proprie capacità essendo responsabile di un ministero così importante, i venditori di fumo, i parolai, vengono sempre scoperti.

killkoms

Mar, 27/08/2013 - 21:07

@pazzo84,notizie dell'esule"arsenio ablizov lupin"soggiornante in francia?

antonioamelio

Mar, 27/08/2013 - 21:12

E'una delle tanti vecchi politici rincoglioniti che non sanno parlare inglese non sanno fare nulla perchè nella loro insulsa vita non hanno mai lavorato. E adesso un bischero qualsiasi metta una incapace a capo di un dicastero inutile a gestire faccende mille volte più grandi di loro. Ma dai non scherziamo, tutti a casa sta manica di idioti e subito alle elezioni. Puah al decreto del fare e tutte le altre puttanate di questo governo inutile !

vittoriomazzucato

Mer, 28/08/2013 - 07:51

Sono Luca. Basterebbe ricordare le lotte di Bonino-Pannella per la liberalizzazione della droga per capire che senso ha dare il voto a questa gente. E la hanno messa anche agli Esteri come Ministro forse per far pendant con la Congolese-Boldrini per incentivare gli sbarchi Africani. D'altronde è stata per anni in Africa per conoscere la lingua-usi-costumi. Sarebbe stato meglio andare negli USA per capire come fanno per fermare i flussi migratori che passano dal Messico. GRAZIE.